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Una vecchia indagine tormenta il commissario Balestreri. “Da molto lontano” di Roberto Costantini

Una vecchia indagine tormenta il commissario Balestreri. “Da molto lontano” di Roberto CostantiniDa molto lontano (Marsilio Editore) è il sesto romanzo dedicato alle avventure del commissario Michele Balistreri. La storia ha inizio nel lontano 1990. È l’estate del campionato mondiale giocato in Italia, di quelle «notti magiche» passate inseguendo un goal che non arriverà mai, perché la nazionale di calcio italiana perderà ai rigori per colpa di un uomo idolatrato come un Dio sulla terra, il cui nome è Diego Armando Maradona. Il figlio di un importante imprenditore romano Prospero Petruzzi, soprannominato «l’ottavo re di Roma», scompare misteriosamente. Si tratta di un sequestro o di un’innocente fuga d’amore? A indagare sulla scomparsa del ragazzo viene chiamato il commissario Balistreri, per nulla contento di doversi mettere alla ricerca di un giovane ricco e viziato. Il ritrovamento del cadavere del giovane Petruzzi, mostruosamente mutilato, insieme a quello di una ragazza, che si scoprirà essere stata costretta da un boss della camorra a raggirare Umberto Petruzzi, sconvolgerà le indagini. Il caso resterà tuttavia irrisolto.

Trascorrono gli anni e ritroviamo Balistreri in pensione dopo quarant’anni di servizio in questura. Ma neppure in pensione sopraggiunge per lui la pace. Nel giardino di Villa Petruzzi vengono infatti ritrovati due manichini che riproducono la scena di un doloroso crimine passato. L’ex commissario Balistreri dovrà mettersi di nuovo a lavoro, per cercare di risolvere quella che forse sarà la sua ultima indagine.

 

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Attraverso uno stile fluido e coinvolgente, Roberto Costantini riesce ancora una volta a catapultare il lettore in una scena del crimine ricca di suspense e di colpi di scena inaspettati. È un vero e proprio giallo, in cui il linguaggio è scorrevole, i ritmi ben cadenzati, e i  protagonisti sono tutti ben delineati, persino quelli secondari. È un romanzo che si legge tutto d’un fiato nelle sue oltre seicento pagine. Molto interessante è la delineazione che Costantini fa delle figure femminili presenti, che può essere condivisa o meno, ma che fa comprendere come meritocrazia e bravura non sempre vadano di pari passo, soprattutto quando a dover eccellere su un uomo è una donna. Troviamo infatti personaggi femminili disposti a tutto pur di far carriera e di avanzare nella scala sociale, persino a usare il proprio corpo, o donne incattivite dalla vita e pronte a vendicarsi senza scrupoli di coscienza su chi ha fatto loro del male.

Una vecchia indagine tormenta il commissario Balestreri. “Da molto lontano” di Roberto Costantini

Dall’inizio del romanzo alla seconda parte avviene un lungo salto temporale nel quale i punti di vista della narrazione cambiano. Se nella prima parte è lo stesso Michele Balistreri a narrare in prima persona le vicende, nella seconda ritroviamo una voce narrante in terza persona, come se il commissario avesse deciso di prendere le distanze dal presente e osservasse tutto da un’altra prospettiva, quella di un narratore da molto lontano appunto. Balistreri è un personaggio che difficilmente può essere dimenticato. È un uomo che lotta non solo contro criminali e assassini, ma principalmente contro se stesso, contro un male che lo divora dentro e che rischia di risucchiarlo. Nel corso degli anni avviene in lui un cambiamento: da uomo amante delle avventure e delle donne, ritroviamo un uomo invecchiato nel corpo e nell’anima.

«Da quando aveva smesso di essere un poliziotto, era come se avesse deciso che spiegarsi era inutile: chi lo conosceva non aveva bisogno di parole, e quanto al resto del mondo… meglio da molto lontano».

Una vecchia indagine tormenta il commissario Balestreri. “Da molto lontano” di Roberto Costantini

Balistreri trascina con sé un pesante fardello di ricordi dolorosi che lo hanno cambiato profondamente, difficili da affrontare e che per tale ragione preferisce soffocare, fino a quasi dimenticarli, tanto è che in lui comincia a manifestarsi una sorta di precoce amnesia retrograda. «L’attività quotidiana può frenare il giudice di noi stessi e attenuare i sensi di colpa, specialmente se la nostra attività ci fa sentire più giusti».

 

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Balistreri dava la caccia agli assassini, ma dopo che è andato in pensione la sua mente «ha dovuto cambiare lentamente metodo per combattere il suo terribile giudice interiore». È un uomo che non è ancora in pace con se stesso e che con ogni probabilità non lo sarà mai.

Dal 1990 al 2017 avviene un salto temporale che permette di gettare uno sguardo anche su tutta una serie di avvenimenti che hanno segnato la vita del nostro paese. Dalle scoperte tecnologiche, sono infatti gli anni in cui appaiono i primi telefoni cellulari («I nuovi telefoni cellulari senza fili, tascabili, può portarli sempre con sé ed essere raggiunto dovunque»), allo scandalo di tangentopoli e alla corruzione politica. Roberto Costantini dimostra che le cose non sono mai cambiate e mai cambieranno realmente. La corruzione muta veste, mascherandosi di un falso perbenismo, ma in realtà è presente oggi quanto ieri così come lo sarà in futuro.


Per la prima foto, copyright: Dylan Freedom su Unsplash.

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