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Castellitto, Scamarcio e Trinca raccontano “Nessuno si salva da solo”

Sergio Castellitto, Nessuno si salva da soloNessuno si salva da solo recita il titolo del nuovo film di Sergio Castellitto, tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini (Mondadori, 2011). In uscita nelle sale a partire da oggi, è stato presentato in anteprima alla stampa con un successivo incontro nel quale Castellitto e i due attori protagonisti, Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, hanno replicato alle domande dei giornalisti presenti.

Delia, la protagonista della storia, esprime a pieno quell’affermazione assoluta racchiusa nel titolo: non si salva da sola. Vorrebbe mangiare il mondo, per questo serra la bocca fino a cadere nell’anoressia. Si salva, però, grazie a Gaetano; anzi, al loro grande amore. Si salva in un certo senso, per perdersi poi in un altro.

Come succede spesso nella letteratura (e nella vita), i grandi amori sono destinati a dissolversi in altro. E qualcuno ipotizza che quell’altro sia l’odio. Forse è odio anche ciò che galleggia nell’aria sopra al tavolo dove cenano Delia e Gaetano, quelli di oggi. Delia e Gaetano di ieri, quelli del grande amore, rivivono nei flashback che si rincorrono per ricostruire il pezzo di vita che i due hanno condiviso.

«I due sono pazzi l’un dell’altra» ha raccontato Jasmine Trinca, «e non si accorgono del momento in cui smettono di amarsi».

Prima di allontanarsi, però si erano avvicinati a causa di un disturbo allo stomaco di Gaetano e, nel film, il cibo è una presenza ossessiva. «Detesto il realismo e adoro la realtà» ha confessato Sergio Castellitto. «La storia ruota attorno a un disordine alimentare, in verità emotivo. Se ci pensiamo, però, la televisione ha reso il cibo spettacolo, mentre le nostre vite si muovono attorno al cibo. Come abbondanza, come spreco, oppure carenza, per esempio. Il cibo ci ossessiona. Altra particolarità del cibo è la sua connessione con il sesso. Si sa, nel cinema le scene di sesso corrono il rischio di essere ridicole. Il momento in cui mangia il bignè, a mio avviso, ha una carica erotica notevole».

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La sceneggiatura è stata scritta da Margaret Mazzantini e questo ha permesso agli attori di beneficiare di un doppio sguardo – femminile e maschile – sulla psicologia dei personaggi, anche perché, com’è già noto, sceneggiatrice e regista sono una coppia pure nella vita. «Lavorare con una coppia, sia nella vita privata sia in quella professionale, è stato eccezionale» ha affermato Jasmine Trinca. «Ci ha aiutato molto l’amicizia che lega me e Jasmine» ha aggiunto Riccardo Scamarcio. «Abbiamo una grande capacità di sentire l’altro e questo si è rivelato essenziale nelle scene del ristorante dove i dialoghi sono lunghi, fitti, carichi». Formidabili, li ha definiti il regista, «cosa poco scontata. Uno può essere un attore magnifico da solo. Entrambi, presi singolarmente, possono essere magnifici, ma questa non è una garanzia che si crei il terzo – la coppia – altrettanto magnifico. Jasmine e Riccardo hanno un’ottima sinergia, ecco perché sono riusciti a far esplodere le parole in immagini pregne di emozioni».

Margeret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

L’amore ai tempi della crisi, potrebbe essere il sottotitolo, se si volesse aggiungerne uno. Infatti, «si parla della crisi, in un momento di crisi» ha spiegato Castellitto. «Ed è un film politico, perché nulla è più politico dell’intimità». Un’altra particolarità consiste nel fatto che «il film è stato tratto da un libro contemporaneo, più che moderno. Ed è contemporaneo in questa accezione: qualcosa succede a te e questo modifica la realtà attorno a te».

Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca in una scena di Nessuno si salva da solo

Cibo, amore, crisi, angoscia, odio, famiglia, paura, felicità, tante le parole chiave di Nessuno si salva da solo. Una frase di Castellitto potrebbe porre le basi di un'intima riflessione: «Ti ho amato per colpa di quei comportamenti per cui poi non ti amo più».

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