Tutti i contenuti di Davide Ecatti
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Tipo: BlogMer, 07/09/2011 - 12:02
Sto per rivelare una grande verità e intendo affermarla con tutta la decisione possibile. È una cosa sicura. Vi prego tuttavia di non raccontarla in giro. È pur sempre un'indiscrezione. Siete pronti?Ecco, la verità è questa: moriremo tutti. Ed è una cosa certa!
È molto comune sentire sbandierare da vari maestri di vita, professori, studiosi, opinionisti e intellettuali, che la vita è breve e che non è proprio il caso di sprecare nemmeno un secondo di questo nostro passaggio nel mondo.
Qualcuno, appena più colto, arricchisce il proprio consiglio con citazioni raffinate come quella del Magnifico: “Quant'è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: Di doman non c'è certezza”.
A proposito, grande politico e diplomatico il Magnifico. A scuola è presentato come un genio nel garantire la pace e gli equilibri tra gli Stati. Forse, per completezza, sarebbe il caso di ricordare il 1472, anno in cui conquistò la città di Volterra con un massacro crudele.
Ma torniamo alla mia indiscrezione, ben conosciuta del resto, come dicevo, da vari opinionisti che dispensano suggerimenti...
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Tipo: BlogGio, 21/07/2011 - 10:43
“Io son venuta al mondo prima di voi; e il mondo lo conosco un poco. Non bisogna poi spaventarsi tanto: il diavolo non è brutto quanto si dipinge. A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina d’un uomo che abbia studiato…”Con queste parole Agnese, nei Promessi Sposi, si appresta a consigliare a Renzo di rivolgersi, a Lecco, ad un grande saggio, una cima d’uomo. Agnese non ha dubbi. Lo può aiutare per risolvere i maledetti e improvvisi problemi che hanno reso così difficile il tanto desiderato matrimonio con Lucia.
Agnese dice a Renzo di cercare del dottor Azzecca-garbugli, nome con il quale è noto nella zona. Lo avverte tuttavia di non chiamarlo così. Cerca di ricordarsi qual è il suo vero nome. Non ci riesce. Aggiunge che non è importante. Tutti lo conoscono con quel soprannome. Dunque è un dottore, un sapiente, una persona che ha studiato. Abbiamo la sensazione che il personaggio si esaurisca con lo stesso soprannome. La sua identità, già prima della sua comparsa, ci appare del tutto definita. Egli è ciò che fa e le sue azioni sono rappresentate da come gli...
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Tipo: BlogVen, 24/06/2011 - 09:35
"Dio è morto, Marx è morto e anche io non mi sento tanto bene".Questa frase potrebbe essere incisa sulla tomba dei grandi ideali, sconfitti da un mondo che sembra non lasciarci credere più in niente, oltre al profitto, ai soldi, all’esibizione a tutti i costi di un’immagine spesso così lontana da ciò che siamo.
Vediamo se trovo, pensando e riflettendo, saltando di palo in frasca, le pagine di un libro in grado di ridare forza a qualche ideale, anche solo come principio a cui credere in astratto.
Nella mia libreria l’occhio mi cade, forse per caso, forse per una specie di inconsapevole ricerca, sull’opera di un grande teorico del marxismo: Storia e coscienza di classe di György Lukács.
Oggi le classi ci sono ancora. È innegabile. Viviamo in una società fortemente differenziata in gruppi e categorie sociali. E tuttavia sembra diventata rarissima la consapevolezza di una tale differenziazione. E questo è il primo ostacolo per un possibile cambiamento. Ciò che non è dinamico è destinato a morire.
Ma dove vado a finire con questi pensieri? Mi viene in mente che György Lukács partecipò al governo di Imre Nagy, in...
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Tipo: BlogMar, 24/05/2011 - 11:14
Siamo ad Amsterdam. È il 2 febbraio 1654. L’Europa intera è in pieno fermento. Le guerre di religione si succedono senza sosta. Solo pochi anni prima, nel 1648, è stata firmata la pace di Westfalia che metteva fine alla Guerra dei trent’anni, la cui origine va ricercata anche nella pretesa dell’imperatore di togliere ai principi tedeschi il diritto di scegliere la propria religione secondo il principio del cuius regio eius religio. La cosiddetta Guerra degli ottant’anni aveva cominciato nel 1568 a lasciare il suo strascico di morte e distruzione. La contrapposizione tra cattolici e protestanti è come un pugnale che continua a penetrare sempre più in profondità nella carne dell’Europa sospinta a fatica nel suo tormentato cammino nella modernità.I genitori di Joost erano originari di Anversa, città sotto il dominio spagnolo. Poiché erano ferventi anabattisti l’ambiente era ostile. Si trasferirono a Colonia. Qui nacque Joost il 17 novembre 1587. Poi la famiglia si trasferì ad Utrecht e infine, verso il 1597, ad Amsterdam. In questa città Joost trascorse quasi tutta la sua vita. È costretto ad assistere anche in patria a lotte fratricide tra sette protestanti. I calvinisti ad Amsterdam stavano diffondendo la loro dottrina.
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Tipo: BlogMar, 26/04/2011 - 12:17
Su Roberto Saviano e “Gomorra” sono già stati versati fiumi d’inchiostro.Quelle che seguono sono alcune molto personali riflessioni su alcuni dei tanti motivi che, secondo me, hanno contribuito al suo grande, immenso successo. In particolare vorrei approfondire quello che io ritengo sia il metodo di Saviano. E vorrei soprattutto mostrare che il suo metodo è importante e fondamentale non solo per la comprensione del fenomeno “camorra”, ma per comprendere tanti altri fenomeni del mondo in cui viviamo. Del nostro presente come del nostro passato.
Ho bisogno di alcune premesse. Li chiamerò esempi per semplicità.
Primo esempio.
Parto da molto lontano. Dall’anno del Signore 1494. L’anno della discesa in Italia di un re francese. Carlo VIII. È la fine del periodo di relativa pace di cui tutta l’Europa aveva goduto per quasi cinquant’anni. Ritorno subito ai nostri giorni. Ad una interrogazione da me sostenuta a scuola proprio sull’illustre sovrano francese e le sue scorribande nella nostra penisola. Posso assicurare che dissi tutto perfettamente: date, battaglie, sconfitte, ritorno in Francia e morte. L’insegnante, per spiegarmi il senso...
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Tipo: BlogMer, 16/03/2011 - 10:11
Quando e come capire che un certo personaggio è davvero un grande personaggio? Quali strumenti usare per mostrare che un personaggio di un romanzo, di un film, di una storia è veramente ben costruito dallo scrittore o dallo sceneggiatore che l’ha creato? È una domanda che spesso mi sono posto quando, parlando con amici e colleghi, ho dovuto ascoltare giudizi entusiasti su tanti libri di recente pubblicazione o su vari film degli ultimi anni.
Ho sentito da loro lodi sperticate su tanti film di pura evasione che raccontano una vacanza a Miami o un sogno in California. Ho ascoltato apprezzamenti sconfinati su romanzi capaci di trasportare il lettore tre metri sopra il cielo o su libri che invitano a tante spazzolate ai capelli prima di andare a letto.
Chiedendo che cosa lasciano certi film o certi libri, quale arricchimento recano, la risposta è sempre la stessa: un po’ di divertimento, una pausa dagli impegni quotidiani o al massimo una riflessione sulle difficoltà degli adolescenti che diventano grandi. Nessuna pretesa di grandezza dunque, ma tanta voglia di semplicità. La mia...
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