Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“Vuoi giocare?” Una poesia ungherese, il suo autore e la sua traduttrice

“Vuoi giocare?” Una poesia ungherese, il suo autore e la sua traduttriceVuoi giocare? non è la poesia più bella di Dezső Kosztolányi (1885-1936), non è nelle classifiche delle prime trenta poesie ungheresi dove ai primi posti troviamo comunque la sua Ebbrezza all'alba, ma fa parte del novero delle poesie spesso citate e molto amate. Va sottolineato che l'Ungheria ha una lunga storia lirica e riserva una cura particolare alla sua tradizione poetica, un'arte coltivata con molto impegno e passione anche oggi.

Kosztolányi era uno degli intellettuali più originali e prolifici del primo Novecento ungherese: come poeta, romanziere, giornalista, saggista e traduttore ci ha lasciato un'opera monumentale di inestimabile valore. Era anche un esperto linguista e partecipò al rinnovamento della poesia magiara, alla rivolta della nuova generazione di poeti contro l'accademismo della tradizione. Il semplice elenco dei suoi volumi di poesie, novelle, romanzi, saggi, articoli e traduzioni occuperebbe un'intera pagina, ci limitiamo quindi all'antologia Modern költők (Poeti moderni) di circa 500 pagine, del 1914, che fu uno dei più grandi avvenimenti della letteratura ungherese, perché riguarda anche la poesia italiana. In essa Kosztolányi presenta le traduzioni di poesie di ben centodue poeti stranieri con tanto di breve ritratto di ciascuno. Fra gli italiani troviamo Ada Negri, Gabriele D’Annunzio, Arturo Graf, Lorenzo Stecchetti, Giosuè Carducci, Luciano Croci, Edmondo De Amicis, Filippo Tommaso Marinetti, Paolo Buzzi, Aldo Palazzeschi, presenti con ventitré poesie. Queste traduzioni servivano a Kosztolányi anche per trovare una propria voce, un suo linguaggio poetico.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Nel 2003 l’opera omnia di Dezső Kosztolányi ha ottenuto il premio “Eredità ungherese”, un'onorificenza conferita ogni anno a figure ritenute capaci di conservare l’identità ungherese nel tempo e contemporaneamente in grado di offrire anche un contributo di grande valore alla cultura europea.

Dezső Kosztolányi è noto al pubblico italiano soprattutto come romanziere, è l'autore di Anna Édes (prima edizione: Edizioni Anfora, 2014, traduzione di Andrea Rényi e Mónika Szilágyi, cura e note di Mónika Szilágyi; a breve la seconda edizione sempre delle Edizioni Anfora, con la prefazione di Antonella Cilento),Kornél Esti (Mimesis, 2012, traduzione e cura di Alexandra Foresto),Allodola (Sellerio, 2000, a cura di Matteo Masini), Il medico incapace(Rubbettino, 2009, traduzione di Roberto Ruspanti) e Nerone (Castelvecchi, 2014, traduzione di Silvio De Massimi), sebbenenel 1970 Guanda avesse pubblicato anche una raccolta di sue poesie a cura di Guglielmo Capacchi, oggi purtroppo non più in commercio.

“Vuoi giocare?” Una poesia ungherese, il suo autore e la sua traduttrice

Qui con Vuoi giocare? desideriamo offrireappena un sorso spumeggiante del mare Kosztolányi, e un'anticipazione di una seconda figura, quella di Edith Bruck, autrice della felice traduzione della poesia.

Dimmi, vuoi essere la mia

compagna di giochi?

Vuoi sempre, sempre giocare?

Andare insieme nel buio,

con cuore infantile sembrare

importante,

prendere posto con serietà

a capotavola,

versare vino e acqua con sapienza,

lanciare perle, gioire con niente,

e con nostalgia indossare

vecchi vestiti?

Dimmi, vuoi giocare a tutto

quel che è vita,

all'inverno nevoso e al lunghissimo

autunno,

si può bere il tè, muti,

il tè di rubino e il vapore giallo?

Vuoi vivere davvero con cuore puro,

stare in silenzio a lungo,

a volte aver paura,

perché sulla piazza si aggira

il novembre,

perché lo spazzino è un uomo

povero e malato;

chi fischia sotto la nostra finestra?

Vuoi giocare al serpente, all'aquila,

ai lunghi viaggi, al treno, alla nave,

al Natale, al sogno,

a tutte le cose belle?

Vuoi giocare all'amante felice?

Fingere il pianto, il funerale colorato?

Vuoi vivere, vivere per sempre,

vivere nel gioco che è diventato vero?

Stare distesi per terra tra i fiori

e vuoi, vuoi giocare alla morte?

 

Qui la poesia nella scena del film Maladolescenza del 1977. Qui invece cantata e suonata nell'interpretazione del nazionalpopolare gruppo ungherese Kaláka, ovviamente in ungherese.

Vuoi giocare? è una delle poesie che costituiscono il volume Màk (Semi di papavero) pubblicato nel 1916; secondo le fonti Kosztolányi la scrisse a sua moglie e il componimento rispecchia fedelmente il carattere, lo stile e il linguaggio giocoso eppure serio del poeta homo aestheticus ancora giovane: la vita è un gioco e il gioco vitalizza.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

“Vuoi giocare?” Una poesia ungherese, il suo autore e la sua traduttrice

Se oggi possiamo apprezzare appieno questa poesia di Kosztolányi lo dobbiamo a Edith Bruck (1932-), poetessa, scrittrice e traduttrice ungherese naturalizzata italiana. Kosztolányi veniva da una famiglia borghese agiata di una regione che oggi fa parte della Serbia, Edith Steinschreiber Bruck invece da una poverissima famiglia ebrea di una zona depressa dell'Ungheria. Ha dodici anni quando con la famiglia viene deportata ad Auschwitz, poi a Christianstadt e infine a Bergen-Belsen, dove viene liberata dagli Alleati nel 1945. Nei successivi nove anni vive viaggiando in Europa e in Israele, si sposa tre volte, e infine, nel 1954, approda in Italia dove entra in contatto con diversi intellettuali e viene incoraggiata da Primo Levi a ricordare la Shoah. Pubblica il suo primo romanzo nel 1959 che sarà l'inizio di una lunga e feconda carriera non solo di scrittrice ma di regista cinematografica, giornalista e traduttrice di poeti ungheresi. Sposa il poeta Nelo Risi, fratello di Dino, e insieme porteranno avanti un sodalizio sentimentale e artistico durato mezzo secolo, fino alla morte di lui nel 2015. 

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.