Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 10:20
  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 09:44

    Scesi rintronato, i pensieri lenti, i movimenti lentissimi, mi sedetti, alzai lo sguardo e vidi quella bottiglia, come ogni anno, immancabilmente. E lì vi dovrebbe essere stata una barca, creata grazie a un uovo, o meglio, un albume d’uovo. Non c’è buon senso o crudo realismo, neppure un avanzamento nel rapportarsi con le leggende, tanto meno con le fantasticherie: mia madre individuò l’albero maestro e le vele. Io, tanto per cambiare, non vidi nulla, se non qualche viscido filo bianco nell’acqua. Se ho davanti un timido anfratto con vicino una piccola pozzanghera, non posso certo immaginare di trovarmi nel mezzo d’una forra.
    Eppure alcune leggende popolari resistono. La barca di San Pietro rivelava un tempo notizie vitali per l’agricoltura o prossime gravidanze per la sposa. Che sia anche in questo la natura della poesia?

    Nel legarsi al mondo con significati che non dipendono necessariamente dalla realtà, bensì da un calderone di immagini vive, sfuocate, intense, serve, tragiche, mutanti. La poesia non è la realtà; la prima invade le viscere di...


  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 09:30
  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 08:53

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Laura: Non credo ci si possa accostare alla scrittura in modo fortuito. Io ho cominciato a scrivere a 8 anni perché mi ci ha condotto per mano la passione smodata per la lettura.

    Loredana: In realtà è stata la scrittura ad avvicinarsi a me, avevo dodici anni e la mia professoressa di italiano mi obbligò a partecipare ad un concorso letterario riservato alle scuole medie italiane. Mi piazzai al sesto posto.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Laura: Direi che sono moooolto più vicina all’istinto creativo che alla razionalità consapevole. Aggiungo che ritengo la razionalità decisamente poco consona alla creazione, sia essa parola scritta, musica, immagini o altro.

    Loredana: Penso che istinto creativo e razionalità consapevole debbano compenetrarsi quindi li colloco nel medesimo punto, quello della creazione.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

    Laura: Io, cascasse il mondo, scrivo quando ne ho voglia. Il che avviene spesso ma non ha cadenze regolari. Però riesco ad essere produttiva ed organizzata...













  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 08:24
    Dire, fare, andare. Tre verbi che si usano di continuo. Fare questo e fare quell’altro, dire a Tizio e a Caio, andare di matto o andare via. Nella prosa bisognerebbe non abusarne, per non creare ripetizioni, per non essere troppo prevedibili.
    Provate a rileggere le cartelle finora scritte, siete stati bravi o avete fatto questo errore?
    In particolare nei dialoghi si tende ad utilizzare il verbo “dire”, provate a cercare espressioni diverse: replicare, sussurrare, ribattere, gridare, aggiungere, soggiungere, spiegare, descrivere, illustrare, sentenziare, ribadire, pronunciare, affermare, concludere, chiarire, dichiarare, ecc.
    Per quanto concerne il verbo “fare”, si riscontrano di solito in eccesso far fare, far dire, fare morire, fare diventare, fare parlare, saper fare.
    Le bollette vanno pagate, a me andrebbe bene, lui va dritto allo scopo, sono andati fino in fondo, in queste settimane non c’è nulla che va, ecc.

    Il senso di questa lezione è di tentare una semplice riflessione su alcuni verbi che si adoperano con troppa...





  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 09:44

    Emile Zola scriveva: “Poiché non abbiamo lo stesso potere di questo scienziato e siamo degli sperimentatori che non operano praticamente, dobbiamo accontentarci di individuare il determinismo dei fenomeni sociali, lasciando ai legislatori la cura di intervenire, presto o tardi, a dirigere questi fenomeni, in modo da aumentare il numero dei buoni e ridurre quello dei malvagi, in vista dell’utile dell’umanità”.
    Individuare il determinismo dei fenomeni sociali, ecco la funzione del romanzo sperimentale secondo Zola. Sembrano davvero tempi lontani. Poi, vi furono le rivoluzioni della fisica che portarono in un secondo momento una rivoluzione nel pensare la società, il determinismo venne recluso nei libri di storia, tanto che Mark Buchanan, fisico teorico, ha scritto un libro a riguardo: “L’atomo sociale”.

    E allora, se fosse vivo oggi Zola e osservasse il mondo, che cosa penserebbe del naturalismo, del suo modo di vedere la letteratura e il romanzo?.
    Gli sperimentatori contemporanei che operano con la scrittura forse individuano il NON determinismo dei...



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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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