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Frammento 12: "Una donna che parla poco è un dono del Signore"

“Le donne intellettualmente più evolute, quelle che possono diventare le Muse dell’uomo, si trovano fra la categoria delle prostitute” scrisse Otto Weininger in “Sesso e carattere” (1903). Che cosa accomuna August Strindberg o Cecco Angiolieri, Arthur Schopenhauer o D.H.Lawrence, e molti altri? Un rapporto conflittuale con la donna, sfociato in più occasioni in vera e propria misoginia.
Sembrano tempi lontani, il femminismo radicale ha fatto la sua epoca, eppure, nonostante gli slogan di pari opportunità acclamati e sostenuti nella forma, la sostanza del rapporto fra uomo e donna è ancora oggi complessa, a danno della seconda: dal lavoro alla famiglia, dal linguaggio alla considerazione sociale. Passi decisi e consapevoli sono stati portati avanti con intensità, l’accesso all’istruzione di tante donne ha mutato spesso modalità e contenuti.

La misoginia dichiarata è sempre più rara, ma quanto nella sostanza l’approccio maschile è cambiato? Si pensi ai ruoli in televisione delle donne, tante veline, quanti velini? Si pensi ai posti di responsabilità nel lavoro, qual è il rapporto fra retribuzioni maschili e femminili? Si pensi al linguaggio di tanti maschi. Solo alcuni esempi.

Questa la premessa, per quanto concisa. Qui interessa la letteratura.
La narrativa italiana sta fornendo spazio alle tematiche femminili? La misoginia è ancora presente o è un brutto e vecchio ricordo? Confondere la consistente presenza di donne scrittrici rispetto a un tempo con l’eutanasia dei pensieri misogini mi lascia perplesso. Sono fattori, a mio avviso, che sono legati da pochissimi nodi.

Se si osserva attorno le occasioni di degenerazione della femminilità, non pochi saranno concordi nel sostenere che nulla sembra cambiato, o poco: le donne sono inferiori agli uomini. Quale potrebbe essere il ruolo di chi scrive – sia esso uno scrittore o un blogger, uno sceneggiatore o un giornalista – per debellare la misoginia e consegnarla ai libri di storia?.
Inoltre, il problema è soltanto maschile oppure anche tante donne contribuiscono allo statu quo?

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