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Creare, resistere e indignarsi. “Indignez-vous!” di Stéphane Hessel

Indignatevi di Stephane Hessel(una visione diversa del libro già recensito ieri su queste pagine, un libro che il blog Sul Romanzo ritiene di proporvi caldamente)

Ora tocca a voi, alle nuove generazioni: indignatevi! Non si deve abdicare, né lasciarsi intimidire dalla dittatura dei mercati finanziari che minaccia la pace e la democrazia.

Così si esprime Stéphane Hessel nel suo pamphlet, “Indignez-vous!”, uscito nella collana “Ceux Qui Marchent Contre Le Vent” di una piccola casa editrice di Montpellier, Indigène éditions.

Nel gennaio scorso, in Francia, a pochi mesi dalla sua uscita, aveva già venduto 650.000 copie. Ma anche in Italia, dove il pamphlet è uscito a giugno, sembra abbia la stessa fortuna.

Inoltre la casa editrice ADD, che ha curato la pubblicazione italiana, ha avuto una simpatica iniziativa: durante la scorsa fiera del libro di Torino, nel suo stand ha alzato un “muro”, ci ha appiccicato dei foglietti bianchi, ha messo a disposizione delle penne e ha rivolto una domanda ai lettori: “Di cosa vi indignate e da cosa volete ripartire?”.

In quei cinque giorni di fiera le risposte sono state più di un migliaio e quindi l'iniziativa è proseguita su Facebook. Questa è la carta bianca - dice l'editore - per scrivere i motivi della propria indignazione. Poi la casa editrice ha raccolto le parole dei lettori e ne ha creato un e-book, “Indignati”, che dalla fine di giugno è in vendita su www.bookrepublic.it. Il ricavato dell'e-book sarà devoluto alla Acmos, un'associazione di volontari che opera nel sociale. Secondo l'editore italiano questo è un modo per trasformare l’indignazione in azione.

“Le Monde” aveva definito il libretto di Hessel “un serio avvertimento al governo”, ma “Indignez-vous!” è anche una forte indicazione per la sinistra francese.

L'edizione italiana contiene, oltre al testo di Hessel, due appendici, che sono un'ulteriore occasione di riflessione e un aiuto per leggere “Indignez-vous!” con l'orecchio puntato sulla politica italiana ed europea.

Ma perché il pamphlet di Stéphane Hesseltrova così tanti lettori in tutta Europa? E chi è Stéphane Hessel?

Il suo pamphlet è una sorta di manifesto, dove egli fa il punto della situazione dei mali di questo nostro momento storico.

Elenca gli eventi che circondano il nostro vivere quotidiano: le ingiustizie, le violenze, le stragi, le guerre. E in questa quotidianità, in cui siamo immersi, bisogna tenere alta l'attenzione perché le cose non sono più nette. Il mondo è troppo complesso e non sappiamo chi comanda e chi decide. Non abbiamo a che fare con una piccola élite di cui comprendiamo con chiarezza gli intrighi. Il nostro è un mondo vasto, di cui intuiamo la non indipendenza e l'interconnettività senza precedenti.

Egli, da ex-partigiano, si chiede dove siano andati a finire i valori tramandati dalla Resistenza, dove sia andato il desiderio di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti.

Nella prima appendice di “Indignatevi!” è contenuto l'appello degli ex partigiani francesi, tra cui Hessel, del marzo 2004 “Appel des Résistants aux jeunes générations”.

E secondo Hessel è proprio l'indignazione il primo passo per risvegliare le coscienze. “Auguro a ciascuno di voidi trovare un motivo per indignarsi. È necessario. Quando qualcosa ci indigna, come è successo a me con il nazismo, allora si diventa militanti, forti e impegnati”.

Oggi la principale indignazione di Hessel riguarda la Palestina, la striscia di Gaza, la Cisgiordania. A questo dedica un brevissimo, ma intenso capitolo dove narra la sua visita in quelle zone con un passaporto diplomatico: la sua critica al governo israeliano è netta.

La seconda appendice di “Indignatevi!” riporta i trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Stéphane Hessel fece parte della commissione che redasse laDichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, durante la terza sessione delle Nazioni Unite a Parigi nel dicembre del 1948.

È illuminante leggere il libro sulla base di questa dichiarazione. Infatti, se riflettiamo, nell'apparenza viviamo protetti da questi diritti, ma non del tutto nella sostanza.

In questo nostro mondo esistono cose intollerabili, ma siamo assuefatti e per accorgersene è necessario affinare lo sguardo, scavare.

“Io che ci posso fare, mi arrangio”, questo è l'atteggiamento peggiore, - dice Hessel - perché significa indifferenza.

Siamo di fronte a delle grandi sfide: il divario tra molto ricchi e molto poveri che continua a crescere; le condizioni del pianeta che non vengono considerate a dovere e i diritti dell'uomo che vengono calpestati.

Dobbiamo deciderci, prendere una posizione se vogliamo creare una società, un mondo di cui andare fieri.  

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