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7 controlli necessari dopo aver scritto un romanzo

7 controlli necessari dopo aver scritto un romanzoIn questi anni noi di Sul Romanzo ci siamo spesso interrogati su quali errori fossero più frequenti negli scrittori alle prime armi una volta messo il punto finale a una storia. La lista sarebbe lunga ma abbiamo scelto sette controlli che ti permetteranno di migliorare il tuo romanzo.

 

1. Sbarazzati degli avverbi

Come ha detto Stephen King, «la strada per l’inferno è lastricata di avverbi». Se hai frequentato qualche corso di scrittura o letto articoli sull’argomento, avrai sentito dire che gli avverbi sono uno strumento del diavolo. Il più delle volte comunque sono la soluzione più rapida per lo scrittore pigro. Perché se un uomo può camminare velocemente, allora può anche marciare, o correre o camminare a passo svelto. Esprimere questi movimenti utilizzando gli avverbi può essere una cattiva abitudine di scrittura. Se senti l’esigenza di usare un avverbio, dai un’occhiata al tuo verbo e vedi se c’è una soluzione più efficace che faccia al caso tuo, e poi scegli quest’ultima.

 

2. I peggioramenti sono credibili?

Il tuo compito come scrittore non è dare una mano ai tuoi personaggi, anzi devi rendere le loro vite miserabili. Sì, hai letto bene: miserabili. Riempile di difficoltà e qualunque situazione gli farai vivere, non chiederti come potresti toglierli d’impaccio, ma cosa puoi fare per peggiorarla. Insomma, dopo una prima difficoltà inseriscine una seconda, a questa fanne seguire un’altra, e così via. Di certo, non sarà divertente per il tuo personaggio, ma lo sarà per il tuo lettore! Insomma, quanti si sarebbero interessati a Cappuccetto rosso se fosse giunto dalla nonna senza nessun intoppo?

 

3. I colpi di scena all’interno di un colpo di scena

Questo metodo consiste nel costruire un colpo di scena che i lettori crederanno essere IL colpo di scena e poi farlo seguire da un colpo di scena più grande. I lettori non si aspetteranno un altro radicale cambio di direzione così presto dopo il colpo di scena iniziale. È probabile che si staranno ancora riprendendo dalla prima svolta e così quando la trama cambierà ancora rimarranno davvero sorpresi. Per fare in modo che questo metodo funzioni, il primo colpo di scena dev’essere inatteso ma non troppo grande, scioccante o drammatico. Dovrebbe solo bastare a sorprendere il lettore prima che tu lo colpisca con la seconda rivelazione. Analizza i tuoi colpi di scena, quali potresti rimodulare per intensificare la tensione?

 

4. Non dimenticare i conflitti soft

Potrebbe sembrare un cliché includere una scena in cui i due amanti entrano in conflitto, invece è possibile ottenere lo stesso risultato senza costringere il lettore a imbattersi in occhi che ruotano dalla rabbia, gente che vola da un capo all’altro del mondo solo per scusarsi. Bastano piccoli problemi di cattiva comunicazione, errata interpretazione o disaccordi su cose non sempre molto rilevanti a far temere al lettore il peggio, senza dover per forza creare dei conflitti terribilmente drammatici. In altre parole, se pensi di avere usato spesso l’effetto fuochi d’artificio, forse è il caso di riflettere di nuovo su alcune scene importanti della storia. Chiediti: è davvero necessario tutta questa drammatizzazione?

 

5. Sostituisci i qualificatori deboli

Per qualificatori s’intende l’insieme di quelle parole (sostantivi, aggettivi, avverbi) che accompagnano un altro sostantivo per qualificarlo. Spesso però imprecisi. Come nel caso di «davvero», «veramente», «estremamente». Per esempio, dire «Era estremamente preoccupato» non descrive con precisione il grado di preoccupazione provato dalla persona. Se un qualificatore non aiuta a essere più precisi, allora forse è il caso di cambiare la parola principale. Ancora un esempio: «Era felice». Per mostrare l’intensità di questa felicità, anziché un qualificatore potresti usare un sinonimo di «felice», come «entusiasta». Dire che un personaggio è entusiasta significa dire che è molto più che felice.

 

6. Luci e ombre nei personaggi

È probabile che tu abbia simpatie e antipatie verso i tuoi personaggi e questo determina spesso una mancata caratterizzazione ottimale in alcuni di loro. Tieni in considerazione un concetto semplice: ognuno dei personaggi principali dovrebbe possedere luci e ombre, solo così li renderai verosimili nella storia e permetterai ai lettori di essere più coinvolti. Scomponi le peculiarità di ognuno, individua gli aspetti positivi e quelli negativi. Emergono entrambi o c’è un netto sbilanciamento? Se pensi che sia il secondo caso, chiediti per quale motivo e se ciò ha giustificazioni narrative, altrimenti pensa a come apportare modifiche.

 

7. I cambiamenti dovrebbero essere cambiamenti

Alla fine, ogni storia che si rispetti narra un cambiamento e anche le scene che costruiscono la narrazione devono contenerne uno. Il cambiamento rispetto allo status quo non deve essere (di necessità) drammatico, ma deve esserci. Il suggerimento è di considerare l’evoluzione di ogni personaggio principale della storia, chiediti se lo sviluppo ha portato a un cambiamento interiore e/o esteriore. Se così non fosse, dovresti avere un motivo valido per giustificarlo altrimenti hai un problema da risolvere che non puoi evitare. 

 

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Se vuoi sapere come è nato Sul Romanzo, tutto ha avuto inizio da qui, una sfida di appunti sparsi di scrittura che sono diventati un libro.

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