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Perché è importante leggere

Undici libri utili per chi ha perso il lavoro

Perdere lavoroPuò un libro essere d'aiuto in caso di perdita del lavoro e di ricerca di una nuova occupazione? Sicuramente sì, se è il libro giusto. Di certo la lettura di un libro può aiutare a migliorare la consapevolezza di sé, chiarendo quelli che possono essere gli errori che si sono commessi. O può aiutare a capire il contesto contemporaneo e, non da ultimo, fornire anche consigli pratici, come ad esempio spiegare quali sono gli argomenti (e gli atteggiamenti) da evitare durante un colloquio o sul lavoro. Ecco 11 libri che possono rivelarsi utili per affrontare la ricerca di un'occupazione e per tenerselo, poi, il lavoro.

Innanzitutto è utile chiedersi se si è scelto bene il settore nel quale operare. I posti migliori sono sempre i più ambiti, ma esistono tantissime altre possibilità di lavoro che magari solo non conosciamo ancora, o peggio, sottovalutiamo. Ecco che allora può essere utile una lettura come Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato, di Andrea Prato, edizione Guerini e Associati.

Un'azione che, invece, si può intraprendere prima di rimanere per strada (ma che può essere utile anche durante un colloquio di lavoro e in altri ambiti) è quella di interpretare al meglio i segnali involontari che ci dà chi sta di fronte a noi. Torna utilissimo, in questo caso, un libro come Non mi freghi! Un agente FBI svela i segreti del linguaggio del corpo per smascherare il tuo capo, i tuoi figli, i politici, l'assicuratore, tuo marito, la fidanzata, di Joe Navarro, edito da Sonzogno nel 2009. Abilità che si può raffinare anche con Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo con i piedi?, di Allan Pease, edito sempre da Sonzogno, utile per capire meglio l'opinione che ha di voi il vostro capo.

Anche se non si è disoccupati si può (di questi tempi, probabilmente, si deve) raffinare di continuo le proprie abilità e conoscenze, memori del vecchio adagio “impara l'arte e mettila da parte”. A questo proposito, possiamo menzionare libri come Io e il capo. Strumenti e tecniche per diventare collaboratori efficaci, 2010, edizioni Il Campo. Ma anche Perché i bravi manager sbagliano e che cosa possiamo imparare dai loro errori, di Sidney Finkelstein e G. Gladis Ubbiali, Etas edizioni.

Volumi utili come può esserlo, mentre un lavoro si aspetta di trovarlo, un corso di lingua o un percorso di apprendimento e inserimento al lavoro, qui basta cercare solo un po' in rete per trovare molte cose interessanti. Nello stesso tempo si può anche cercare di capire meglio il contesto storico che viviamo con due letture del calibro di L'uomo flessibile. Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale, di Sennett Richard, edizioni Feltrinelli, e La disoccupazione, di Giorgio Rodano, edizioni Laterza.

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Occorre ricordarsi che un atteggiamento propositivo aiuta sempre nell'ambiente di lavoro. Questo sarebbe necessario farlo capire già in fase di colloquio, evitando invece di mostrare insicurezza o, peggio, di raccontare troppo di sé rischiando di apparire fumosi. Per questo può essere di aiuto Cosa non dire quando cerchi lavoro: colloqui da incubo, abile libricino di Lorenzo Cavalieri, edito da Vallarti.

Non prima di aver preparato un bel curriculum, seguendo le indicazioni che abbiamo già dato qui qualche giorno fa.

Infine tre volumi che, lasciando da parte per un attimo autocritica, umiltà e buoni propositi, mettono in guardia sui motivi “esterni” per cui si può perdere un lavoro. E dunque meglio sapere Come sopravvivere a un capo idiota (di John Hoover, edizioni Piemme) o come imparare da un Testa di capo. Come essere i migliori imparando dai peggiori, di Robert I. Sutton, edizioni Rizzoli, con un occhio anche a certi colleghi da affrontare è consigliato leggere Stronzi. Un saggio filosofico, di Aaron James e F. Peri, Rizzoli edizioni.

Queste le undici letture, dunque, che a nostro parere possono essere utili a chi è rimasto senza un lavoro, ma anche a chi invece un lavoro ce l'ha già e non ha alcuna intenzione di perderlo.

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