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Un thriller davvero insolito e tutto da gustare. “L’istante presente” di Guillaume Musso

Un thriller davvero insolito e tutto da gustare. “L’istante presente” di Guillaume MussoL’istante presente (La Nave di Teseo, traduzione di Sergio Arecco) è un romanzo di Guillaume Musso, tradotto in italiano e uscito nelle nostre librerie nel novembre del 2019, sebbene sia stato scritto nel 2015. Quindi, cronologicamente è stato realizzato prima de La vita segreta degli scrittori, anch’esso da me recensito in un articolodi questo blog, ultima effettiva fatica letteraria del 2019 da parte dello scrittore francese.

Come tutti i libri di Musso, L’istante presente è un thriller ben congegnato, che si fa avvincente in virtù di un’avviluppante carica di suspense di cui le 328 pagine sono intrise, sebbene l’autore abbia maggiormente puntato su sfaccettature del genere fantasy e mistery.

Per lo scrittore, nativo di Antibes, si tratta di una conferma del proprio talento letterario, visto che questo romanzo ha venduto oltre due milioni di copie nel mondo. Sicuramente un bell’esempio in cui qualità e quantità si coniugano. Buon per il lettore che viene abbacinato e coinvolto dalle sue storie e dalla cifra stilistica del suo lavoro. Non ci si annoia assolutamente nella lettura di tale thriller, da cui ci si fa rapire fino a quasi perdere la “dimensione temporale”. La prosa di Musso e le trovate originali della storia catturano il lettore, che sembra quasi vivere in presa diretta quello che di particolare accade al protagonista della vicenda, Arthur Costello.

 

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La storia prende le mosse a partire dalla primavera del 1991 ed è ambientata negli States, principalmente tra Boston e New York, dove tra l’altro lo stesso Musso ha vissuto da giovane, come si evince leggendo la sua biografia, luoghi che lo scrittore dimostra di conoscere bene grazie alle descrizioni particolareggiate. Tutto nasce da un’eredità particolare che il padre, noto chirurgo, lascia al figlio Arthur, giovane medico americano, un qualcosa che si tramanda di generazione in generazione nel corso degli anni: un faro, chiamato 24 Winds Lighthouse (il faro dei 24 venti) e relativa casetta, ubicati in un’esclusiva località della costa orientale americana, Cape Cod. Per acquisire tale lascito, Arthur deve sottostare a due condizioni poste dal padre nella fase burocratica del testamento: la prima è quella di non vendere mai la proprietà, la seconda è di non aprire mai la porta di acciaio, coperta da un solido muro, che si trova nascosta nella cantina della casetta. Ma, si sa, l’occasione rende l’uomo ladro, come evocava il maestro Oscar Wilde con la nota massima «Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni», per cui il giovane Arthur incarna lo spirito trasgressivo insito nell’aforisma dello scrittore inglese cedendo alla curiosità, anche indotta dal padre. Da qui parte lo “spin” della trama vorticosa, piena di allegorie, segreti e svelamenti, di cui non faremo spoiler per lasciare al lettore il classico “flavour” al fine di avvicinarsi alla lettura di questo libro che non tradirà le aspettative.

Un thriller davvero insolito e tutto da gustare. “L’istante presente” di Guillaume Musso

Arthur Costello vivrà tanti accadimenti nel corso della storia, in cui avrà contezza dell’amore vero vivendo un’intensa passione con Lisa, una ragazza piena di charme con ambizioni nel mondo della moda e della recitazione. Quello dell’amore e dei rapporti interpersonali che mutano nel tempo è uno dei temi trattati da Musso nel thriller, dove però in filigrana si percepisce anche il riferimento al tema del tempo che passa inesorabile e all’incapacità di viverlo con pienezza, in tutte le sfaccettature e declinazioni, proprio in quell’istante presente, che ci riporta in mente l’hic et nunc di oraziana memoria.

Un thriller davvero insolito e tutto da gustare. “L’istante presente” di Guillaume Musso

Il gusto della scoperta attraverso il gesto di aprire quella “porta misteriosa” da parte di Arthur può essere interpretato come la sete di conoscenza e curiosità insita nell’uomo, all’insegna di una serendipità che sembra farsi beffe degli schemi di una vita pianificata in ogni singolo istante. Arthur si trova catapultato a vivere la propria vita a velocità siderale, in una trasposizione quasi onirica, e a scoprire cose di sé come la resilienza a situazioni limite, alla ricerca dei veri affetti e della felicità. In questo il lettore può immedesimarsi nel protagonista, magari divertendosi a scovare citazioni o reconditi riferimenti con altre storie del panorama letterario o cinematografico.

 

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Come in ogni buon thriller non mancano i colpi di scena oltre che i cambiamenti di prospettiva, e anche in quest’ambito Musso si rivela un fine dicitore, che riesce a toccare le corde del lettore, per farlo palpitare e pensare, allo stesso tempo, con il suo Arthur di fronte alla roulette della vita e ai codici per interpretarne il senso fuggevole. Nello scorrere delle pagine, Musso è abile a creare un magico gioco di specchi e illusioni che rappresentano il sale di questo thriller davvero insolito e tutto da gustare, in un finale che l’autore ci ha voluto regalare come in una sorta di “tempi supplementari” di una partita di Champions League, dove tutto può ancora accadere fino all’ultimo “istante”, quello “presente”.


Per la prima foto, copyright: Keith Luke su Unsplash.

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