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Una discesa negli inferi. Il viaggio di “L’altro addio” di Veronica Tomassini

Una discesa negli inferi. Il viaggio di “L’altro addio” di Veronica TomassiniCon L’altro addio (Marsilio, 2017) Veronica Tomassini torna ai suoi esordi letterari (ricordate Sangue di cane? Raccontava dell’amore di una donna per un giovane polacco). In questo nuovo romanzo il grande protagonista è sempre quest’uomo venuto dalla Polonia: la sua è una vita di rapine, di soldi facili da spendere nei locali più alla moda, con le donne più belle del Paese. Tuttavia è poi costretto a fuggire in Italia, dove lo attendono prospettive ben diverse, fatte di strade, parchi, dormitori e infine la tubercolosi e il ricovero in sanatorio. Ed è proprio qui che lo ritrova la sua donna, la seconda moglie, l’italiana che lui ha abbandonato (insieme al figlio) per tornarsene per un breve periodo in Polonia e poi, di nuovo, per le strade d’Italia. È lei a raccontare la caduta di quest’uomo, la sua terribile resa a un demone atroce e implacabile: l’alcol.

Se Sangue di cane «è la storia dell'amore impossibile – e tuttavia inevitabile, essenziale – tra una ragazza della città visibile e un uomo della città invisibile», ne L’altro addio la storia si ripete. Ci sono sempre una donna (una giornalista siracusana) e quest’uomo votato all’auto-distruzione: quello di Tomassini è un romanzo struggente, dove la commozione nasce non solo dalla miseria di cui lui è vittima, ma anche dalla delicatezza e dall’infinito amore con cui la voce narrante testimonia la discesa nell’abisso. Ad accompagnarlo in questo viaggio negli inferi è un gruppetto di sventurati, molti dei quali stranieri, alcuni a loro volta polacchi. Uomini e donne con alle spalle una vita semplice, ma in un certo senso dignitosa, che in Italia hanno trovato il loro piccolo inferno quotidiano, a cui cercano di sopravvivere ubriacandosi, prostituendosi, abbruttendosi miseramente fino a dimenticare se stessi e la tremenda nostalgia per il loro Paese.

 

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Una discesa negli inferi. Il viaggio di “L’altro addio” di Veronica Tomassini

Gli sfortunati protagonisti de L’altro addio diventano, pagina dopo pagina, il simbolo di un’intera nazione tradita. C’è Mariusz, proprietario di un piccolo podere, affezionato alla sua terra e ai suoi animali, trovato morto ai piedi di un cassonetto. C’è Crystina, una donna bella, forte, appassionata, che in Polonia aveva fatto la marcia di Solidarność e che in Italia aveva scelto la strada e la prostituzione, fino a un tragico epilogo, pressoché inevitabile per un essere umano ormai senza speranza né futuro. Con Mariusz e Crystina si muovono altri relitti umani, stipati in case occupate e altri alloggi di fortuna, che sperano in un pasto alla Caritas e in pochi soldi da spendere in alcolici.

 

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Non basta l’amore della donna italiana per salvare il polacco, né il figlio che hanno avuto dalla loro storia: non basta la prospettiva di un domani diverso, perché i demoni personali e una maledetta tristezza che non abbandona mai hanno ormai preso il sopravvento. La voce narrante si perde nel ricordo di un grande amore, in grado di far soffrire e prostrare: forte è il sentimento per quest’uomo che si è arreso alla strada e all’alcolismo, un individuo che, ne siamo certi, combatterà una battaglia contro se stesso e il mondo fino alla fine dei suoi giorni. I chiari riferimenti autobiografici presenti nel testo rendono la storia di Tomassini ancor più emozionante e capace di toccare l’animo dei lettori, che non possono non provare un forte senso di empatia per il protagonista e i suoi connazionali, gente dell’Est tradita nei sogni e nelle aspettative.

Una discesa negli inferi. Il viaggio di “L’altro addio” di Veronica Tomassini

Il romanzo non è una lettura facilissima. L’argomento trattato è complesso: l’autrice ci racconta di un manipolo di disperati socialmente emarginati, per molti dei quali la prospettiva è la morte. È difficile accettare una realtà tanto dura, narrata, tra l’altro, senza filtri e in maniera lucidissima, quasi spietata. Eppure L’altro addio è bello, intenso e si legge con una certa rapidità, nonostante un linguaggio abbastanza ricercato e un racconto che è soprattutto un lungo viaggio all’interno di un’esistenza sfinita, più che una storia con un’azione ben definita o particolari colpi di scena.

 

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Con L’altro addio Veronica Tomassini ha certamente confermato le sue abilità nella scrittura e una certa sensibilità nel descrivere le vite ai margini della società.


Per la prima foto, copyright: Giovanni Randisi.

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