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William Shakespeare era omosessuale?

William Shakespeare era omosessuale?Se William Shakespeare sia stato omosessuale è una questione che ritorna spesso, ma fornire una risposta univoca, come vedremo, è alquanto complicato, se non impossibile. Prima di rispondere, però, proviamo a stabilire su quali riferimenti possiamo contare.

 

Shakespeare era omosessuale o etero?

Il dato certo è che Shakespeare aveva una moglie. Infatti, quando aveva 18 anni, sposò Anne Hathaway con un matrimonio riparatore, dato che avevano concepito un figlio prima di sposarsi. Anna, che all’epoca aveva 26 anni, visse tutta la vita a Stratford-upon-Avon insieme ai figli, mentre William partì per Londra con l’obiettivo di intraprendere prima e fortificare poi la sua carriera in teatro.

 

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Una serie di aneddoti suggerisce che, mentre si trovava a Londra, Shakespeare abbia intessuto molte relazioni. L’esempio più noto è riportato da John Manningham nel suo diario e riguarda la rivalità tra Shakespeare e Burbage, l’uomo di punta della compagnia in cui lavorava il Bardo:

Nello stesso periodo in cui Burbage ricopriva il ruolo di Riccardo III vi era una cittadina la cui passione per lui era cresciuta a tal punto che prima di tornare dalla messa in scena lo invitò a recarsi da lei quella notte con il nome di Riccardo III. Shakespeare, avendo ascoltato la parte conclusiva della loro conversazione, si recò prima a casa della donna, fu intrattenuto e proprio durante quel gioco Burbage arrivo. Fu, quindi, portato alla donna il messaggio che Riccardo III era alla porta, ma Shakespeare rimandò indietro un messaggio secondo il quale Guglielmo il Conquistatore era arrivato prima di Riccardo III.

 

Nell’aneddoto, dunque, Shakespeare e Burbage lottano per i favori di una donna, e William alla fine riesce ad avere la meglio.

 

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E donne come questa compaiono spesso nelle opere d Shakespeare, inclusi i Sonetti della Dark Lady, in cui il poeta si rivolge a una donna che desidera, ma che non dovrebbe amare.

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Sebbene si tratti di semplice aneddotica, ci sono abbastanza prove per poter affermare che Shakespeare non fu un marito fedele e tradì la moglie con molte donne, perciò per poter determinare se fosse stato omosessuale dovremmo rivolgerci al periodo prima del matrimonio.

 

I sonetti di Shakespeare

I cosiddetti sonetti Fair Youth sono dedicati a un giovane uomo che, come la Dark Lady, è irraggiungibile. Il linguaggio della poesia è intenso e carico di erotismo omosessuale.

In particolare, il sonetto n. 20 risulta scritto in un linguaggio sensuale che sembra trascendere anche le relazioni più affettuose che comunemente avevano luogo tra uomini al tempo di Shakespeare.

All’inizio della poesia, il Fair Youth è descritto come «sire-signora della mia passione», ma Shakespeare conclude così:

 

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E per esser donna tu prima fosti creato,
finché Natura nel foggiarti non s'invaghì
e con un tocco in più ti sottrasse a me
dandoti un'aggiunta inutile al mio scopo;
ma poiché forma ti diede per soddisfar le donne,
sia loro il piacer dei sensi e mio il tuo amore.

 

Secondo alcuni questo finale dovrebbe leggersi come un tentativo di Shakespeare di respingere l’accusa di omosessualità, considerando come sarebbe stata percepita ai suoi tempi.

 

L’arte e la vita

La questione sull’omosessualità di Shakespeare si fonda sull’analisi delle ragioni per cui abbia scritto i sonetti. Se Shakespeare fosse stato omosessuale (o forse bisessuale) i sonetti dovrebbero sovrapporsi con la vita personale del Bardo per stabilire un collegamento tra i contenuti delle poesie e la sua sessualità.

Manca, però, qualunque prova che ci consenta di affermare con sicurezza che il poeta che parla nei testi sia lo stesso Shakespeare e non sappiamo per chi questi erano scritti e perché. Mancando questi riferimenti di contesto, possiamo solo esprimere delle congetture sulla sessualità di Shakespeare.

 

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Comunque, ci sono alcuni fatti significativi che rinforzano la tesi dell’omosessualità di Shakespeare:

  • I sonetti non erano pensati per la pubblicazione e, quindi, si può supporre con un certo grado di sicurezza che i testi rivelino più delle altre opere i sentimenti reali di Shakespeare.
  • I sonetti sono dedicati a “Mr WH”, ampiamente identificato con due personaggi a cui Shakespeare fu molto legato in vita.

I due personaggi in questione sono:

  1. Henry Wriothesley, terzo conte di Southampton, protettore e intimo amico di Shakespeare, che gli dedicò ben due opere: Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia.

William Shakespeare era omosessuale?

  1. William Herbert, terzo conte di Pembroke, anch'egli protettore del Bardo e fondatore, insieme a Giacomo I Stuard, il Pembroke College, a Oxford. 

William Shakespeare era omosessuale?

Che siano questi gli uomini di cui il poeta canta la bellezza?

In realtà, è impossibile dedurre la sessualità di Shakespeare dalle sue opere.

La stragrande maggioranza dei riferimenti alla sessualità è di natura eterosessuale, e intorno alle eccezioni si sono costruite troppe teorie. Nella migliore delle ipotesi, i riferimenti all’omosessualità sono molto ambigui. Per cui, non possiamo dire con sicurezza se Shakespeare sia stato effettivamente omosessuale.

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