Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Un omicidio in periferia a Torino. “La vita è un cicles” di Margherita Oggero

Un omicidio in periferia a Torino. “La vita è un cicles” di Margherita OggeroTratteggiando un quadro poco confortante e piuttosto degradato, con La vita è un cicles (Mondadori) Margherita Oggero ci mostra uno dei volti meno piacevoli di Torino, quello delle periferie governate da criminalità, clandestinità ed evasione fiscale. Eccoci a fare i conti con un giallo pieno di voci, ma con scarse certezze: il corpo di un uomo irriconoscibile, per via della testa spappolata da un proiettile, ritrovato in uno dei peggiori bar della città piemontese, l’Acapulco’s, è il motore che dà avvio alle indagini. La squadra investigativa procede a tentoni, brancolando nel buio e cercando di arrabattarsi orientandosi tra le parole del proprietario del bar, del suo piuttosto ignorante figlio Gerry e del loro pressoché geniale “dipendente”, Massimo. Giovane brillante laureato in Lettere, Massimo è costretto a sbarcare il lunario facendo delle ripetizioni e lavorando in nero prima per l’Acapulco’s, e poi diventando il “badante” del cavalier Leonardo Galilei. Teso fra una storia d’amore finita e un interesse nascente per l’affasciante e sfuggente Gilda, egli vive la questione dell’omicidio con la pesantezza di chi si ritrova coinvolto in qualcosa di spiacevole pur non c’entrando nulla. Sarà proprio lui a spingere Gerry, ritratto in beghe personali e familiari e aiutato dalla giovane Sabrina, a fare una testimonianza che sarà la chiave di volta del libro.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Ogni capitolo è suddiviso in vari sotto-paragrafi nei quali i protagonisti, con i loro pensieri e le loro vicissitudini, sono presentati a rotazione. Purtroppo, però, La vita è un cicles non sempre riesce a soddisfare i requisiti necessari alla buona riuscita di un romanzo giallo. Gradualmente si vengono a scoprire notizie più dettagliate sul morto, sulla sua famiglia, fino a raggiungere il responsabile del delitto: tutto questo avviene con una certa mancanza di pathos. Ci si trova a finire il libro con atteggiamento distaccato. La dinamica non è abbastanza stringente, la trama fatica a risultare accattivante, i personaggi ci sono perlopiù indifferenti. Da un giallo ci si aspetterebbe maggiore suspense: nonostante l’omicidio, invece, non ci si sente coinvolti in una tensione dominante. Il cuore di un giallo, il picco a cui tutto il libro dovrebbe tendere a mo’ di climax ascendente, ovvero il finale, è abbozzato troppo velocemente.

Un omicidio in periferia a Torino. “La vita è un cicles” di Margherita Oggero

Il personaggio di Massimo, che potrebbe essere il più meritevole e interessante, non è ben riuscito. Si sente tutta la carica impostata dei suoi pensieri, farciti di citazioni letterarie, considerazioni ed elucubrazioni da genialoide disilluso dalla vita, che non trasmettono nessuna sensazione di credibilità. Il ragazzo ci appare “costruito”, si avverte a ogni frase tutto l’intento della scrittrice di farlo emergere come carattere brillante: lo sforzo neutralizza ogni possibilità di naturalezza. Il risultato è stridente. Invece di immergerci nella personalità di Massimo, Margherita Oggero fa, ahimè, emergere se stessa, non lasciando spazio ad altro che alla percezione del suo impegno nel “forgiare” questo personaggio, che collassa rovinosamente.

La tecnica narrativa è caratterizzata da una serie di paragrafi dove ogni volta ha voce un personaggio differente, fatto che concorre a determinare una rappresentazione caotica, perché questi paragrafi sono troppo brevi e non sviluppati in maniera adeguata. La scrittura in sé è rischiosa: punteggiatura usata con standard diversi da quelli canonici a separare la voce del narratore da quelle dei protagonisti e dai loro pensieri; uso della terza persona e della prima persona alternato senza chiara distinzione. Non è l’osare il problema (anzi, farlo può essere la chiave), ma è l’osare senza bussola. La narrazione di La vita è un cicles sembra uno scialbo tentativo di emulare un qualche stream of consciousness. Quando si intraprende una strada del genere, però, bisogna essere adeguatamente corazzati per reggere il confronto con chi, del flusso di coscienza, è maestro, altrimenti è meglio lasciar perdere: il rischio dello schianto è troppo grosso.

Un omicidio in periferia a Torino. “La vita è un cicles” di Margherita Oggero

Inoltre, risulta di difficile comprensione il motivo per il quale l’autrice abbia inserito nel romanzo delle lunghe digressioni sul tentativo fallimentare del commissario Gianmarco Marinetto di riallacciare un rapporto con l’ex fidanzata: è un racconto che resta separato dalla vicenda principale e che non è nemmeno particolarmente interessante in sé. Un’inutile parentesi, piuttosto noiosa.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Giunti alla fine della lettura ci si chiede: qual è il senso o il messaggio di questo libro? La risposta fatica ad arrivare. E questo potrebbe starci, se a fare da contraltare ci fosse una struttura adeguata, ma il problema sta proprio qui. La vita è un cicles non ha, purtroppo, la forza di un buon romanzo giallo, perché non è sufficientemente intrigante, e Margherita Oggero non è dunque riuscita a pieno nella sua impresa.


Per la prima foto, copyright: cristiano caligaris.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.