14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Vivere in un mondo di bugie. Intervista a B.A. Paris

Vivere in un mondo di bugie. Intervista a B.A. ParisÈ uscito per Nord editrice, nella traduzione di Olivia Crosio, il nuovo romanzo di B.A. Paris, La moglie imperfetta, un thriller che ha la forza di strapparti dalla realtà e trasportarti in un mondo imprevedibile, buio e spaventoso: la mente di Cass.

Tutto ha inizio con una scelta all’apparenza banale: Cass prende una scorciatoia attraverso i boschi. Una tempesta flagella le strade e la Mini mentre, ormai quasi vicina a casa, la donna scorge nell’area di sosta una vettura ferma. Accosta, ma non scende. Mille pensieri affollano la mente e una domanda: dovrebbe scendere e accertarsi che l’autista – una donna, per quanto si possa intravedere nel buio e sotto la tempesta – stia bene? Potrebbe essere una trappola per derubarla o chissà cos’altro. È meglio tirare dritto, è la decisione ultima di Cass dopo aver atteso qualche minuto per dare tempo all’altra donna di fare un cenno o scendere dalla macchina o chiedere aiuto in qualche modo. Di certo sta solo aspettando i soccorsi, pensa Cass mentre avvia il motore e parte verso casa. Intende avvisare la polizia, solo per compiere il proprio dovere civico, ma una volta giunta a casa se ne dimentica. Rachel, la sua più cara amica, la fa piombare in un vortice di pensieri ancor più bui della notte stessa: non ricorda di aver preso una certa somma per acquistare un regalo che lei stessa aveva suggerito. Il vuoto. E il terrore che questo vuoto si trascina con sé: forse è affetta da demenza senile precoce, proprio come la madre.

Si spalancano le porte sul mondo di Cass. Un atroce assassinio si è consumato a pochi chilometri dall’abitazione di Cass e di suo marito, Mathew. La conducente incontrata la sera prima sul ciglio della strada è morta.

Alla paura della demenza senile precoce e ai sensi di colpa per non aver soccorso la donna si aggiunge l’ossessione che l’assassinio abbia visto la Mini e abbia identificato il proprietario nella persona di Cass perché telefonate mute iniziano a turbare l’animo della donna. Ed ecco che così gli abissi della mente sputano lingue di fuoco infernale bruciando i giorni di Cass, uno dopo l’altro.

In Italia per un tour di presentazioni del romanzo, la scrittrice B.A. Paris ha svelato qualcosa in più sulla stesura del thriller rispondendo alle nostre domande.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

La prima domanda sorge spontanea: com’è nata l’idea?

Ho sperimentato personalmente una situazione vagamente simile: stavo guidando di notte, con la tempesta che mi offuscava la visuale, in mezzo ai boschi. Mi sono detta che sarebbe un’ottima ambientazione per un romanzo. La demenza senile, invece, ha radici diverse. La madre di una mia amica ne soffriva e, da spettatrice, mi sono ritrovata spesso a chiedermi cosa si prova sia a viverla in prima persona sia a subirla.

 

Una delle sensazioni più pregnanti, all’inizio della storia, è che Cass appare profondamente egoista: non soccorre la donna sul ciglio della strada lasciandosi vincere dalla paura. Ma se di primo acchito si pensa che si tratti di una scelta poco condivisibile, man mano che ci si addentra nella lettura viene da chiedersi se l’egoismo, certe volte, non sia ciò che ci tiene in vita, ovvero si traduce in un istinto di conservazione…

In principio volevo che il lettore si sentisse lontano, in qualche modo, dalle scelte di Cass, comprendendole poi in un secondo momento, quando il tipo di personalità della protagonista si sarebbe palesato in modo definitivo. Di certo, se Cass fosse stato un uomo, per esempio, quest’atto di coraggio non sarebbe stato messo in discussione. Cass è una donna però, di notte, sotto la pioggia battente, la paura di essere tratte in inganno per poi essere aggredite non è un’ipotesi remota. Avvisare la polizia per un controllo è la scelta migliore, da un certo punto di vista. Anche se poi sappiamo che questa telefonata di controllo Cass non la farà mai per diverse ragioni.

