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Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 26/06/2009 - 14:46
    “Alessia ed io eravamo al mare, volevamo chiacchierare, non soltanto fare un’uscita fra amiche; mi dice: «Amo il canto, lo sai?». E io: «Non ci sono mai riuscita, antiche paure famigliari». Era bello parlare con lei, le altre erano dure con me”.

    Che cosa c’è che non funziona? Sì, le continue omofonie (mare/chiacchierare/fare/parlare, eravamo/volevamo, soltanto/canto, amiche/antiche, paure/dure). Sono orribili da leggere. Siate vigili, rendono un testo pesante, impresentabile se avete il desiderio di tentare una pubblicazione.
    Altra cosa può essere il linguaggio d’un personaggio, caratteristico in tal senso, magari perché si diverte a farlo, vituperando chi ha di fronte o per un’esigenza grossolana poetica (in rima) che lo coinvolge da sempre.

    Al medesimo modo attenti alle ripetizioni. Il vocabolario che abbiamo a disposizione nella lingua parlata di tutti i giorni, di gran lunga inferiore alla vastità dei lemmi italiani, è uno specchio che si riflette di continuo: c’è l’abitudine a ripetere taluni termini.
    Pensate a una...





  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 25/06/2009 - 13:58

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Se per avvicinarmi alla scrittura si vuole intendere l'abitudine di organizzare i propri mondi per iscritto, direi molto presto, intorno ai tredici anni. A testimoniarlo ci sono decine di diari pieni zeppi delle mie grafomanie di adolescente, lettura che non consiglierei nemmeno ai più motivati. Il momento della pubblicazione è stato invece tardivo, non cercato e del tutto casuale. Avevo 34 anni e tenevo un blog tematico anonimo quando ho ricevuto la proposta del mio primo editore; prima di decidere che era quello che volevo però ci sono volute diverse settimane.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Molto vicino all'istinto, che però non leggo come attitudine in contrasto con la razionalità consapevole; anzi, man mano che la predisposizione naturale si è fatta scelta professionale, ha richiesto l'affinamento di nuovi strumenti e consapevolezze; in questo senso credo ci sia una differenza grande tra l'istinto, che si presta ad essere governato con profitto, e l'ispirazione, effimero regno degli eterni principianti.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’...







  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 25/06/2009 - 12:36
    Nella lezione 30 vi parlavo di originalità. Voglio aggiungere alcuni elementi sui quali farvi riflettere ulteriormente. Un romanzo ci può colpire per varie ragioni, la sensazione più stimolante è quando riesce a farci osservare il mondo con occhi diversi.

    Prima si pensa lo spazzacamino in un certo modo, leggi Dickens e ne esci con idee nuove. Prima si pensa il rapporto fra arte e scienza con alcune visioni, leggi Musil e ne esci con una testa diversa. Lo stesso accade per i prigionieri con “Resurrezione” di Tolstoj, per le speranze rivoluzionarie con “Vino e pane” di Silone, o venendo a qualche contemporaneo, per i legami sentimentali tormentati con “L’amore contro” di Covacich o per le ossessioni di un solitario con “I quindicimila passi” di Trevisan.

    L’originalità è un approccio mentale, questo è sicuro, è altresì una ricerca di idee. Ora, a parte la vostra mente, dovete trovare le idee che possano rendere originale il vostro romanzo. Non occorre che sia stato già tutto definito nella griglia, anche se ne rappresenta il laboratorio...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 24/06/2009 - 09:27

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    No, ho sempre saputo che avrei fatto lo scrittore. L’ho capito appena ho appreso “come si fa “ a leggere, sui 5 anni. Verne e soprattutto Salgari, ma anche i fratelli Grimm e Andersen. E quintali di fumetti.
    Ho appreso, da subito e di istinto, che il lettore deve essere esclusivo (nulla esiste fuori della lettura) ed onnivoro (tutto - l’universo intero e ogni altro possibile e impossibile universo- è nella lettura) oppure non è un lettore.
    L’ho capito quando mi sono trovato a riempire con la mia grafia da spennacchiotto (per la quale ho preso anche pessimi voti in condotta) quaderni di improbabili avventure e ringhianti poesie.
    Un giorno mi trovai a fare sintesi tra le due cose (avventura e poesia) raccontando in versi Orlando che cerca di spezzare la sua Durlindana dopo la sconfitta di Roncisvalle. Lì avvertii in qualche modo che la mia sorte era segnata.
    In questi anni maturi non ho accettato i compromessi. Mi misi a cercare, a leggere ancora di più, a costruire linguaggio. I miei insegnanti di lettere li posso dividere, dalle elementari all’università, tra quelli che mi davano dieci (forse perché intuivano qualcosa) e quelli che mi avvicinavano allo zero. Senza sfumature intermedie. Devo dire, con i parametri adulti, che avevano ragione i secondi.
    Scrivevo effettivamente male.
    Sentivo il tema come una prigione,...







  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 24/06/2009 - 09:12
  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 24/06/2009 - 08:24
    Siamo quasi ad un terzo delle lezioni e dall’ottava dovreste avere iniziato a scrivere. Facciamo il punto della situazione. Vi farà bene.
    Se considerate che dalla lezione 8 riguardo l’incipit avete tenuto una media, come indicato, di una cartella e mezza a lezione, essendo oggi la trentunesima, dovreste avere non meno di 36 cartelle fatte.

    So che tra voi vi sono persone che per diversi motivi stanno seguendo le lezioni senza scrivere il romanzo, stanno cercando un confronto per accumulare riflessioni e tecniche per il futuro.
    Ma io mi rivolgo soprattutto a chi sta tentando la sfida (dalle mail che mi sono pervenute siete circa la metà). Siate onesti con voi stessi, avete almeno 36 cartelle sotto il naso? Se sì, bene, se no, perché? Quali sono stati i problemi? Concentrazione, ansia del foglio bianco, pigrizia, timore del fallimento, scuse, che cosa? Non scoraggiatevi, tenete duro, trovate nuova concentrazione. Potete ancora riprendervi. Certo, dovete recuperare. Dipende da voi. Oggi stesso mettetevi al computer, chiudete la porta...



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