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“Una felicità imperfetta” di Tina Seskis

Tina Seskis, Una felicità imperfettaUna felicità imperfetta di Tina Seskis è uno di quei libri che non si dovrebbe esitare a definire un “caso letterario”. Uscito nel nostro Paese a fine maggio per i tipi di Mondadori, all’interno della collana Omnibus, e tradotto da Cristina Cortellaro, il romanzo della Seskis è giunto in Italia portandosi dietro un’eredità importante.

One Step Too Far, questo il titolo originale di Una felicità imperfetta, vide la luce, infatti, nell’aprile del 2013, autopubblicato dalla sua autrice come e-book sulla piattaforma Kindle. In pochissimo tempo balzò in testa alle classifiche di vendita su Amazon; seguì dunque, a stretto giro di posta, un’edizione Kirk Parolles, in formato paperback, anch’essa finita con grande rapidità nelle top list di vendita. E il resto è storia, si potrebbe dire, se non fosse opportuno segnalare la cessione dei diritti di traduzione in numerosi Paesi del mondo e la pubblicazione da parte di Penguin nel Regno Unito, nel novembre 2013 in formato elettronico, e nell’aprile 2014 in versione tascabile, e quella, prevista negli Stati Uniti per il 27 gennaio 2015, con il prestigioso marchio William Morrow, storica casa editrice appartenente al gruppo HarperCollins Publishers.

Tina Seskis è il prototipo della perfetta sconosciuta, cresciuta nella contea di Hampshire e che, dopo la laurea, si è barcamenata tra molti lavori diversi, sino ad arrivare al mondo del marketing. Una felicità imperfetta racconta una storia che potrebbe appartenere alla vita di chiunque, o quasi, e che potrebbe essere narrata da un qualunque telegiornale. Emily Brown (Coleman “negli ultimi cinque anni”) è una donna giovane, in carriera, con un matrimonio felice, almeno in apparenza, oltre a una bella casa e un figlio adorabile. Una mattina, però, Emily decide, di punto in bianco, di svegliarsi prima di tutti, vestirsi, prendere dei soldi e l’essenziale da mettere in borsa, e avviarsi alla stazione di Manchester. Accanto e dentro di lei, un fantasma che sembra perseguitarla, quello della sorella gemella Caroline. Diventa presto evidente che, come nelle migliori famiglie (ma anche nei “migliori” romanzi), c’è un segreto che lega Emily e Caroline e che rappresenta qualcosa da cui fuggire, alla ricerca di una vita completamente diversa, sempre che sia possibile.

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Tina SeskisIl numero di pagine, non troppo ridotto; la storia, allettante sin dalle prime battute, almeno a livello superficiale, e che strizza l’occhio a certe produzioni televisive seriali, sono elementi che fanno del romanzo di Tina Seskis un congegno perfetto, in particolare per un pubblico femminile e di letture leggere. In questo senso, infatti, sarebbe disonesto non evidenziare i legami, di scrittura (seppur considerando il passaggio dall’inglese all’italiano) ma anche di struttura e di focalizzazione, con certa chick-lit recente, seppur cambiata di segno con grande decisione. Emily parla in prima persona, cercando sin dall’incipit l’empatia da parte di chi legge la sua storia e, più che dimostrare, con azioni e parole, le proprie motivazioni, il proprio background, parla di esso. D’altro canto, alle sezioni incentrate sulla “fuga” di Emily fanno da contraltare i capitoli, narrati al passato remoto e in terza persona, nei quali si manda avanti, in verità con una certa lentezza, la trama, soprattutto attraverso dei flashback.

La coagulazione di tutti questi elementi, strutturali, stilistici, di trattamento dei personaggi, fa sì che Una felicità imperfetta presenti vaste aree nelle quali il racconto si adagia e perde di mordente, diluito in una “forma” che avrebbe tratto di sicuro giovamento da una minore estensione e, dunque, da una maggiore rapidità di presentazione degli eventi.

I capitoli si succedono a ritmo sostenuto e, proprio per questo, spesso il romanzo della Seskis è stato indicato in ambito anglosassone con la locuzione turning page debut. Per non rimanere delusi, è essenziale non andare alla ricerca di particolari approfondimenti psicologici o complesse metafore o, ancora, allegorie inedite e illuminanti. Una felicità imperfetta è “only fun”, se volessimo usare una formula felice con la quale Stephen King definì i romanzi con protagonista Harry Potter; in questo caso, però, sarebbe bene usarla con maggiore attenzione.

Emily Brown non entrerà per sempre nei nostri cuori, con tutta probabilità, né ce ne ricorderemo a lungo. Taluni, però, potrebbero passare delle ore piacevoli. Vuole essere questo e nulla più, Una felicità imperfetta di Tina Seskis; e non è detto che sia per forza un male.

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