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Tutti i contenuti di Fulvia Mezi

  • Tipo: Blog
    Gio, 17/12/2020 - 11:30

    Donne Novecento – La sfuggente Carla tra “Gli indifferenti” di Alberto MoraviaGli indifferenti (1929) è il primo romanzo di Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle. Dopo essere stato rifiutato dalla rivista «‘900» perché troppo lungo, fu pubblicato presso la casa editrice Alpes quando l’autore aveva solo diciotto anni, a sue spese. Il romanzo divenne ben presto un caso letterario. Protagonista è una famiglia romana, gli Ardengo, composta dalla madre vedova Maria Grazia e dai figli Michele e Carla. Un breve riferimento alla messa in scena dei Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello ci permette di ambientare la vicenda al 1921.

    È proprio Carla il primo personaggio a entrare in scena: la vediamo impegnata a trattenere, con un certo fastidio, l’amante della madre, il fatuo Leo Merumeci. Fin dalle prime battute Moravia è abile a farci percepire l’ipocrisia che permea questa famiglia: infatti, i ragazzi fingono di non sapere che Leo intrattiene una relazione con la loro madre, la quale finge che si tratti...

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    Lun, 23/11/2020 - 11:30

    Donne Novecento – Mara, “La ragazza di Bube” di Carlo CassolaA differenza di Micòl e Fulvia, che nell’intenzione dei loro creatori sono delle co-protagoniste, Mara è invece protagonista assoluta del romanzo di Carlo Cassola, La ragazza di Bube, uscito per i tipi Einaudi nel 1960, poi pubblicato da Rizzoli e Mondadori (attualmente, si trova in libreria nella versione Oscar Mondadori). Ispirato a una vicenda reale, il romanzo, già a partire dal titolo, si focalizza su di lei, una ragazzetta di sedici anni che, nel 1945, vive nella campagna toscana, annoiata dalla vita casalinga. Nelle prime pagine, la vediamo intenta a sbadigliare (le prime due parole in assoluto sono proprio «Mara sbadigliò») scocciata dal dover badare al fratello minore e intenta, per distrarsi, a fare...

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    Mer, 21/10/2020 - 12:30

    Donne Novecento – Fulvia, la questione privata di Beppe FenoglioNon sarà facile sottrarre Fulvia dal filtro di Milton, protagonista del romanzo di Beppe Fenoglio Una questione privata, pubblicato per i tipi di Einaudi nel 1963, pochi mesi dopo la morte dello scrittore. Non sarà impresa facile, dicevo, perché di fatto Fulvia non appare mai fisicamente sulla scena, ma solo nei flashback, nei ricordi che Milton evoca in continuazione. Milton è una sorta di alter ego del suo creatore: si accenna più volte, nel romanzo, alla sua passione per la letteratura e la lingua inglese (Milton, infatti, è un soprannome: un riferimento allo scrittore John Milton, autore de Il paradiso perduto), la stessa che ha sempre avuto Fenoglio, tanto che l’amico Calvino lo definiva «un provinciale del Piemonte che ha l’inglese come lingua mentale». Il giovane partigiano badogliano (la Resistenza è il fulcro dell’opera narrativa di Fenoglio) è innamorato di questa ragazza torinese, che conosce tramite un amico fraterno, Giorgio:

    «Questa è Fulvia. Sedici anni....

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    Mer, 23/09/2020 - 12:30

    Donne Novecento – Micòl Finzi-Contini nel giardino di Giorgio BassaniQuesta rubrica, se fosse una pagina Instagram, sarebbe un “anti filtro”. Mi spiego meglio: nei romanzi che verranno citati, tutta la vicenda è vista con gli occhi del protagonista maschile. Questo significa che anche gli altri personaggi, soprattutto quelli femminili, sono visti e descritti unicamente attraverso i loro occhi e le loro sensazioni. L’obiettivo di questa rubrica è dunque quello di mostrare i personaggi femminili cercando di togliere, appunto, il filtro maschile.

    Il giardino dei Finzi-Contini, pubblicato nel 1962 presso l’editore Feltrinelli, fa parte del cosiddetto Ciclo di Ferrara: una serie di romanzi “a incastro”, che hanno, cioè, vari elementi in comune. L’ambientazione, in primis, ma anche alcuni personaggi: il protagonista anonimo de Il giardino (alter ego di Bassani) è lo stesso de Gli occhiali d’oro, per dirne una. Ma il romanzo in oggetto, il più famoso della serie, ha un elemento che gli altri non hanno: Micòl Finzi-Contini.

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    Mar, 25/08/2020 - 10:30

    Storia di un papà prete. “Priestdaddy” di Patricia LockwoodTra le uscite di agosto si segnala l’opera di Patricia Lockwood, Priestdaddy (sottotitolo: Mio papà, il sacerdote) per Mondadori, collana Strade Blu, tradotto da Manuela Faimali.

    L’autrice, americana, si è sempre definita “poeta per mestiere” e, stando al suo ritratto sul «The New York Times», che ha nominato Priestdaddy tra i libri migliori del 2017, la sua principale attività è stata sempre quella di «scrivere per ore ogni giorno, vivendo in modo proustiano». Tra le sue opere, nate anche grazie ai suoi pensieri in centoquaranta caratteri scritti sul suo account Twitter, annoveriamoRape joke (2013) e The Pinch (2017).

    Il padre in questione è Greg, prete cattolico “sui generis”, che ha la sua canonica a Kansas City. Prima di leggere l’opera (che non è un romanzo, direi più un memoir) ho fatto delle ricerche, incuriosita dalla sua figura che non conoscevo: Lockwood padre ha trovato la vocazione durante la Guerra Fredda, impegnato come...

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    Lun, 10/08/2020 - 12:30

    Un’emozione autentica. “Imparare a parlare con le piante” di Marta OrriolsLo scorso undici giugno è uscito, per i tipi di Ponte alle Grazie, Imparare a parlare con le piante, opera prima di Marta Orriols, tradotta da Stefania Maria Ciminelli. L’autrice, classe 1975, è nata in Catalogna e lavora a Barcellona come lettrice editoriale. Si è formata nel campo della storia dell’arte e si occupa anche di scrittura creativa.

    Il romanzo parte subito in quinta, la Orriols non dà infatti al lettore neanche il tempo di allacciare la cintura. Paula e Mauro sono una coppia annoiata che tiene in piedi un rapporto vivo solo in apparenza: nel loro letto si tengono abbracciati ma i cuori sono sempre più lontani. I due passano il tempo ad assistere alla vita e alle disgrazie degli altri pensando (e questo è un pensiero ingenuo e umano, che facciamo tutti almeno una volta nella vita) che la morte è qualcosa di astratto, vero fino a un certo punto: una falce che si abbatte sempre sulla testa altrui: «Ma noi eravamo vivi, la morte era degli altri».

     

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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