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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 64

Gran parte della letteratura è stata nel Novecento condizionata dal cinema, su diversi fronti.
Uno dei fattori assorbiti con più forza è stato lo sviluppo delle descrizioni con l’ausilio dei cambiamenti di scena, propri della macchina da presa. Se pensate per esempio a una descrizione classica tolstoiana vi sarà facile reputarla totalizzante, ricchissima di dettagli, una visione completa.

Oggi non è più così, qualche dettaglio, qualche oggetto, avanti e indietro con l’aspetto visivo, salti continui. La parola “approfondito” non è contemplata nel presente letterario, non si deve dire tutto o quasi tutto, ma quanto basta, a tratti, a pennellate, in modo che chi legge abbia un’idea di dove ci si trovi, non una descrizione precisa dell’ambiente in ogni suo dettaglio.

Una descrizione colma di particolari che sarebbe stata gradita fino a cento anni addietro, oggi sarebbe con probabilità cestinata.

I gusti mutano, il modo di fare letteratura trova nuove soluzioni, differenti prospettive. Se avete seguito finora con interesse le lezioni, avrete oramai compreso che il mio consiglio per quanto concerne le descrizioni è di renderle ricche e originali sia dal punto di vista semantico che contenutistico, ma badando con cura a non renderle pesanti, eccessivamente prolisse.
Il confine è diafano, inutile pontificare su eventuali leggi scientifiche a riguardo, credo con convinzione che tale confine possa divenire più chiaro a chi scrive grazie a tante letture e a una discreta consapevolezza delle tecniche.

Sono dell’idea che la lezione di oggi rappresenti uno dei nodi più difficili per uno scrittore alle prime armi, gravoso individuare ciò che è sufficiente e separarlo dall’inutile.
Mi auguro che l’impegno che mi sono preso con voi da qualche mese, come sapete, fatto in modo del tutto generoso e gratuito, possa aiutarvi a calibrare con miglior cognizione, fra le altre cose, quel confine diafano che distingue il necessario dal non necessario. Almeno lo spero.
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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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