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Vuoi pubblicare il tuo libro? Ecco 6 modi sui social media per fallire

Vuoi pubblicare il tuo libro? Ecco 6 modi sui social media per fallireChi non vuole pubblicare un libro alzi la mano? Siamo certi che in pochi avranno lasciato il mouse perché quasi tutti siamo finiti su quest’articolo perché il desiderio è quello di veder pubblicato il proprio lavoro.

Molti scrittori esordienti o alle prime armi usano i social media (Facebook e Twitter soprattutto) per costruirsi un’identità online e per alimentare una propria piattaforma. Ma capita spesso che qualcuno ci chieda perché, nonostante tutto, l’obiettivo della pubblicazione si allontana.

Abbiamo pensato allora di stilare una lista di sei errori comuni che potenziali o aspiranti autori commettono sui social media e che di conseguenza li allontanano dall’obiettivo di pubblicare un libro.

 

1. Stai condividendo troppo

Condividere troppo non è un bene. Mettere in piazza confessioni sulla tua scrittura è come crearti intorno una serie di bandiere rosse che segnalano un enorme pericolo.

Rifletti bene su cosa è appropriato condividere e quale immagine di te vuoi proiettare all’esternose ad esempio un potenziale agente o un editor dovesse visitare il tuo profilo.

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2. Stai condividendo informazioni private

Il numero di agenti a cui hai mandato il tuo romanzo, chi ti ha chiesto il manoscritto completo, le telefonate e gli incontri con gli agenti o gli editori sono tutte cose che dovresti tenere per te se vuoi fare davvero i tuoi interessi. Non dare via tutto di te su piattaforme che sono pubbliche.

 

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3. Stai perdendo tempo invece di crearne per raggiungere il tuo obiettivo

Tutti noi a volte passiamo più tempo a controllare Facebook eTwitter che a lavorare, ma è importante sapere quando è il momento dei social media e quando bisogna scrivere. Se pensi che gli autori di fiction abbiamo più bisogno di costruire una piattaforma social piuttosto che di perfezionare il loro libro, allora hai torto. Gli scrittori devono scrivere per migliorarsi e per raggiungere i loro obiettivi. Completare un romanzo di 80 mila parole non è semplice, richiede molte abilità di gestione del tempo e di social media management.

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4. Stai costruendo una piattaforma nella direzione sbagliata

Se ad esempio sei un autore di saggi dovresti targettizzare i tuoi social media verso il tuo mercato di riferimento e i tuoi potenziali consumatori, non verso i colleghi scrittori. Trova la tua nicchia e impegnati solo al suo interno. Unisciti a gruppi su Facebook e LinkedIn. Aggiungi persone alle tue liste su Twitter.

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5. Ti stai creando un’identità online che non è desiderabile

Negatività, eccessiva condivisione, divulgare dettagli privati sono tutte abitudini da social media che non sono desiderabili per una relazione di lavoro. Sì, Twitter è un posto per sfogarsi e condividere la comune ansia nel processo di pubblicazione, ma dovresti pensare al tuo obiettivo finale. Sii oggi sui social media la persona che vuoi essere quando il tuo libro sarà pubblicato.

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6. Non stai sfruttando tutte le potenzialità dei social media

Una delle cose più belle dei social media e dei blog è che gli agenti e gli editor condividono spesso ciò che gli piace e ciò che non gradiscono, quello che cercano e quello che per loro non funziona. Impegnati nelle piattaforme, commenta i post dei loro blog, lascia che il tuo nome emerga in maniera positiva e questo alla lunga ti ripagherà.

 

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E tu, che vuoi pubblicare un libro, ti sei riconosciuto in qualcuno di questi errori? Se pensi ti siano stati utili in qualche modo, o per qualsiasi domanda, lascia pure un commento.

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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