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In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 02/09/2009 - 15:56
    Quale tipo di energia si scatena finché una parola segue l’altra, allorquando impugniamo la penna o battiamo i polpastrelli sulla tastiera? Un’energia che si accompagni a emozioni e, sentendo Thomas Stearns Eliot, il solo modo di esprimere un’emozione in forma artistica è di trovare un “correlativo oggettivo”; cioè una serie di oggetti, una situazione, una catena di avvenimenti che rappresenti la formula di quella particolare emozione.

    Siete seduti, pronti, o meglio, vorreste essere pronti per inoltrarvi nei mondi fittizi del romanzo che state portando avanti; pensieri, momenti di non tempo, attimi per così dire senza tempo, il nulla, poi il risveglio, le imposizioni razionali o gli istinti creativi, e ancora gli attimi indefinibili, e ancora pensieri; un caos di preparazione, un ultimo anelito di presente per varcare poi la porta del fantastico. Ecco, in quei precisi momenti prima della scrittura o fra le scritture, si dovrebbe palesare il “Tu ne quaesieris, scire nefas” di Orazio, a che cosa serve chiedere, non è lecito saperlo. Quale sorte...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 02/09/2009 - 11:52

    "20.000 euro e ti togli il fastidio" di Paolo Cacciolati
    "Lettera al mio aggressore" di Mohamed Ba
    "Trittico per Pasolini" di Mariella Bettarini
    "Intellettuali precari, uniamoci. In rete" di Claudia Boscolo e Simone Ghelli

    Inoltre, ho commentato questo post, che cosa pensate dell'articolo e delle mie parole?




  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 02/09/2009 - 08:26

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    In verità mi sono avvicinata alla scrittura abbastanza presto, Volo basso senza interferenze è il mio primo libro pubblicato ma non è il primo che ho avviato, anche se gli altri non sono mai riuscita a terminarli. Vengo da una famiglia di persone attratte dalla scrittura, mio padre era un pubblicitario - uno dei primi in Italia - mia madre una giornalista, entrambi hanno scritto racconti di un certo valore e per piacere personale senza mai pubblicarli. Inoltre, anche io di mestiere faccio la giornalista che è evidentemente un altro modo di scrivere, ho cominciato a lavorare per i giornali a 19 anni mentre frequentavo l’università e sono entrata a pieno titolo in una redazione a 23 anni con un contratto di collaborazione. Sono diventata professionista nel 1997 e nel tempo mi sono occupata di tutto un po’, costume, musica, cinema, viaggi soprattutto. La spinta a finire "Volo basso senza interferenze...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 01/09/2009 - 15:17

    Ho letto questo, in risposta all’articolo di Mozzi.
    Bellotto scrive: “Mi è capitato di frequentare per un certo periodo alcuni scrittori italiani e posso dire senz’ombra di dubbio che sono in stragrande maggioranza dei memorabili coglioni”, oltre ad altre confidenze altrettanto poco diplomatiche. Ignoro i veri motivi di tale analisi.
    Ignoro anche che cosa significhi essere uno scrittore di professione. Parlo da scribacchino, da lettore e curioso. Mi chiedo alcune cose.

    Entro in libreria, pago 10-15 euro un romanzo, mi piace o non mi piace non importa, però sono consapevole, se dovessi rifarmi alle frasi di Bellotto, che sto donando il più delle volte una porzione di benessere a un coglione, a un ipocrita, a un permaloso, ecc. Accade in tutte le arti verrebbe da dire, da quando acquisto una tela alla visione di uno...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 01/09/2009 - 13:44
    È stata fatta molta strada dalla lezione 59, oggi, al pari di quella, avete bisogno di un nuovo confronto.
    La persona alla quale avete dato le prime cartelle sarà la cartina di tornasole dell’impegno letterario fino a qui espresso. Chiedetegli/le di leggere quanto avete prodotto e di usare la severità. Voi avete la necessità di critiche forti, non di carezze.
    Dovreste dire alla persona le seguenti parole: «Come l’altra volta, ti chiedo di leggere le mie cartelle, non mi interessa sapere se ti piacciano o meno, vorrei che tu evidenziassi i lati deboli, le parti che non hai gradito, insomma le cose negative, così che io possa lavorarci ulteriormente, dimmelo con sincerità».

    Essere autoreferenziali nella scrittura evita il confronto, e in alcune fasi può essere vantaggioso o comodo, in realtà, ciò che vi serve è un giudizio ora, qualcuno con occhi diversi dai vostri che possa formulare una critica che vi sproni, vi aiuti a ricercare nuove soluzioni per il romanzo.
    Non temete il confronto, potrebbe illuminarvi il percorso.

    ...






  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 01/09/2009 - 11:43

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    È stato decisamente un caso. Correva l’anno 2003, stavo cercando lavoro dal momento che mi ero appena laureato e conobbi per caso il mio primo editore. Fu lui a commissionarmi il mio primo racconto (Turkemar, che alcuni anni dopo divenne un romanzo breve) e in seguito insistette per produrre il mio primo romanzo (Confine di Stato). L’anno successivo passai a Marsilio e lì sbocciarono molti altri progetti (fra i quali, il più recente è Settanta, il mio ultimo romanzo).

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Per quanto mi riguarda è essenziale la disciplina: io scrivo tutti i giorni, svariate ore al giorno. Mentre scrivo, o semplicemente quando penso a una storia, è naturale subire l’influsso del cosiddetto “istinto creativo”; la famosa ispirazione, insomma. I due approcci sono collegati, ma mentirei se dicessi che l’ispirazione è fondamentale per...





Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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