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Un thriller sul lago di Como. “Il gioco del silenzio” di Rob Keller

Un thriller sul lago di Como. “Il gioco del silenzio” di Rob KellerRob Keller debutta in libreria il 24 settembre 2019 con il thriller Il gioco del silenzio, edito da Dea Planeta.

Una premessa necessaria è che Rob Keller è nato sul lago di Como, dove ha vissuto per oltre quarant’anni, e che ha lavorato a lungo come mastro orologiaio. Il gioco del silenzio è ambientato proprio in questi mistici luoghi, più precisamente a Cadenabbia, e gli orologi sono una costante, un elemento fondamentale della storia.

Cristina Marinoni, meticolosa e stimatissima criminologa, sì è da qualche tempo presa una lunga pausa dal lavoro per occuparsi di suo figlio, Leone, affetto da un disturbo di iperattività. La verità è che l’ultimo caso che la donna ha affrontato ha avuto per lei un epilogo devastante. Nel corso della storia Keller concede al lettore una sorta di spiegazione, ma questa risulterà sempre molto vaga, quasi di libera interpretazione; alla fine, la verità sul perché Cristina abbia davvero lasciato il lavoro non verrà mai esaustivamente spiegata. La donna si dedica quindi alla propria casa e alla propria famiglia, composta – insieme al figlio – dal marito Lorenzo, ricercato drammaturgo.

 

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La vita scorre apparentemente tranquilla per Cristina, che vive ormai a Milano da diversi anni, ma è una tranquillità ottenuta attraverso piccole ossessioni quotidiane: la donna segue una rigida tabella giornaliera, appunta ogni cosa, si crea come un altarino fatto di rituali e minuziosità.

Un giorno, il telefono di Cristina squilla e tutte le abitudini si sgretolano davanti ai suoi occhi: suo zio Francesco, al quale lei era molto legata, si è suicidato. Oltre alla dolorosa perdita, la donna sa che questo avvenimento porterà al suo ritorno a Cadenabbia, un luogo dai contorni oscuri che affaccia sul lago di Como. Tornare lì e ritrovare il padre Alessandro, con cui ha sempre avuto un rapporto controverso, non sarà affatto facile per lei e la sua famiglia.

«Cadenabbia era un minuscolo paesino affacciato sul lago, circondato da splendide ville da cui si poteva ammirare il promontorio di Bellagio, raggiungibile con il traghetto in una manciata di minuti. I turisti, soprattutto d’estate, inondavano l’intera Griante e occupavano le ville che per il resto dell’anno rimanevano sfitte. Poche persone, infatti, si potevano permettere di abitare in quelle zone, a meno che non scegliessero di fare i pendolari, non lavorassero nei lussuosi alberghi della zona o non avessero una cospicua rendita. Il padre di Cristina non apparteneva a nessuna delle tre categorie. Lui lavorava per i Radlach.»

 

I Radlach sono la famiglia più ricca e influente della zona. Alessandro lavora per loro come mastro orologiaio. Insieme a lui, il fratello Francesco e la moglie Angela prestavano servizio alla villa. Come Francesco, Angela morì suicida, lasciando soli la figlia appena adolescente e un marito devastato.

Cristina non ha mai avuto buoni rapporti con la famiglia Radlach; in quanto figlia dei domestici, ha subito le angherie di Odessa e Riccardo, figli di Martin e Stella Radlach. Anche quest’ultima, a volte, sembrava disprezzarla. Sono Nicholas, il figlio maggiore, sembrava trattarla con affetto.

Un thriller sul lago di Como. “Il gioco del silenzio” di Rob Keller

Se da bambina Cristina fu quindi vittima della cattiveria di chi si è sempre sentito superiore a lei, da adulta la donna non può che chiedersi se la famiglia che comanda su Cadenabbia non sia altro che un concentrato di cattiveria, intrighi e oscuri segreti. Scopriremo, ovviamente, che i pensieri di Cristina rispecchiano la realtà.

Nel complesso, Keller costruisce un thriller scorrevole, ma che non lascia il lettore pienamente soddisfatto; da alcune vicende che non verranno del tutto spiegate – e spesso non influenti ai fini della trama – a un finale decisamente prevedibile, Il gioco del silenzio – che ha un’impronta da fiction – appare come un esperimento non del tutto riuscito, lascia l’amaro in bocca.

 

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Ogni personaggio ha una propria storia, e Keller le approfondisce tutte. Nonostante la prevedibilità delle vicende principali, l’autore riesce a tenere il lettore sulle spine. Molto suggestive le descrizioni di Cadenabbia e del lago; apprezzabili anche le leggende che spesso trovano spazio tra le pagine del romanzo, raccontate quasi sempre dalla vecchia Miriam, sorella di Martin Radlach.

Sicuramente, dopo la lettura, viene voglia di visitare questi luoghi pieni di mistero!


Per la prima foto, copyright: marco forno su Unsplash.

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