Vivere in un mondo di bugie. Intervista a B.A. Paris

Infatti Cass non farà mai questa telefonata alla polizia, anzi darà vita a una rete di bugie, inizialmente bianche fino a diventare sempre più nere, buie e spaventose. Per mentire, però, devi essere abile a gestire le due realtà, quella effettiva e quella indotta. Cass non sembra una grande maestra in questo, a differenza di altri…

La bugia, per definizione, è un nascondere qualcosa. Cass tiene all’oscuro Matthew riguardo a molti dettagli della sua vita, sia precedente sia attuale, scivolando così in un mare di bugie. Lo fa però perché è insicura, pensa di non meritare il bello e bravo marito che ha accanto, teme il giudizio degli altri, della sua migliore amica in primis. Cass non è forte, anzi è passiva, per cui, secondo lei, le bugie la tengono al sicuro, come uno scudo. Per gli altri personaggi, invece, la bugia risulta essere sempre un nascondere, ma di tutt’altra natura.

 

C’è un sentimento che emerge con forza dalle pieghe della mente di Cass, ovvero il senso di colpa. Si sente in colpa per aver nascosto la malattia della madre al marito, ma anche per non aver soccorso la donna – che si rivela poi una sua conoscente, Jane – sul ciglio della strada. Insomma, oltre alle bugie, il senso di colpa sembra dar man forte al crollo di Cass…

Cass non ha mai sperimentato la vita. Fa l’insegnante, è figlia unica, ha passato gran parte della sua esistenza a curare la madre malata. Ora teme di diventare come sua madre, ma non può condividere questo timore con suo marito, perché lui non sa. Rachel è l’unica persona a sapere del dramma che Cass ha vissuto nell’accudire sua madre, ma l’amica la rassicura sui dubbi attorno all’insorgere della malattia ed ecco che il senso di colpa si comporta quasi da velo. Concentrata su questi dettagli, Cass, per un po’, non si pone certi quesiti.

 

LEGGI ANCHE – [Anteprima] “La coppia perfetta… o la bugia perfetta?” di B.A. Paris

 

Anche non agire è agire, in un certo senso?

È difficile agire per Cass perché è passiva di natura, mentre nel momento in cui la situazione peggiora lei è del tutto impossibilitata ad avere qualsiasi tipo di reazione. È completamente in trappola, per cui non riesce nemmeno a pensare.

 

La verità ha un prezzo, ho colto questo tra le righe. Lei è d’accordo?

Se guardiamo le cose dal punto di vista di Jane, la verità ha un prezzo altissimo. Jane è onesta e non avrebbe potuto fare altrimenti. Ci sarebbe da chiedersi: meglio mentire? È difficile fornire una risposta definitiva e inequivocabile. Dipende dalla personalità, o dal personaggio in questo caso. Per Cass, le bugie sono un guscio protettivo.

 

Leggendo La moglie imperfetta mi sono sorpresa a chiedermi che cosa sia la realtà. Ovvero: è un puzzle composto da tanti punti di vista, quindi da frammenti soggettivi?

La realtà è qualcosa di diverso per ognuno di noi, e il pensiero mi ha colpito un giorno mentre ero in visita da un’amica. Il marito aveva cambiato la macchina del caffè con un altro modello e non aveva avvisato la moglie. Così l’amica si è ritrovata incapace di usarla, ma non ha pensato che il problema potesse essere la macchina del caffè, ma lei stessa. Un esempio più semplice: quante volte pensiamo di aver messo le chiavi sul tavolo, arriva qualcuno e ci dice che non è vero e noi gli crediamo immediatamente. Crediamo agli altri più di quanto crediamo a noi stessi. Ma la domanda è: se non ci si può fidare di se stessi, della propria memoria, di chi bisogna fidarsi?

Vivere in un mondo di bugie. Intervista a B.A. Paris

Un dettaglio che mi è saltato all’occhio: il cognome di Rachel è italiano. Come mai?

Mi sono resa conto solo dopo di aver dato un cognome italiano a Rachel. Per me è la prima volta in Italia ora – e scopro un paese davvero intrigante. Credo che il motivo del cognome sia dovuto al fatto che me la immaginavo con i capelli ricci e neri, quindi, in qualche modo dai tratti mediterranei.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Lei ha cinque figlie, e già apprendere questo, per me, è stato un messaggio positivo, un esempio pratico di “volere è potere”. Come riesce a destreggiarsi tra famiglia e scrittura? Ha abitudini irrinunciabili per scrivere?

Ho iniziato a scrivere otto anni fa, quando le figlie sono diventate grandi. E la scrittura mi ha portato a cambiare completamente la mia vita, ho cambiato mestiere e ho iniziato questa nuova avventura. Non ho rituali per scrivere, a meno che mantenere in ordine il posto in cui mi metto a scrivere – qualsiasi esso sia – non possa essere definito un rituale.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: Veronika Balasyuk.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.