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Un thriller da sapore giapponese. “Sei quattro” di Hideo Yokoyama

Un thriller da sapore giapponese. “Sei quattro” di Hideo YokoyamaA un primo sguardo, il romanzo del giapponese Hideo Yokoyama sembrerebbe appartenere alla categoria dei romanzi mattone. Si parla della lunghezza, naturalmente. Perché come contenuto Sei quattro possiede un fascino singolare, tipico dell’Oriente, delle terre lontane ancorate alle tradizioni millenarie che vivono in perenne contraddizione in termini, se nel calderone culturale si inserisce l’avanguardia tecnologica. Tradotto in italiano da Laura Testaverde, per Mondadori, il bestseller nelle classifiche giapponesi fa parte della categoria narrativa delle crime-story. Ci sono i destini di due giovani ragazze a fungere da collante per la storia: una è la figlia di Mikami Yoshinobu, il capo ufficio stampa della polizia di D, e l’altra è Amamiya Sh Oko, rapita quattordici anni prima degli eventi raccontati.

È una crime-story dai ritmi decisamente diversi da come se li immagina il solito appassionato del genere. Forse è per via della storia stessa, volta a svelare aspetti inattesi della società giapponese, oppure è l’indole dei cittadini di quelle terre a creare anime poco portate al sentimentalismo. E thriller poco inclini a sviscerare ogni aspetto della psiche del cattivo, del buono e della vittima. Difficile pronunciarsi al riguardo in modo definitivo. Certo è che, nonostante Yokoyama spezzi i legami con le tradizionali regole del thriller, l’effetto è più che godibile.

 

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Un thriller da sapore giapponese. “Sei quattro” di Hideo Yokoyama

Per apprezzarlo appieno, però, serve superare le prime cento pagine in cui il lettore è invitato ad ambientarsi nella realtà descritta. A onor del vero, la prima scena cattura profondamente l’interesse aprendosi, in medias res, con Mikami Yoshinobu e sua moglie, Mikami Minako, pronti a identificare un cadavere che corrisponde alla descrizione della loro figlia. Non è lei, però. Al ritorno da questo infelice dovere, vediamo Mikami Yosinobu alle prese con la stampa locale inferocita perché la polizia ha deciso, per conto suo, di tacere il nome del responsabile di un’infrazione stradale che ha portato in coma un anziano. La scena, di per sé, potrebbe apparire di poca importanza, eppure ha la capacità di incunearsi nella mente e far riflettere il lettore, cercando, inevitabilmente, il paragone con la sua cultura di appartenenza. L’obiezione dei giornalisti è sottilmente sorprendente: tacere il nome del responsabile, dicono, lascia spazio al dubbio che si voglia insabbiare, per proteggere, il nome di qualcuno di importante. È incinta la donna che ha investito l’anziano, è la replica del capo ufficio stampa. Divulgare il nome, potrebbe causare un trauma emotivo alla donna nel leggere i giornali. Sorprende l’attenzione nei confronti dei sentimenti, perché il narratore non sembra essere molto interessato a quelli dei personaggi. Sorprende e insospettisce. E l’episodio appare come un piccolo specchio d’acqua in cui si riflette l’intero nocciolo della narrazione.

Un thriller da sapore giapponese. “Sei quattro” di Hideo Yokoyama

Ci sono due destini, due giovani donne, due scomparse. Una di loro è vittima di un rapimento avvenuto quattordici anni prima. Si tratta del caso Sei quattro e di qualcosa di più intricato del solo rapimento. Corruzione e insabbiamenti fanno da retroscena a questo intrigante thriller nipponico.

 

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Stilisticamente, Yokoyama è asciutto, senza fronzoli, anche nella sintassi va al sodo, proprio come nel descrivere i pensieri di Mikami. Sebbene sia scritto in terza persona, il narratore fornisce solo la visione del capo ufficio stampa della polizia di D. Dal punto di vista strutturale, invece, torna molto utile l’elenco dei nomi della moltitudine dei personaggi che interagiscono magistralmente all’interno del romanzo.

In aggiunta a tutto il piacere che il thriller sa regalare – il finale, a differenza di quanto ci si aspetti, è un vero colpo di scena –, vi è, tra le pagine di Sei quattro, un delizioso insieme imperdibile di dettagli che rivelano alcune curiosità genuine legate alla cultura giapponese.

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