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Vi racconto l’Europa del Cinquecento. Intervista a Cinzia Tani

Vi racconto l’Europa del Cinquecento. Intervista a Cinzia TaniÈ un progetto assai ambizioso questo di Cinzia Tani: raccontare un intero secolo, il Cinquecento, in una trilogia, Il volo delle aquile, incentrata sulla figura di Carlo V, l’uomo sul cui impero non tramontava mai il sole.

Tre volumi, Figli del segreto (appena pubblicato pochi giorni fa), Donne di spade e Il velo strappato (presto in libreria sempre per Mondadori), che mescolando storia e fantasia e facendo interagire personaggi storici con personaggi romanzati attraversano un intero secolo e ci accompagnano tra eventi storici, intrighi di palazzo, uomini e donne di potere, restituendo un affresco autentico di un secolo che ha rappresentato molto per la storia d’Europa.

E proprio da qui abbiamo voluto iniziare la nostra intervista a Cinzia Tani.

 

Il suo primo libro risale al 1987, quindi oltre trent’anni di pubblicazioni alle spalle. Com’è cambiato nel corso del tempo il suo approccio alla scrittura?

Maggiore consapevolezza, un gran numero di libri letti e la svolta storica. Adesso alterno biografie a romanzi storici con sfumature noir. I tanti libri scritti sui delitti mi hanno resa una storica del delitto (materia che ho insegnato anche alla Sapienza) e quindi un delitto nei miei romanzi c’è sempre, con tutto ciò che consegue. I personaggi storici mescolati a personaggi di fantasia sono ormai la mia cifra narrativa.

 

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Non è la prima volta che scrive romanzi di ambientazione storica, ma questo pare un progetto più ambizioso, con una trilogia che racconta un intero secolo, il Cinquecento. Da dove nasce la sua attenzione per questo periodo storico?

Nasce quindici anni fa, quando l’allora direttore generale della Mondadori in una convention di scrittori a Madrid mi portò nelle sale dedicate agli Asburgo del Cinquecento raccontandomi le vicende di ciascuno, in particolare di Carlo V. Da allora ho cominciato a raccogliere libri (in italiano, spagnolo, inglese, francese...) e finalmente ho fatto la proposta alla narrativa Mondadori. Il direttore mi ha detto che cercava proprio un autore che raccontasse quel periodo storico ma lo facesse con una trilogia. Un grande e meraviglioso impegno per un’autrice che ama soprattutto studiare e cercare per scoprire.

Vi racconto l’Europa del Cinquecento. Intervista a Cinzia Tani

La trilogia si fonda su un mix di realtà e finzione. Come si lavora in questo caso con le fonti storiche? Quanta manipolazione o interpretazione c’è? Come si colmano le inevitabili lacune?

Nei miei libri i fatti storici, le vite dei personaggi veri sono reali e frutto di lunghi studi. Per ogni personaggio compro diverse biografie e trovo molte discrepanze quindi devo capire quale sia la versione più accreditata che uso anche io.

Poiché però si tratta di romanzi storici e non di libri di storia, inserisco anche personaggi di fantasia e faccio in modo che interagiscano con i personaggi storici, è chiaro che questi episodi non sono veri ma verosimili. In Figli del segreto ho trovato questo escamotage: dopo l’uccisione dei genitori, quattro orfani vanno a vivere dalla zia a Toledo. Poiché lei è una parente della regina Isabella di Castiglia (ecco, questo è romanzo) riesce a mandare ognuno dei ragazzi in una corte diversa. In questo modo io ho un testimone per i diversi personaggi storici (Giovanna di Castiglia, Carlo V, Filippo II, Ferdinando etc) che ne possa raccontare le gesta e nello stesso tempo ci sono gli intrighi, le passioni, gli amori delle mie “creature”.

 

Carlo V è la figura principale che attraversa tutti e tre i libri. Da scrittrice, quali sono i tratti caratteristici della sua personalità che l’hanno maggiormente colpita? E quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel raccontare un imperatore come lui?

