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Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 13/05/2009 - 09:50
    Meno 5 giorni all’inizio della sfida estiva: scrivere un romanzo in 100 giorni.
    Nel frattempo oggi desidero soffermarmi sulle caratteristiche dei personaggi, subito un tuffo nella letteratura:

    “Dall’esempio e dai consigli di suo padre, Rebecca aveva imparato ad essere cortese con tutti coloro che l’avvicinavano. Certo non poteva imitare i suoi eccessi di servilismo perché essa era estranea alla ristrettezza di spirito e allo stato di continua paura che lo dominavano […]”
    [“Ivanhoe” di Walter Scott]

    Un caso di narratore onnisciente che mette al corrente il lettore delle caratteristiche d’un personaggio. Ma esse possono altresì emergere con calma, attraverso le azioni e i dialoghi. Sono tecniche differenti, com’è ovvio. Con rischi diversi.
    Anzitutto, se si segue l’esempio di Scott, non conviene distruggere sul nascere la curiosità di chi legge, eccedendo con i dettagli. Meglio spiegare a dosi l’egoismo di un anziano o la spensieratezza di una signora.
    Un rischio invece della seconda tecnica è di non delineare bene a sufficienza le caratteristiche, convinti che poche battute o azioni possano bastare. Ovvio, può essere voluto per motivi precisi, l’importante è essere consapevoli dello strumento per non renderlo inutile al fine della narrazione.

    Ma, come sempre nella letteratura, gli elementi si possono amalgamare con modalità assai più contorte, fermo restando che ci vogliono sia capacità affinate...









  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 12/05/2009 - 09:40
    L’estate è alle porte, le giornate si allungano con il sole fino a tarda serata, abbiamo tutti più energia. Ecco la sfida: scrivere un romanzo in 100 giorni!

    A conti fatti, iniziando lunedì prossimo, avrete un romanzo verso la fine di agosto, pronto per essere inviato ad una casa editrice o a un agente letterario.

    Vi seguirò passo dopo passo, giorno dopo giorno, con consigli e obiettivi. Vi sono numerosi aspetti da considerare e saranno trattati con ordine. Nulla sarà lasciato al caso da parte mia: dall’organizzazione del tempo ai dialoghi, dalla preparazione di uno schema generale all’impiego di descrizioni mirate, eccetera.

    Perché avere un metodo non è sinonimo di rigidità, non è neppure un modo vetusto di sviluppare...
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 11/05/2009 - 11:16
    Supponete di avere deciso di raccontare la storia di un ragazzo con evidenti problemi sociali, timido, chiuso, scostante. Come fare?

    Per prima cosa provate a scavare dentro la vostra mente affinché molto di ciò che già immaginate a riguardo esca allo scoperto, e annotatelo.

    Secondo, qualora possibile, dovreste immedesimarvi. Anche qui ci sono due modi. O cercate di entrare in contatto con chi vi sembra che abbia problemi sociali palesi, interagite, osservate, oppure fingete di essere voi stessi disadattati e studiate le conseguenze.

    Certo, non si può fare per tutto (se il soggetto è un tossicodipendente, distrutto dall’eroina, non credo sia intelligente immedesimarsi per sostituzione); certo, a qualcuno potrebbe apparire un po’ offensivo verso la “categoria” fingersi disadattati. Ognuno scelga la modalità che gli sembra più confacente con i propri ideali.
    Avete bisogno di elementi, scene, dialoghi, uno scrittore non può pensare di esaurire la questione semplicemente scrivendo e fantasticando.
    Il tessuto di vita sociale è indispensabile per rendere più avvincenti e coinvolgenti le storie che andrete a narrare.









  • Autore: Morgan Palmas
    Sab, 09/05/2009 - 09:17
    Dalla finestra di camera mia non vedo la piazza, ma è dietro quella casa, a poche centinaia di metri da me. Le piazze contraddistinguono la vita di milioni di esseri umani e hanno reso ancora più interessanti centinaia di romanzi. Che cosa accade in una piazza? Spunti.

    C’è il mercato a volte; si trascorre qualche ora chiacchierando; può esserci un caffè o un negozio di abbigliamento o una chiesa; i bambini girano in bicicletta; un monumento ai caduti; le panchine per sedersi con calma a riposare; un cestino colmo di rifiuti; una signora che spia dalla finestra di casa sua; un vecchio ubriaco che grida o un sacerdote che accoglie l’auto con la bara del defunto; nella piazza piove o tira vento; c’è una fontana o un piccolo giardino curato con attenzione; la pavimentazione è di marmo o con i sampietrini; c’è una vecchia libreria o un burbero macellaio; un gatto che dorme o una rondine che sfiora in volo i passanti.

    Nella piazza possiamo trovare infinite possibilità di narrazione, si potrebbe pensare un intero romanzo su una piazza appunto...



  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 08/05/2009 - 18:24
    Un incipit per contrasto è un’ottima forma per destabilizzare e coinvolgere il lettore. Subito un esempio tratto da “Tropico del cancro” di Henry Miller:

    Abito a villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto. Siamo soli, e siamo morti.
    Ieri sera Boris si è accorto di avere i pidocchi. Gli ho dovuto radere le ascelle, ma il prurito non ha smesso. Come si fa a prendere i pidocchi in un posto bello come questo?

    Miller ha scelto la strada dello stupore. Ci si chiede subito la medesima domanda: a villa Borghese i pidocchi? Eppure non pochi sono stati gli scrittori che con incipit di foggia simile hanno creato romanzi incredibili e rimasti nella storia della letteratura.
    Perciò, se desiderate stupire chi vi legge, dedicate all’incipit il tempo necessario per renderlo accattivante, studiate parola per parola, concetto per concetto, intrecciate gli elementi per ottenere un effetto spiazzante.

    Aprite il post per gli argomenti correlati.











  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 07/05/2009 - 10:56
    Non è facile descrivere le vicende di un personaggio nichilista, i tempi di Bazarov sono lontani oramai.

    Come ti esprimi! Vedi cosa faccio: nella valigia è rimasto un posto vuoto e ci metto il fieno; è così anche nella valigia della nostra vita; bisogna riempirla di qualunque cosa, purché non ci resti un vuoto.
    ["Padri e figli" di Ivan Turgenev]

    L’epoca contemporanea ha imposto schemi complessi, modalità più sottili, troppa presunzione vezzeggia molti. Dietro lo sviluppo del nichilismo, non v’è stato nella maggior parte dei casi un corrispettivo letterario, come se tale tematica fosse relegata alle massime nicciane o i movimenti russi dell’Ottocento. Una piccola minoranza di scrittori ha raccolto invece la pesante eredità, proponendo, rielaborando, trovando nuove vesti.
    Mi piace ricordare un grande scrittore francese, ancora poco conosciuto.

    «A che serve raccontarsi delle storie? Te l’ho già spiegato, Rico, io è come se...







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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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