Conoscere l'editing

Consigli di lettura

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Interviste scrittori

L’“imbestiamento” di Apuleio e la favola di Amore e Psiche

Sul+Romanzo+Amore+e+Psiche.jpg

Di Adriana Pedicini

Il ricordo della dimensione umana e la ricerca di una nuova identità nell’“imbestiamento” di Lucio (Apuleio)

Il valore esemplare degli eroi che emergendo dal passato si pongono come statue a tutto tondo allo sguardo di chi vuole da esse trarre alimento a “cose egregie” presuppone una sensibilità che nella aemulatio trova il suo appagamento. Non così avviene quando il reale o l’ideale passato non sono sufficienti a colmare il vuoto di angoscia della propria vicenda esistenziale, quando cioè ci si interroga sul proprio destino umano e soprannaturale, per dare un senso alle proprie sofferenze o alle proprie paure. Avviene che proprio allora l’animo sia aperto a nuove soluzioni, spesso deludenti o tragiche che si illudono di trovare in mondi sconosciuti, e spesso al margine della conoscenza umana, la soluzione ai propri problemi.
Ciò appunto si verifica nel secondo secolo dopo Cristo nella letteratura greco-latina.

Religione di stato e filosofia razionalistica vogliono proporre un’immagine unitaria del mondo, in cui tutela divina e autorità umana assicurano l’ordine delle cose. Ma la compagine dell’impero, minacciata da popolazioni barbariche, attraversata da correnti culturali diverse, ricca di sacche di sfruttamento è ben lungi dall’essere come vorrebbe la pubblicistica ufficiale. Sul terreno delle esperienze religiose il fenomeno più vistoso è costituito dal cristianesimo, che incomincia a dare voce alle speranze di salvezza, al desiderio di riscatto che sale dal mondo degli umili. Ma non manca la ricerca di una religiosità personale con intrusioni nel mondo della magia e del sogno per placare le angosce individuali e collettive.
In questa prospettiva si collocano le opere di un filosofo e conferenziere itinerante, di un intellettuale alimentato dal clima della nuova sofistica (vale a dire una ripresa, però svuotata dei contenuti e dei motivi ideali dell’educazione dell’uomo, della sofistica del V secolo di Gorgia, Protagora e Socrate), che mostra interesse per la sfera mistico-magica, capace di far emergere aspetti e tradizioni di solito relegati al margine della cultura ufficiale, inserendoli in una concezione filosofica atta a spiegare i complessi rapporti che legano l’uomo al mondo naturale e al mondo divino. Si tratta di Apuleio di Madauro (in Algeria); la dottrina filosofica che fa da cornice agli interessi di costui è il platonismo medio.

L’intreccio delle Metamorfosi è così vario che non è facile riassumerlo. La linea portante è il “viaggio” di Lucio, il protagonista dell’opera, che spinto dalla curiositas giunge in Tessaglia, terra di maghi e fattucchiere, dove desidera conoscere il misterioso mondo della magia. Ospite ad Ipata, a casa di una maga, per un errore di unguento dato dalla servetta Fotide si vede trasformato in asino con intelletto e sentimenti umani e non già in uccello. Inizia così una serie di avventure passando di volta in volta in mani diverse finché, ricevuta in sogno la dea Iside che gli predice la fine delle tribolazioni, riesce ad avvicinarsi ad una processione di fedeli della dea e a mangiare la corona di rose tenuta in mano dal sacerdote. Recuperate le fattezze umane, il protagonista viene iniziato ai misteri di Iside e inviato a Roma; qui viene iniziato una seconda volta ai culti di Iside e poi ai culti di Osiride. Ma proprio a Roma avviene l’ultima metamorfosi: nel sogno del sacerdote che l'accoglie, Lucio si rivela come l’uomo di Madauro, lasciando così affiorare sotto le spoglie dell’io narrante la figura dell’autore, invitato da un’apparizione di Osiride a dedicarsi all’esercizio dell’avvocatura senza temere le accuse dei malevoli. Il giovane greco curioso di magia cede il posto al retore brillante che esercita la sua professione nella capitale dell’Impero. Con questo riferimento autobiografico si chiude il racconto cornice. Entro il racconto cornice sono inserite novelle: tre di magia, tre avventurose di briganti che fanno da cornice alla favola di Amore e Psiche; inoltre la narrazione di tre fatti luttuosi prelude alla redenzione mistica dell’ultimo libro.

La favola di Amore e Psiche

I lettori di Apuleio non sono solo dotti, ma anche ceti popolari ricchi di interessi immediati e di tensioni, che vogliono essere padroni del proprio destino, che si interrogano sulla speranza di salvezza terrena o ultraterrena. Ma tali problemi Apuleio cerca di spiegarli alla luce di una dottrina filosofica (medioplatonismo) perché possa fare da guida nel disorientamento generale a tutti, sia filosofi che non filosofi. Perciò come Platone si era servito del mito per raccontare verità filosofiche, così egli si serve di una bella fabella per rendere comprensibile il difficile itinerario che l’anima deve compiere per ricongiungersi con la divinità, dopo essere caduta nel mondo dell’apparenza e della negatività costituito dalla realtà sensibile.
Nasce così la favola di Amore e Psiche che occupa lo spazio centrale del romanzo e ne costituisce la chiave simbolica.

Il parallelo tra Lucio e Psiche è evidente: Lucio e Psiche, per colpa della loro curiosità, l’uno di conoscere le arti magiche, l’altra di vedere le sembianze dello sposo, decadono dal loro stato e devono affrontare, divenuto bestia l’uno e resa schiava di Venere l’altra, indicibili tormenti per recuperare la felicità perduta; infine, per volontà divina, di Iside o dello stesso Giove, l’anima sofferente trova il suo riscatto, Psiche come immortale sposa di Cupido e Lucio come iniziato ai misteri egizi. Ma il riscatto non è alla portata di tutti; altri subiscono prove di uguale o maggiore difficoltà ma per loro la sorte sarà meno benevola. Dietro ciò si nasconde la convinzione che la salvezza si attui solo per gli eletti, per chi è raggiunto dalla rivelazione divina, sotto la guida di potenze intermedie che regolano l’universo e permettono l’ascesa dal caos del mondo alla beatitudine delle sfere divine.

Nella battuta iniziale (in uno stile che è realistico nelle descrizioni di vita quotidiana e allusivo nel simbolismo delle trasfigurazioni magiche) rivolta al lettore “Lector, intende, laetaberis”: “Lettore, sta’ attento, troverai la tua letizia”, Apuleio dunque promette, anche se con tono ambiguo, divertimento e meditazione, divertimento nel seguire le incredibili vicende di Lucio e riflessione nell’apprendere che dallo stato brutale l’anima resa schiava dal peccato si riscatta grazie alla iniziazione religiosa.
Nessun voto finora

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.