È stato un grandissimo uomo, audace, combattivo, colto ed esperto in arte militare ma anche disposto a seguire i suggerimenti dei suoi consiglieri di fiducia. Capace di realizzare strategie e alleanze che lo hanno portato a realizzare un impero maggiore di quello di Carlo Magno.

Religiosissimo, combatte in ogni modo la riforma luterana.

Non riusciva a controllarsi né con il cibo e quindi soffriva di gotta, né sessualmente. In questo ultimo caso ha avuto diversi figli bastardi ma si è occupato di loro. Giovanni d’Austria e Margherita hanno avuto ruoli importanti. Ho molto apprezzato la sua decisione di dimettersi a favore del figlio quando si è reso conto di non riuscire più a essere l’imperatore di una volta. Ma anche dal monastero di Yuste continuava a occuparsi di politica. E a mangiare...

Ha costruito un impero immenso e ha messo le basi per la moderna Europa. Quello che non mi è piaciuto è il suo comportamento con la madre Giovanna, rinchiusa nella fortezza di Tordesillas. Nessuna compassione per lei, solo paura di vederla libera e regina. Ha accettato l’orrore di saperla, oltre che prigioniera, anche torturata e maltrattata.

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A testimoniare la sua attenzione per le donne, non mancano anche in questa trilogia personaggi femminili molto intensi, come ad esempio Giovanna di Castiglia, appunto, creduta pazza e rinchiusa nella fortezza di Tordesillas, o le donne di spada del secondo volume. Cosa voleva dire essere donna nel Cinquecento?

Purtroppo di solito le donne non venivano quasi considerate. La nascita di una femmina era quasi una disgrazia. La condizione peggiore era quella delle giovani appartenenti a famiglie reali o comunque importanti. Venivano promesse spose anche a soli dodici anni per motivi esclusivamente politici e di alleanze strategiche.

Ma c’erano pure donne potenti che sono riuscite a governare con abilità e sensibilità. Per esempio Margherita d’Asburgo, la sorella di Giovanna di Castiglia, reggente dei Paesi Bassi. Donne che hanno amato l’arte e l’architettura e hanno reso le loro corti dei veri paradisi. Pensiamo anche a Caterina dei Medici, sovrana di Francia che arriva nel secondo volume. Una donna potentissima, dominatrice e ambigua. Considerata una grandissima regina e anche un mostro sanguinario. C’è Maria Stuarda nel secondo libro che sposa Filippo II, chiamata Bloody Mary per gli eretici mandati a morte diventa fragile nel suo amore per il marito che non la ama. Nel secondo libro ci sono molte donne potenti, alcune positive altre negative, sia tra i personaggi storici che tra quelli di fantasia che arrivano a uccidere, vendicarsi per un rifiuto, truffare per amore. 

Diverse mie donne sono combattenti eccezionali come la nipote Greta del comandante lanzichenecco Frundsberg e poi anche la figlia Agnes che vestita con un’armatura maschile si fa notare dall’imperatrice spagnola che la prende come sua dama.

 

LEGGI ANCHE – Carlo V, il suo impero e gli intrighi del Cinquecento [ESTRATTO] “Figli del segreto” di Cinzia Tani

Vi racconto l’Europa del Cinquecento. Intervista a Cinzia Tani

Il romanzo storico ha una lunga tradizione alle spalle. Su quali libri appartenenti a questo genere si è formata? Quali sono gli autori che preferisce?

In Italia il romanzo storico non è un genere molto sperimentato. I motivi sono soprattutto due: ci vuole molto impegno e molto studio, e poi occorre conoscere le lingue perché gran parte delle biografie da usare non sono in italiano.

Nel nostro paese i miei riferimenti sono: I promessi sposi, Il Gattopardo, La storia della Morante e poco più. Negli Stati Uniti e in Inghilterra ce ne sono moltissimi che amo, a cominciare da Ken Follett. Ma mi hanno aiutata anche alcune belle serie televisive, che considero un punto altissimo della narrativa contemporanea, come Il trono di spade e I Tudors.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

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