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Di Geraldine Meyer

Comunicare meglio come stile di vita

Ho sempre collaborato a questo blog con recensioni. Questa volta non sarà così perché, lo dico molto tranquillamente, nelle ultime settimane non ho avuto molto tempo da dedicare alla lettura. Mi sono trovata ad affrontare alcune novità che mi hanno piacevolmente costretta a tornare, in un certo senso, sui libri di studio. Ma di quale studio stiamo parlando? Psicolinguistica, comunicazione, dialogo strategico, tecniche di negoziazione e scrittura efficace. 

Da circa un anno la mia geografia libraria si è arricchita di nomi e testi che mai avrei pensato di sfogliare e poi studiare con così tanto interesse. E così, piano piano è iniziato un percorso formativo per me preludio ad una nuova esperienza professionale: quella della formatrice. 

Come è nato tutto ciò? In qualche modo grazie alle recensioni pubblicate sul blog Sul Romanzo. Perché per me ha rappresentato l'opportunità di riavvicinarmi alla scrittura con il suo carico di restituzione ad altri. Un modo per mettermi a confronto con me stessa e con altri che, in qualità di lettori, mi hanno dato una serie di riscontri incoraggianti. 

Tra i lettori di queste recensioni anche l'amico Alessandro Lucchini che con Paolo Carmassi è il fondatore della Palestra della scrittura. Alessandro e Paolo hanno creato una società che, attraverso una rete di collaboratori, lavora con istituzioni pubbliche e private con progetti formativi legati alla scrittura e alla comunicazione efficace. Regioni, compagnie assicurative, aziende, banche, avvocati, medici sono stati coinvolti in giornate e cicli di lezioni. Come mi sono avvicinata io a tutto questo? Proprio con la scrittura. Qualcuno ha letto le mie recensioni e le ha trovate scritte bene. Proprio dal punto di vista comunicativo. 

Allora ho scritto alcuni articoli per questa società, sorprendendomi io stessa di quanto riuscissi ad affrontare argomenti per me nuovi e, forse per questo, stimolanti. Articoli sulla vendita, sulla scrittura web, sul bilinguismo, sull'uso della matematica nella comunicazione. Qualcosa prendeva foggia sotto la mia tastiera in una forma che ha cominciato a interrogare me per prima. Da qui l'esigenza di avvicinarmi a nomi e argomenti che sentivo emergere da ciò che scrivevo. Come se la scrittura stessa, ad un certo punto, avesse bisogno di una cornice teorica in vista di un percorso che avvertivo sempre più urgente. 

Lezioni, appunti, esercizi, pratica sul campo e tanto studio. Tanto. Perché questa è una palestra seria che parte dalla pratica per arrivare ad una teoria sempre in movimento e in evoluzione. Filosofia, retorica con il buon Cicerone, Watzlawick, Gardner, Bandler, Gordon, Nardone, Ury, la scuola di Palo Alto, Chomsky. E la stimolante doppia posizione di studente e insegnante. In una continua, quotidiana osmosi tra apprendimento e restituzione. 

La comunicazione formativa è, più di ogni altra cosa, un'opportunità di cambiamento. Comunicare meglio, mi si permetta di dirlo, può voler dire vivere meglio. O almeno costruire delle relazioni meno disfunzionali. Partendo da un attento ascolto dell'interlocutore, del suo aspetto verbale, non verbale e para verbale si può tentare un approccio più costruttivo. L'ascolto finalizzato a far passare più efficacemente un messaggio presuppone la sospensione di un giudizio. 

Questo percorso nasce da una profonda commistione di discipline diverse, vicino a un approccio erede della cultura orientale, dal particolare all'universale. L'errore è un materiale di studio pratico per aggiustare il tiro. Non c'è una teoria che cala dall'alto. E la soluzione si adatta al problema, non viceversa. Quanto questo tipo di formazione possa essere utile compagno di lavoro per ciascuno di noi è qualcosa che sto provando sulla mia pelle. 

Comunicare è negoziare e il negoziato non è solo un concetto aziendale. Nella vita di ogni giorno si negozia: nel lavoro, nella vita privata, nei rapporti affettivi. E il negoziato presuppone una comunicazione funzionale e dinamica. Del resto negoziare, negozio deriva dal latino nec otium, cioè nessun ozio, nessun immobilismo. Questo tipo di comunicazione efficace addestra a concentrarsi sui valori più che sulle posizioni. Su piccola o larga scala. 

Gli stessi principi sottesi in questa comunicazione sono la base anche della comunicazione scritta. Tutti noi abbiamo avuto a che fare con comunicazioni istituzionali, lettere da banche o assicurazioni, sentenze di tribunali e similia. Abbiamo sempre capito tutto quello che leggevamo? La scrittura efficace aiuta a semplificare partendo dal presupposto che questo genere di comunicazioni devono essere, oltre che normative, anche informative. Passare dalla redazione alla relazione può far arrivare il messaggio in modo più preciso oltre che più piacevole. 

Ho avuto modo di leggere documenti, depliant pubblicitari, pagine web di comuni e regioni e ri-leggerli alla luce di quanto studiato e fatto fino ad ora. L'ascolto, così importante nella comunicazione verbale ha, come caposaldo imprescindibile nella comunicazione scritta, il così detto focus reader e cioè l'attenzione al lettore. Mettersi nei panni di chi legge non è un impoverimento del comunicatore ma, semmai, un'integrazione di mezzi e strumenti. Relazionarsi con chi ci legge significa creare una cornice all'interno della quale comunicare meglio. 

Ciò che è necessario ribadire con forza è che stiamo parlando dal punto di vista linguistico. Chi si occupa di comunicazione e formazione non dà giudizi di valore, cerca di rendere consapevoli del fatto che il linguaggio funziona. Se di manipolazione si vuole parlare è proprio nei termini di una conoscenza dei meccanismi linguistici che evitano di essere manipolati. Perché, purtroppo o per fortuna, il linguaggio funziona. Tante dittature sono approdate ai fatti dopo essere partiti dalle parole. Vorrei parlarvi all'infinito di questa esperienza ma non è questa la sede. Spero solo di essere riuscita a farvi venire un po' di curiosità riguardo all'argomento e all'attività di questa Palestra della scrittura. 

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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