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Un viaggio nella Sacra Corona Unita. “Malapuglia” di Andrea Leccese

Un viaggio nella Sacra Corona Unita. “Malapuglia” di Andrea LecceseMalapuglia di Andrea Leccese, edito da Castelvecchi, descrive l’attecchire del fenomeno mafioso conosciuto in Puglia come Sacra Corona Unita in evidente ritardo rispetto alle altre regioni del sud Italia. Lo scrittore ci presenta l’argomento trattato con un esordio che anticipa al lettore ciò di cui si parlerà: per far ciò, Leccese utilizza una citazione di Luciano Violante, emblematica ma combaciante con la linea della narrazione:

«La mafia pugliese è anomala rispetto alle altre. In Sicilia, Calabria e Campania le organizzazioni sono storiche, hanno tradizioni e origini che affondano le loro radici nella storia politica ed economica della regione in cui operano. La vicenda pugliese rappresenta invece un classico caso di utilizzazione mafiosa di un territorio originariamente non mafioso e di ‘mafiosizzazione‘di una criminalità priva di tradizioni, ma che è stata rapida nell’assimilare le caratteristiche proprie delle organizzazioni mafiose storiche».

 

Gli anni Ottanta sono anni importanti e indicativi di uno sviluppo economico che andava lentamente ma progressivamente estendendosi dalle regioni settentrionali a quelle meridionali. La cultura mafiosa pugliese inizia a svilupparsi proprio intorno a questi anni, avviandosi a un processo di emulazione e ispirandosi alle associazioni criminali storiche. L’euforia per il progresso imminente sia dal punto di vista economico che, di conseguenza, della qualità di vita, crea una patina nebulosa che impedisce di scorgere ciò che in realtà risulta esplicito: la nascita di una quarta associazione mafiosa. Le istituzioni e la politica dapprima negano l’esistenza così radicata di una nuova organizzazione malavitosa affiancata alle già note ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra. Il negazionismo induce a non rendersi conto che questo tipo di organizzazione è sì giovane, ma anche dotata di spiccate capacità imprenditoriali oltre che pericolosa come le altre storiche compagne che l’hanno preceduta.

 

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Lo scrittore ripercorre in questo volume i capisaldi della storia dell’efferato crimine pugliese, descrivendone le peculiarità e analizzandone le differenze in riferimento e paragone alle altre organizzazioni criminali. Leccese chiarisce in modo meticoloso come la mafia pugliese risulti essere anomala rispetto alla ‘Ndrangheta, alla Camorra e a Cosa Nostra.

La Sacra Corona Unita pugliese, infatti, non si presenta come una organizzazione omogenea e compatta, un tempo capeggiata da Giuseppe Rogoli; piuttosto, quello che un tempo era un volto unitario è ora rappresentato come un’associazione di gruppi criminali con diverse formazioni localmente stanziate. Le mafie pugliesi sono quindi punteggiate in tutta la regione, ognuna con un proprio percorso, obiettivo e una propria formazione che le distingue le une fra le altre. Andrea Leccese, quindi, sottolinea come sia più consono e corretto parlare di mafie pugliesi, piuttosto che di un’unica tipologia di organizzazione mafiosa; in prima linea troviamo la mafia foggiana, quella più subdola e insidiosa così come la descrive lo scrittore. La mafia foggiana non possiede però la stessa dimensione economica delle altre due associazioni che hanno raggiunto, invece, le altre organizzazioni mafiose di livello storico. Si parla della mafia salentina e della mafia barese. L’autore salentino si sofferma maggiormente sulla malavita barese da lui ritenuta più insidiosa.  Entrambe, tuttavia, hanno scelto di agire e operare nel sottosuolo della criminalità, puntando a piccoli reati che creano minor scalpore e utilizzando la strategia del silenzio per volgersi invece ad affari più importanti con l’intento di attirare di meno l’attenzione pubblica.

Un viaggio nella Sacra Corona Unita. “Malapuglia” di Andrea Leccese

L’opera racconta i momenti più importanti legati alla cronistoria e all’ evoluzione che portò alla nascita della mafia in una delle regioni ritenuta, fino a quel tempo, incontaminata dal punto di vista malavitoso; scopo e obiettivo del volume che Leccese tenta di prefiggesi è proprio quello che il racconto e la narrazione di tali eventi possano essere volti a un contrasto della stessa organizzazione.

Lo scrittore racconta poi di come lo sviluppo economico contribuì alla genesi e a alla proliferazione di quella che, in Puglia, sarebbe poi diventata la Sacra Corona Unita, organizzazione mafiosa con una capacità imprenditoriale più che sviluppata.

L’autore analizza come combattere il fenomeno mafioso, partendo certamente dal recupero delle ricchezze accumulate negli anni in modo illecito. Lo Stato dovrebbe promuovere modelli educativi di sviluppo che allontanino i giovani il più possibile da azioni illecite. Da un’intervista fatta all’autore si evince come lo scopo principale nonché movente di raccogliere storie, nozioni e cronologie di un’associazione mafiosa così diversificata e stanziata al contemp, sia la necessità di rispondere a un fenomeno di sottovalutazione della stessa, che spinge Leccese a impegnarsi in una vera e propria ricerca antropologica, creando una sorta di zibaldone territoriale sulle cosche mafiose della sua terra.

La non esistenza di libri e materiale sulle mafie pugliesi è per lo scrittore un chiaro sinonimo di sottovalutazione del caso. E la sottovalutazione è sintomo di un’impunità per i boss e per coloro che nuotano voraci nel mare della criminalità. Tutto questo non ha fatto altro che far giungere queste organizzazioni malavitose a rafforzarsi e consolidarsi. La maggior parte di questi collegamenti teorici che all’apparenza possono sembrare banali o poco importanti portano a un dato di fatto: i forti poteri attrattivi di queste organizzazioni, nei confronti dei giovani, a volte anche minorenni. Una problematica sollevata anche dalla Commissione Parlamentare Antimafia, sin dagli anni Novanta, che è un palese campanello di allarme. I giovani menzionati non provengono sempre da tessuti sociali disagiati o da famiglie poco perbene; il potere attrattivo si snoda anche fra i giovani della piccola e media borghesia, affascinati, magari, dal guadagno facile.

Un viaggio nella Sacra Corona Unita. “Malapuglia” di Andrea Leccese

Caratteristica principale delle mafie pugliesi è proprio questo potere seduttivo che esercitano nei confronti dei ragazzi. La mafia pugliese nasce come reazione dei malavitosi pugliesi alle mire della camorra cutoliana capeggiata da Raffaele Cutolo, che auspicava di espandere il suo territorio. Attraverso un’emulazione delle altre organizzazioni criminali storiche e un’unione pattuita con la ‘Ndrangheta calabrese, che, a differenza della Camorra non voleva colonizzare il territorio, né esercitarne il potere assoluto, quanto piuttosto aveva bisogno di alleati sul territorio. La Puglia era la via perfetta per gli smistamenti o i traffici illeciti nei Balcani. Dietrologie, complotti, politiche interne che in pochi potevano conoscere o riconoscere, sicuramente.

 

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Malapuglia di Andrea Leccese è un manifesto che attraverso la scrittura e le fonti documentate dall’autore funge da lente di ingrandimento permettendo di scorgere in modo minuzioso e capillarelo stile delle associazioni mafiose, spiegando le dinamiche di ramificazione della mafia in Puglia.


Per la prima foto, copyright: Hugo Zlotowski su Unsplash.

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