Corso online di editing

Conoscere l'editing

Diffondi libro

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

“Gli sdraiati” di Michele Serra

Michele Serra, Gli sdraiatiI giovani di cui parla Michele Serra nel suo ultimo libro, Gli sdraiati (Feltrinelli, 2013), sono molto più che una generazione di adolescenti perennemente distesi sul divano, la tivù accesa su qualche serie americana, il laptop sulle ginocchia, l’iPod acceso che spara musica a tutto volume nelle cuffiette. Sono la generazione dei figli cresciuti nel «relativismo etico» dei padri, i figli coccolati, viziati e giustificati in virtù di un’identità culturale-religiosa-morale che pare sempre più incerta, che fatica a mettere briglie e fatica a reggere il passo. «Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo». È di questa generazione e dei suoi “bioritmi” che Serra, nelle vesti di padre, prova a tracciare un quadro antropologico, e insieme a descriverne i comportamenti come si fa con le specie protette. Ma l’occasione (o meglio la missione) di studiare un figlio che sta crescendo “orizzontale” rappresenta per l’autore anche una chance, forse l’unica, di avvicinare due generazioni – la sua e quella di un adolescente – che mai come adesso sono sembrate tanto lontane.

Anche l’habitat in cui vivono ne dà la prova. Il figlio segna il suo passaggio in casa rivoltando tutto quanto finisca sotto le sue mani e i suoi piedi. Tappeti sollevati, cassetti e armadi aperti, vestiti sparsi a terra e stoviglie lasciate ammuffire nel lavello. «Tutto rimane acceso, niente spento. Tutto aperto, niente chiuso. Tutto iniziato, niente concluso». Tocca al padre riassettare e riordinare, rimettere tutto al proprio posto con gesti che credeva appartenere a un sentire comune, o forse al prodotto della sommatoria di tutte le generazioni di padri e figli che li hanno preceduti. Invece in questo anello della catena, quando toccherebbe a lui di tramandare quella sorta di memoria collettiva, sembra che non ci sia niente da fare, sembra che tale ricchezza andrà perduta per sempre. È un destino comune a molti genitori, e Serra lo sa bene. È loro la colpa se hanno allevato dei «consumisti perfetti», loro la mancanza di non averci almeno provato.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Michele SerraCon questa consapevolezza il padre protagonista del romanzo insiste perché il figlio lo segua a vendemmiare il Nebbiolo. Si tratta di un’esperienza estetica, più che di una giornata di lavoro tra le vigne, ma nonostante quell’oggettiva bellezza il suo tentativo va a vuoto, scivola nell’indifferenza del figlio che non lo degna nemmeno di un rifiuto. «Certo che un mondo dove i vecchi lavorano e i giovani dormono, prima non si era mai visto», è la triste constatazione del più anziano dei vendemmiatori. L’andamento del romanzo mantiene un assetto episodico che si fonda più sui silenzi che sulle parole dette, sui vuoti e la rassegnazione piuttosto che sulle esplicite sfuriate di un padre o sulle ribellioni del figlio. In mezzo a tutto questo, come una prolessi di un grandioso romanzo che il protagonista starebbe scrivendo da tempo, La Grande Guerra Finale, si susseguono episodi ancora abbozzati di una saga che ha per protagonisti Giovani e Vecchi, due fazioni in lotta tra loro per conquistare la supremazia sul mondo. Si tratta di intermezzi satirico-fantascientifici nei quali viene descritta la guerra che opporrà i due grandi schieramenti, giunti alle armi dopo una contrapposizione divenuta ormai insostenibile.

L’episodio finale, che ha in sé lo scopo catartico di una riconciliazione almeno in divenire, vede i due protagonisti sul Colle della Nasca, una montagna quasi mitica (perché mitizzata dal genitore) la cui presenza riecheggia come un leitmotiv per tutta la storia. Un’impresa destinata a fallire, sembrerebbe, per quella renitenza del figlio che si manifesta in ostentati silenzi e deliberata ostilità al progetto. Ma che, nonostante tutto, e soltanto alla fine, pare restituire almeno un barlume di speranza.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (5 voti)
Tag:

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.