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Viaggio alla scoperta delle libraie italiane

Viaggio alla scoperta delle libraie italianeL'opera seconda di Matteo Eremo, La voce dei libri (edito da Macos y Marcos), è un manifesto alla bravura e al coraggio di tante libraie italiane, che si sono battute perché le loro librerie diventassero «luoghi di cultura aperti sulla strada». Tutte hanno puntato sulla conoscenza attenta del cliente, su una forte capacità comunicativa e uno studio approfondito del mercato editoriale.

Oggi i libri sono venduti da colossi come Amazon, che praticano grossi sconti e assicurano una consegna velocissima e gli e-book iniziano a costituire una concorrenza temibile per le librerie tradizionali, senza dimenticare la crisi economica ed editoriale che ha ridotto le vendite. Eppure le libraie citate da Eremo, con la loro straordinaria tenacia sono riuscite, anche allargando il ruolo culturale delle loro librerie, a trasformare le proprie botteghe in veri centri culturali.

Queste donne di ferro, alla ricerca costante di idee innovative, si trasformano in ideatori culturali che, con mostre fotografiche, interviste con gli autori, concerti, corsi di apprendimento, laboratori, attraggono " ragazzi" di ogni età nel loro covo incantato, in cui i libri raccontano la bellezza. 

Ma le varie Giovanna, Filomena, Luciana, Cristina, Teresa, Elena cosa hanno in comune? Sono lettrici appassionate, conoscono i cataloghi a memoria, sorridono ai loro clienti offrendo una birra ghiacciata o una tisana calda, sanno che la loro libreria è frutto di passione e di mestiere, infine non dimenticano di far quadrare il bilancio!

In un’intervista di Matteo Eremo, in questo giro d'Italia attraverso le librerie, viene ricordato che il mestiere di libraio è fatto di professionalità oltre che di passione e che le due cose sono inscindibili se si vuole far sopravvivere la propria libreria. Ogni realtà deve cercare di differenziarsi per offrire ai suoi "consumatori" qualcosa di diverso: un ambiente accogliente, un libraio capace di consigliarti un libro che non sia il solito bestseller, una vasta gamma di servizi, un posto in cui si vuole ritornare «perché non c'è uomo più riconoscente di quello a cui si è dato proprio il libro che la sua anima desiderava inconsciamente» (Christopher Morley).

«Se un cliente si ferma sulla porta per chiedere permesso» Filomena Grimaldi ci resta male, perché la porta della sua libreria Controvento è sempre aperta. A chi le chiede perché ha lasciato Milano per ritornare a Telese Terme e iniziare un'avventura difficile, Filomena risponde che «ènei posti piccoli che la vita diventa più grande».

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A Trapani la libreria di Teresa è ormai un’istituzione, come il Big Ben a Londra. Per lei la sua libreria è un figlio, perché le permette di«fare il mestiere più bello del mondo, circondata dai libri, dal mare e dall'arte. Lavorare in mezzo ai libri non mi fa diventare ricca tutt'altro, ma mi permette di stare in mezzo alla bellezza e di propagarla».

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La libreria Ghibellina di Pisa, con una lunga tradizione alle spalle, viene salvata da due donne coraggiose P. Bertini e R. Deffenu. Proprio nel manifesto di Paola Bertini si legge «i libri sono ponti che creano relazioni tra le persone, mondi nei quali perdersi e ritrovarsi, significati ed emozioni in cui ripararsi».

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La libreria Cuccumeo di Firenze è specializzata in letteratura per ragazzi, ma non è vietata agli adulti. Ospita anche innumerevoli mostre per fasce di età, spettacoli, animazioni, valutazioni di testi, corsi di formazione e masterclass di scrittura ed illustrazione. La sua ideatrice, Teresa Porcella, è una sarda trapiantata a Firenze, ma ha fatto della sua libreria un luogo di "ascolto", dove con la musica (la Messa in si minore di Bach) e con la lettura (Cappuccetto Rosso) si recupera una storia, seppure espressa con codici diversi. «La lettura aiuta a superare la paura, la rabbia, la tristezza. È importante dare ai ragazzi ma anche agli adulti storie e nei libri ci sono le storie ovvero le soluzioni che cerchi».

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La libreria All'Arco di Reggio Emilia è stata definita da Isabella Allende «il più bel negozio di libri visto in Italia». Questo miracolo è stato realizzato da Paola Silvi, la cui storia è fatta di «tanta polvere e sudore». La sua libreria ha lanciato Appuntamento al buio con il libro e il concorso fotografico Scatta il libro. Con l'hashtag #altrocheAmazon ha contribuito a esaltare la peculiarità e l'unicità delle librerie indipendenti.

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Cristina Di Canio ha lanciato un'idea formidabile Il libro sospeso. Nella sua libreria milanese, rifacendosi all'idea napoletana del caffè sospeso, i clienti volontariamente pagano un libro e lo lasciano al cliente successivo, confermando la convinzione di Cristina che «la libreria deve essere un'incubatrice di idee generate dal confronto di persone».

Infine a San Daniele del Friuli, in uno splendido palazzo ottocentesco è sorta la libreria W. Meister &Co, in onore di un'opera di Goethe. Paolo e Manuela ne sono i proprietari, inventori di una manifestazione estiva Letti di notte e di rinomati corsi di scrittura drammaturgica. Manuela con il suo sorriso e il costante buonumore è riuscita ad inventarsi percorsi per visite guidate, in cui l'obiettivo è quello di calare l'arte nella vita, ispirandosi al mitico Fringe Festival di Edimburgo.

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Ripensando a queste donne e alle loro esperienze mi è tornata alla mente la Meg Ryan di C'è posta per te, come lei le varie Cristina, Teresa, Manuela sono ugualmente pronte a battersi contro ogni difficoltà e anche se alla fine non sposeranno il ricco signor Fox, riusciranno a riportare la loro vittoria ed a conquistare la nostra simpatia.

Magnifica l'idea di questo tour libresco di Matteo Eremo, sollecitato da un'ispirazione dei suoi editori. La voce dei libri si è sentita alta e fiera, grazie alle donne libraie, che si «muovono senza paura nel tempestoso ed inesorabile oceano di libri».

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