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“Vita di Celio”, il romanzo di un’esistenza tra crescita e formazione

“Vita di Celio”, il romanzo di un’esistenza tra crescita e formazioneL’ultimo sorso. Vita di Celio è l’ultimo romanzo di Mauro Corona, edito Mondadori, che racconta il rapporto tra due uomini forti e orgogliosi.

Il romanzo narra la vita di Celio che, cresciuto tra la curiosità e l’insofferenza alle regole, impara fin da piccolo a scalare le montagne, a muoversi per i boschi, a lavorare in miniera e ad allevare le api. Un uomo indipendente, nato su un ciuffo di fieno e cresciuto in un piccolo paese sulle Alpi. Rocciatore, taglialegna, apicoltore, alpinista, ma anche filosofo istintivo, amico e maestro: Celio è tutto e allo stesso tempo niente. Un uomo che ama troppo sua madre per poter amare un’altra donna. Un uomo che sapeva di fieno fin dalla nascita e che avrebbe amato quel profumo per tutta la vita.

 

«“Lasciami sentire il fieno” diceva. Si metteva a favore di erba secca e annusava arricciando il naso come il camoscio a novembre quando va in amore. La madre gli avrà raccontato della nascita. Sospetto però che la voglia di fieno l’abbia avuta in regalo quel giorno di luglio, durante l’epico viaggio in slitta, steso sull’erba profumata. Mi piace credere questo.»

 

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L’autore, voce narrante, conoscerà Celio, quarant’anni più vecchio, durante l’infanzia e troverà in lui un inaspettato mentore, una protezione dalle violenze del padre e un privilegiato insegnante.

«E andavo con lui, e mi trovavo bene, aveva pazienza, sapeva insegnare e imparavo tante cose. Quando capiva che ero in difficoltà non chiedeva “di cosa hai paura?”, bensì “di cosa hai coraggio?”

“Di niente” rispondevo. “Non ho coraggio di niente.”

“Invece ne hai, lo dimostra il fatto che sei qui con me.”»

“Vita di Celio”, il romanzo di un’esistenza tra crescita e formazione

È proprio l’autore a far rivivere Celio, a renderlo un personaggio reale, vivo, vero. Celio, da sempre insofferente alle persone, si rifugia in sé stesso, e nella sua solitudine trova il rimedio per la miseria e il dolore. Ermetico e solitario, si abbandona al pericoloso abbraccio dell’alcool, fino all’ultima stretta finale, quella della morte. Mauro, l’autore, è l’unico a cui Celio dona la sua saggezza e regala la sua compagnia, diventando compagni di bevute e amici di vita. Entrambi, nella propria solitudine e nel proprio dolore, trovano riparo nell’altro, diventando l’uno maestro e l’altro allievo, in un rapporto unico e paterno.

“Vita di Celio”, il romanzo di un’esistenza tra crescita e formazione

Mauro Corona, attraverso una scrittura pungente e un linguaggio sempre misurato e attento, accompagna il lettore in un mondo antico e quasi dimenticato, fatto di povertà, osterie, solitudine e amicizie indissolubili, riscoprendosi bambino. Dietro una scrittura aspra e nervosa, si nasconde un romanzo di crescita e formazione, un’autobiografia velata dell’autore, vero alter ego di Celio e unico testimone di un’esistenza dimenticata e sospesa, dove il tempo è scandito dalle leggi della natura.

«Quando mi prende lo sconforto penso a lui. Ho l’impressione che mi dia una mano. Un giorno mi disse che ero rimasto bambino perché i bambini non perdono le speranze. Se è così, ho la certezza di essere cresciuto. Sto per mettere il punto di chiusura alla storia di un uomo speciale. Ho preparato una bottiglia che berrò a suo ricordo. Piano, piano, un bicchiere alla volta, lentamente come mi consigliò. L’ho stappata, ho riempito il primo bicchiere, alla tua memoria, amico mio!»

 

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Mauro Corona compie un viaggio nella sua infanzia, ricordando il suo mentore e affermando come l’amicizia possa salvare da quell’ostile sensazione di sentirsi ignorati dal mondo.

Questo romanzo è un elogio alla memoria, al ricordo e all’importanza della condivisione. Perché nessuno dovrebbe mai essere solo. Nemmeno un uomo come Celio.


Per la prima foto, copyright: Sergei Akulich su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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