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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Le ultime dal blog...

  • Autore: Annamaria Trevale
    Ven, 07/01/2022 - 14:57

    Scrittori da (ri)scoprire – Giuseppe BonaviriGiuseppe Bonaviri (Mineo, 1924 – Frosinone, 2009) è un altro esponente della grande scrittura siciliana.

    Nasce come primogenito dei cinque figli di un sarto a Mineo, un paese in provincia di Catania, adagiato alle pendici dei Monti Iblei, che un secolo prima aveva dato i natali al grande Luigi Capuana: un luogo molto amato dai poeti siciliani, che usavano radunarsi periodicamente attorno a una pietra particolare, presso un villaggio preistorico, detta “pietra della poesia”, per recitare i propri versi. Anche il giovane Bonaviri inizia presto a comporre poesie, ma intanto studia medicina e svolge quindi il servizio militare come ufficiale medico a Casale Monferrato, allontanandosi dalla Sicilia.

    Qui inizia a scrivere il suo primo romanzo, Il sarto della stradalunga (1954), che partendo dai ricordi della propria infanzia e dei personaggi familiari viene a costituire un grande affresco della vita rurale della Sicilia tra...

  • Autore: La Redazione
    Mer, 05/01/2022 - 17:20

    Perché si dice «menar l’orso a Modena»?Menar l’orso a Modena si riferisce a una richiesta della Casa D’Este, una delle casate più longeve d’Europa, per l’uso di alcuni boschi della Garfagnana.

    Si chiedeva al Ducato di Modena una tassa annuale che doveva consistere in un orso vivo. Perciò le persone di tali luoghi erano costrette a cercare un orso, con tutte le difficoltà del caso, per poi catturarlo e portarlo a Modena.

    I collegamenti fra i paesi e le città, soprattutto nell’Appennino, scoraggiavano molte persone, ma questo era il patto: un orso vivo all’anno. 

    Ecco che l’espressione sta a indicare un’impresa difficile, per la quale ci sono rischi ed eventuali conseguenze imprevedibili.

    Sai che cosa significa «alto papavero»?

  • Autore: Daniele Villata
    Mar, 04/01/2022 - 11:30

    I fratelli Grimm, oltre la fiabaInevitabilmente, dire “Grimm” è dire “fiaba”; è una connessione radicata nella cultura comune, e fin da quando siamo bambini, fin da quando impariamo a leggere, questo breve cognome tedesco automaticamente riaccende il ricordo di principesse, foreste magiche, principi, regni incantati.

    E ce li immaginiamo i leggendari fratelli Grimm intenti a scrivere storie, a raccogliere racconti, oppure ce li figuriamo come sono presentati nel divertente film diretto da Terry Gilliam nel 2005, I fratelli Grimm e l’incantevole strega. Ma chi erano in realtà i più celebri cantastorie del mondo?

    Jacob e Wilhelm Grimm nacquero rispettivamente nel 1785 e nel 1786 ad Hanau, vicino a Francoforte; nel 1802, Jacob si iscrive all’Università di Marburgo, l’anno successivo anche il fratello seguirà le sue orme. Nel 1807, Jacob diviene direttore della biblioteca di re Girolamo di Vestfalia.

    Dal 1812, i due fratelli cominciano a occuparsi di fiabe popolari, ricerca da cui deriverà la loro opera più celebre,...

  • Autore: Emmanuele Antonio Serio
    Lun, 03/01/2022 - 11:30

    Le poesie di Totò. Il lato tragico della maschera comicaTotò è considerato, senza alcuna ombra di dubbio, uno dei più importanti attori comici del secolo scorso. I suoi lazzi, i suoi giochi di parole, lo spassoso modo di storpiare la lingua italiana ancora oggi, a distanza di anni dalla sua morte, continuano a intrattenere spettatori di ogni età. C’è da dire, d’altro canto, che l’attore partenopeo in pellicole quali Guardie e ladri, Una di quelle – solo per citarne alcune – dimostrò di possedere una particolare sensibilità nel calarsi in parti drammatiche e malinconiche rivelando così l’altro lato della maschera.

    Questo suo sorprendente lato tragico e pessimista Totò lo espresse pienamente soprattutto nella sua raccolta di poesie, scritte rigorosamente in dialetto napoletano nel corso della sua intensissima vita di attore di teatro e di cinema, ’A livella e Poesie d’amore.

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  • Autore: Annamaria Trevale
    Gio, 30/12/2021 - 12:34

    Scrittori da riscoprire – Gianni BreraGiornalista, saggista e romanziere, Gianni Brera (San Zenone Po, 1919 – Codogno, 1992) non solo ha rivoluzionato il giornalismo sportivo italiano del secondo dopoguerra, ma è stato anche l’inventore di una impressionante quantità di neologismi che fanno ormai parte da decenni della lingua italiana.

    Figlio di un sarto e barbiere e di una casalinga, Giovanni Luigi Brera nasce in un paese adagiato sulle rive del Po, in provincia di Pavia, e trascorre un’infanzia ricordata come felice, nonostante la povertà, in mezzo a boschi e campi coltivati.

    La famiglia ha scarsissimi mezzi ma a lui, nato a diversi anni di distanza dai quattro fratelli che l’hanno preceduto, viene riservata la possibilità di frequentare l’università dopo che si è distinto fin dal principio negli studi. È anche un promettente calciatore, che fino a sedici anni milita in varie squadre giovanili tra cui una formazione del Milan, ma poi lascia lo sport agonistico per frequentare il liceo a Pavia e iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche, mentre scrive già per qualche giornale sportivo.

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  • Autore: Irina Turcanu
    Gio, 30/12/2021 - 11:30

    La storia nascosta della bomba atomicaUscito per Rizzoli, Bomba atomica è uno dei saggi più sorprendenti che siano mai stato scritti su uno dei temi più noti della Seconda guerra mondiale. A scriverlo è Roberto Mercadini e quello che sorprende sono le domande, la prospettiva da cui parte per raccontare qualcosa che è ben noto all’intera umanità.

    Mercadini racconta così la bomba atomica da dentro, dalla prospettiva di chi l’ha realizzata, di chi l’ha voluta, delle scissioni che ha creato.

    Infatti, sappiamo tutti che gli USA sganciano le due bombe sulle città di Hiroshima e di Nagasaki, ma quello che non si conosce è il perché. Le due città erano obiettivi sensibili? Non era meglio Tokyo? E, poi, perché sul Giappone? La corsa alla realizzazione dell’ordigno non era una gara tra la Germania di Hitler e gli Stati Uniti? E, forse, non ci è stato insegnato a scuola che contro Hitler si pensava di lanciarla? Allora, cos’è mutato? Cosa ha spinto a cambiare i piani?

     

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