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“Anche il fuoco ha paura di me” di Gianluca Morozzi, la delirante storia di Metello Mazzoni

“Anche il fuoco ha paura di me” di Gianluca Morozzi, la delirante storia di Metello MazzoniMetello Mazzoni è il protagonista di Anche il fuoco ha paura di me di Gianluca Morozzi (pubblicato da Fernandel), particolarissimo romanzo che si snoda tra la provincia bolognese e Ferrara. Metello è originario di Lemuria, paese natale del poeta Niccolò Minosse (detto Minosse da Lemuria) e di Minosse Caciavillani, il classico loser del paese che, per un eccezionale colpo di fortuna, è diventato all'improvviso una famosa rockstar.

I nomi di tutti gli abitanti di Lemuria sono tratti dalla letteratura: il fratello di Metello si chiama Durante («che a chiamarsi Dante son capaci tutti»), i cugini Eurialo e Niso, il padre Patroclo e la madre Medea; ci sono poi i vicini di casa Atos, Portos e Aramis (i primi due senza la “h” a causa di un impiegato dell'anagrafe non lemuriano), insieme al loro cane, D'Artagnan. E poi c'è Alice, la grande ossessione di Metello, la ragazza di cui è innamorato fin dalle elementari, la quale (classico dei classici) non lo degna di uno sguardo e si fidanza con Ulisse. Lemuria è famosa anche per un festival letterario, Fahrenheit 451, ispirato al capolavoro di Ray Bradbury: durante la manifestazione, i cittadini imparano a memoria dei frammenti di testi famosi e si impegnano a recitarli in pubblico. È durante questo festival che Metello ha la sua prima “esplosione sessuale”, quando la cartolaia del paese recita un estratto piuttosto piccante da Il teatro di Sabbath di Philip Roth.

Un giorno, poi, il disastro: durante un giro in giostra al luna park, Alice bacia Metello, ma lui, vittima dell'emozione e complici i troppi dolci mangiati pochi istanti prima, vomita, scatenando l'ilarità dei coetanei che, prendendo come pretesto l'episodio, lo tormentano per tutto il liceo. Così, giunto il momento dell'università, Metello sceglie di allontanarsi e di studiare a Ferrara, contrariamente ai compagni di scuola che optano per Bologna. Il ragazzo ha in mente un importante riscatto sociale e, come il grande Gatsby, vuole diventare ricco, tornare a Lemuria e far schiattare tutti d'invidia. Tuttavia, i suoi giorni ferraresi passano senza il conseguimento di alcun risultato, tra sbronze e qualche rapporto sessuale occasionale. Questo finché Metello non si reca al cinema per assistere alla proiezione di un film intitolato L'ultimo viaggio di Dante Alighieri (in realtà una rivisitazione piuttosto particolare della vita del Sommo Poeta), con protagonista un certo Lando Krol: ed è qui che arriva la grande svolta, perché Metello assomiglia a Krol come una goccia d'acqua. Per lui si spalancano le porte della televisione: tutti lo vogliono quale sosia ufficiale di Krol e, in breve, Metello diventa famoso e può davvero tornare a Lemuria da eroe.

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“Anche il fuoco ha paura di me” di Gianluca Morozzi, la delirante storia di Metello MazzoniLa storia finisce qua? Assolutamente no, perché nel prologo del romanzo Metello si trova in compagnia di un certo Theo, un uomo che il protagonista vuole uccidere. Theo è imbavagliato e legato, Metello lo vuole ammazzare con una pistola, perché quella follia «non poteva finire che così». Per quale motivo? Chi è Theo? Perché Metello vuole raccontargli la storia della sua vita?

Il libro di Morozzi è intenso e delirante, a tratti si ha la sensazione di trovarsi in un'altra dimensione anche se sulla pagina c'è un ragazzo come tanti altri, che viene da un posto come tanti altri e conduce una vita apparentemente normale. Eppure questa bella opera breve lancia un messaggio forte e chiaro, che chiama in causa i falsi miti di cui è permeata la nostra società, basata più sull'apparenza che sull'essenza: nel corso dei suoi anni emiliani, Metello capisce che per riscattarsi dalla sua adolescenza da sfigato, deve diventare «una faccia». A cosa servono, infatti, le capacità, il talento o il carattere, quando si ha la faccia giusta? Metello ce l'ha, ed è quella di Lando Krol.

Aggiungiamo alla storia un altro tassello: cosa succede se il vero Lando Krol compie un'azione meschina, che ne compromette la carriera? Capita che anche la popolarità di Metello ne risenta, perché è fondamentale sottolineare che, ormai, per il ragazzo tutto ciò che conta deriva da quella straordinaria somiglianza con il divo. Cosa accade se, per colpa di Krol, tutto quello che Metello ha guadagno va all'improvviso in mille pezzi? Accade che il giovane va fuori di testa, perché ormai lui non è più Metello Mazzoni, lui è il sosia ufficiale del grande Lando Krol.

Ecco, dunque, che l'essere una copia diventa un incubo: Metello si trova imprigionato in quel volto che tanto gli ha dato e che, da un giorno all'altro, tanto gli ha tolto, diventando il motivo della sua disfatta. Per il protagonista esiste un'unica via di fuga, la sola possibile da quell'inferno di cui il vero (e unico) Landro Krol è la causa. Quale sia questa soluzione definitiva – che costituisce la cornice entro cui si colloca la storia – non lo sveleremo: i lettori avranno modo di scoprire da sé le sorti di Metello Mazzoni, protagonista di questa gradevolissima lettura, Anche il fuoco ha paura di me, firmata dal bravo Gianluca Morozzi.

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