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Editing ‒ Il rapporto fra spazio e tempo

Editing ‒ Il rapporto fra spazio e tempoImmaginate che Anna, personaggio principale del romanzo, si sposti in auto da Perugia ad Ancona: serviranno poco meno di due ore senza pausa. Se invece decidesse di andarci a piedi per una vacanza alternativa, impiegherebbe una trentina di ore (senza pause, quindi è verosimile la scelta di compiere il percorso in almeno tre giorni). In questo caso il rapporto fra spazio e tempo è determinato soprattutto dalla diversità di velocità dello spostamento. Inoltre, nel primo caso, se Anna guida, perderà tanti dettagli del paesaggio, nel secondo ci sarà modo di gustare gli attimi con più calma.

Relazionare lo spazio e il tempo con fini narrativi porta a conseguenze che un editor dovrebbe gestire allargando lo sguardo. Non è solo la scena che si sta raccontando bensì una necessità o meno di rallentare o velocizzare la percezione del lettore. In rapporto a cosa? Si può riflettere su quanto è accaduto prima, ma direi, per semplificare per ora il ragionamento, di porre l’attenzione su ciò che avverrà nella città di Ancona, cioè dopo. Supponete che là Anna riceverà una notizia incredibile dall’amica Valeria, una notizia da farla emozionare a tal punto da rischiare di svenire. La nonna di Valeria, ricca possidente, era molto legata anche ad Anna fin da quando bambine, e poi ragazzine, giocavano sempre nel giardino della sua villa. Un giorno la nonna dichiarò che per quella bella amicizia, se fosse durata, avrebbe premiato entrambe con un regalo da condividere. Dopo la sua dipartita, Valeria troverà un testamento nel quale in modo esplicito si menzionerà Anna come erede assieme alla nipote di una villetta a schiera a Forte Montagnolo, vicino ad Ancona.

 

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Valeria comunicherà questa notizia all’amica durante una cena in centro città il giorno del suo arrivo. Chiacchiere, ricordi, un bicchiere di Lacrima di Morro, gustando dei maccheroncini di Campofilone. Che cosa è più interessante mostrare prima di quella sera? Due ore in auto spensierate cantando oppure tre giorni in cammino immersa nella natura dei colli? Sì, questo dipende dalla creatività di chi scrive, ma l’editor ha l’onere di far riflettere sulle possibili due opportunità.
Anna potrebbe fare certi pensieri in auto oppure camminando sotto un sole cocente agostano. Che cosa è più utile alla narrazione? Ho menzionato due modalità ma le valutazioni potrebbero allargarsi a un viaggio in treno oppure a un viaggio in auto con un altro amico e mentre lui parla di continuo, lei, che non guida, ha la testa in altri lidi.

Lo stretto rapporto fra spazio e tempo impatta con conseguenze assai differenti in una storia, in particolare quando ci sono poi snodi narrativi importanti, come potrebbe essere la scena in cui Valeria comunica all’amica Anna del testamento della nonna.

Domanda da porsi: serve comprimere/dilatare lo spazio o il tempo? Cominciate a porvi questa domanda per analizzare con più precisione una scena o più scene. Se rispondete lo spazio (perché magari altri personaggi si muoveranno in quello spazio oppure perché nella medesima via accadrà un omicidio), allora dovrete far indugiare lo scrittore sulle informazioni di quello spazio: la via, i negozi, la piazza, eccetera. Tutto per dire inconsapevolmente ai lettori: in questo luogo (o in questi luoghi) accadrà qualcosa di nevralgico.

Al contrario, se rispondete il tempo, allora considerate le situazioni narrative come se vi fosse una data di scadenza: dopo 10 minuti si teme un evento, entro un’ora arriverà un certo personaggio, dopo 30 secondi esploderà una bomba, in quelle due ore prima di una telefonata allarmante di un ambasciatore.

Tutto per dire inconsapevolmente ai lettori: durante o alla fine di un periodo di tempo accadrà qualcosa di nevralgico.

 

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La relazione fra spazio e tempo impatta nella tensione narrativa e amministrare bene tale rapporto permette allo scrittore di coprire alcune debolezze. Detto in altre parole, se un editor ha l’abilità di far riflettere chi scrive su questo argomento, spesso si riesce ad abbellire altre mancanze che per vari motivi sono a volte più difficili da gestire, per esempio la piattezza delle espressioni o un dialogo necessario ma senza mordente.

Lo spazio e il tempo in una o più scene, ma come considerarli in rapporto al punto di vista? Ve ne parlerò la prossima volta. 

Buon editing a tutti.

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