Interviste scrittori

Conoscere l'editing

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Consigli di lettura

I racconti popolari nell'Odissea

Sul+Romanzo+Blog+Omero.jpg

Di Adriana Pedicini

Le avventure tipiche del racconto classico aiutano a riconoscere gli archetipi di molta letteratura per l'infanzia prodotta attraverso i secoli, fatta di orchi e streghe, maghe e giganti, di azioni sovrumane e misteriose.
Omero, ci ha lasciato nell’Odissea un patrimonio inesauribile di creatività. Il tema é il peregrinare del protagonista, Odisseo o Ulisse, fino all’arrivo nella sua Itaca. All’inizio del IX libro Ulisse dà il via alla narrazione delle disavventure in cui si è imbattuto prima di arrivare alla terra dei Feaci, l’ultima tappa che lo separa da Itaca. Parecchi nomi comparsi per la prima volta nel racconto omerico sono rimasti nella memoria poiché è con essi che siamo introdotti nel mondo magico del racconto folklorico (Denis Page) tra giganti, mostri, maghi e belle semidee.
Cominciamo con lo strano episodio dei Lotofagi.

Odisseo e compagni salpano dalle coste della Tracia. La loro rotta corre lungo la costa orientale del Peloponneso, doppia i promontori a sud e risale la costa occidentale in direzione di Itaca. Qui molto poco si dice dei Lotofagi. Mangiano loto, non hanno intenzioni ostili, offrono loto da mangiare e chi ne ha mangiato prova l’irresistibile desiderio di rimanere insieme a loro per sempre. Molto scarno il racconto e per il resto dei tempi nessuno ne ha mai saputo niente di più; per secoli i geografi hanno tentato di localizzare la loro terra e i botanici hanno discusso sul genere di loto di cui essi si cibavano. Abbiamo una citazione di Erodoto a tal riguardo ma non esplicativa di chi siano veramente i Lotofagi: “Vi è un promontorio che si protende verso il mare: esso è abitato dai Lotofagi che vivono cibandosi di nient’altro che del frutto del loto. Il frutto del loto è della grandezza di una bacca di lentischio e somiglia come dolcezza al dattero. I Lotofagi ricavano da esso anche il vino”. Probabilmente dunque i mangiatori di Loto di Omero non hanno la loro dimora nel mondo della realtà. Appartengono al mondo della fantasia quanto Polifemo o Circe. Anche i Lestrigoni, come i mangiatori di loto, sono avvolti dalla nebbia della fantasia. Leggiamo in Tucidide: ”Si narra che i più antichi abitanti di una parte del paese (Sicilia) fossero i Ciclopi e i Lestrigoni. Io personalmente non so di che razza fossero, donde venissero, né dove andassero”. Possediamo una testimonianza di Esiodo che di loro disse che abitarono dalle parti del monte Etna; altri più tardi sostennero che essi provenivano dalla Campania, dalla regione intorno a Formia e Caieta. Tuttavia essi sono rappresentati da Omero come esseri giganteschi, di fattezze umane, antropofagi come i Ciclopi e, come il Ciclope Polifemo, danno la caccia all’eroe e attaccano le sue navi scagliando grandi massi da alte rupi.

Solo ottanta versi dividono l’episodio dei Lestrigoni da quello di Polifemo: tra essi compaiono grosse analogie. Si tratta in entrambi i casi di variazioni sul tema del gigante antropofago.
Il Ciclope viene descritto nell’atto di svolgere le sue attività giornaliere: mungere le pecore, cagliare il latte, deporlo negli appositi cesti, accendere il fuoco. Accortosi della presenza degli stranieri li investe con domande volte ad appurare la loro provenienza e identità in modo brutale, ferino, tale da ingenerare paura nei poveri malcapitati forse per la diversità che egli rappresenta di fronte alla parola sapiente e accorta di Odisseo, dalla quale non viene minimamente ammansito. È di diverso livello, non conosce le regole dell’ospitalità e dei valori legati alla civiltà. Rimarrà vittima della sua incapacità di relazionarsi nel modo dovuto con gli umani, del timore delle divinità: cadrà alla fine nel tranello tesogli da Odisseo, sarà accecato urlando di dolore contro quel “Nessuno” che, da quanto ha appreso, rivela l’identità del responsabile e che invece tranquillizza i suoi compagni per il fatto che “Nessuno lo uccide”.

Soltanto una nave riesce a sfuggire ai Lestrigoni conducendo Odisseo e quarantacinque compagni all’isola di Eèa, dimora di Circe. Avvistato del fumo che sale da una casa, Odisseo manda la metà dei suoi compagni in esplorazione. Sotto la guida di Euriloco essi giungono al palazzo di Circe situato nella radura di una foresta. Intorno, esseri umani trasformati in leoni e lupi, vittime delle droghe di Circe. Essi non attaccano gli uomini, ma si drizzano e muovono le lunghe code come cani che fanno festa al padrone che torna dal banchetto. Circe siede dentro la casa e tesse al telaio. Gli uomini la sentono e la chiamano fuori. Ella apre la porta e li invita ad entrare. Tutti accettano l’invito, tranne Euriloco, La maga, dopo averli rifocillati aggiungendo al cibo veleno, li tocca con la bacchetta trasformandoli in porci , ma con mente umana. Odisseo va quindi alla ricerca dei suoi compagni e giunto da Circe non rimane ammaliato dai suoi veleni solo mangiando una misteriosa pianta donatagli appositamente da Ermes. Tuttavia accetta di sottostare, dietro solenne giuramento, alle richieste della dea per avere indietro i suoi compagni. I quali ritornano alle sembianze umane, addirittura più belli di prima, mentre Circe è diventata la più gentili delle ospiti.
Mentre Circe e i Lestrigoni appartengono al mondo del folklore, i racconti di Eolo e delle vacche del Sole provengono dalla vita vissuta, riferendosi essi al tentativo di tutti gli uomini di domare le forze della natura e all’abitudine di considerare sacri alcuni animali.

Odisseo, sfuggito a Polifemo sbarcò sull’isola di Eolo, un’isola galleggiante sulla superficie del mare sulla quale, in grande palazzo, viveva Eolo con la moglie e sei figli e altrettante figlie. Egli intrattenne ospitalmente Odisseo e lo aiutò nel momento della partenza verso Itaca.
In seguito, sfuggito a Scilla e Cariddi s’inoltra in un’isola chiamata Trinacria abitata solo dalle vacche sacre e dalle greggi del Sole. Queste vacche erano immortali ed Odisseo e i compagni erano stati avvisati da Circe di non recar loro danno. Ma costretti a rimanere sull’isola, i compagni di Odisseo ardiscono compiere l’empietà spinti dalla fame e convinti da Euriloco.
Ancora l’episodio di Scilla e Cariddi e quello delle Sirene raccontano delle strane peripezie di Odisseo con un misto di elementi fantastici e reali, che mentre incuriosiscono per la straordinarietà dell’avventura accendendo la fantasia del lettore/uditore, primo passo per la creatività, inducono a documentarsi sui luoghi celebrati dal mito e, perché no, anche a visitarli per vivere le suggestioni del racconto omerico.

Il fascino della poesia omerica persiste ancora oggi e molti poeti del ‘900 affondano, con esiti diversi, le loro radici nell’humus omerico (Cardarelli, Pavese, Caproni, Bertolucci, Montale) verso il quale tendono, attratti da suggestioni varie, non ultima quella del suo tono, così immediatamente parlato, per quella “serena e smemorata aura di racconto”.


Sostieni Sul Romanzo!

Nessun voto finora
Tag:

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.