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Un giallo classico con un solido intreccio. “La regola del lupo” di Franco Vanni

Un giallo classico con un solido intreccio. “La regola del lupo” di Franco VanniIl giornalista milanese Franco Vanni, a un anno di distanza da Il caso Kellan, torna in libreria con La regola del lupo, edito da Baldini+Castoldi. Come nel precedente romanzo, anche qui il protagonista èil ventisettenne Steno Molteni, giornalista di cronaca nera che scrive per «La Notte»–«sicuramente il settimanale piùletto dai barbieri, dai gestori di autolavaggio e dai tassisti fermi nei parcheggi in attesa di clienti» –, viaggia su una Maserati Ghibli con tanto d’autista clochard e per sbarcare il lunario lavora come barman nell’albergo di corso Garibaldi in cui vive.

«Più di ogni cosa, detestava la pianta di glicine. Con gli anni era arrivato a odiare tutto quello che un tempo lo aveva reso felice, mattino dopo mattino, nelle sue uscite di pesca. Il fruscio dell’acqua nera sullo scafo della barca. Il vento leggero dell’alba, che spazzava via l’oscurità. La vista del porticciolo che si allontanava, e degli alberi secolari protesi sul lago come volessero specchiarsi sulla superficie. Uno spettacolo che conosceva e che gli era diventato insopportabile.»

 

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Il romanzo si apre col ritrovamento di un cadavere – un solo colpo di pistola alla testa – riverso nel tender di una barca a vela nel mezzo del lago di Como. Il corpo è quello di Filippo Corti, detto Il Filippino, quarantenne milanese che era lì a festeggiare il compleanno con gli amici di un tempo: l’ingegnere Andrea Castiglioni, l’avvocato Marco Michelini e la ricca ereditiera Priscilla Odescalchi che ricalca il topos della femme di cui tutti sono innamorati o lo sono stati in passato.

«Vedendola ridere il carabiniere improvvisamente capì come mai in tanti, in momenti diversi, si fossero innamorati di lei. D’istinto, smise di vedere la sospettata e guardò la donna. Gli ci volle qualche attimo per recuperare la concentrazione e la consapevolezza del proprio ruolo.»

Un giallo classico con un solido intreccio. “La regola del lupo” di Franco Vanni

Saranno i tre i principali indagati interrogati dal Maresciallo Cinà, dello il Lupo –  co-protagonista del romanzo – e sarà attraverso i loro racconti che il lettore verrà a conoscenza della rocambolesca vita di Filippo Corti, del legame di amicizia e potere che lo univa ai sospettati, degli intrecci sentimentali tra i quattro e dei rancori che ognuno di loro covava verso il morto.

«Fuori dalla finestra la primavera faceva danzare l’aria di Milano. Il polline fitto di Parco Sempione, portato dal vento, vorticava sopra i tetti delle auto parcheggiate e fra i cavi elettrici che alimentavano i tram. Via Mercato, tutta pietra e stucchi, era illuminata dalla luce obliqua del mattino. Sui marciapiedi, gli ultimi irriducibili sudavano nei maglioni di cotone e negli spolverini primaverili. Non volevano arrendersi all’idea che a fine maggio a Milano si sta bene in maglietta.»

 

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Ambientato tra Milano e Bellagio, La regola del lupo è retto da una struttura a capitoli alterni che dà ritmo alla storia e permette al lettore di seguire sia le indagini del Maresciallo Cinàsul lago di Como, sia l’inchiesta giornalistica di Steno Molteni a Milano. Saràlui a infilarsi nelle case patrizie del centro, nei palazzi massonici, nei licei privati dell’aristocrazia milanese, saràlui a sbrogliare gli intrighi delle famiglie coinvolte, a immergersi nei campi rom della periferia alla ricerca di indizi sulla vita del morto. Ad aiutarlo ci saràtutta una serie di personaggi che rispondono alle necessità narrative del genere: l’autista clochard che tiene in ordine la divisa e collabora alle indagini e alla vita sentimentale di Steno; la bellissima fotografa eritrea che ha lasciato un lavoro nella moda per darsi alle immagini di cronaca nera; l’avvocatessa milanese rampante che tradisce il marito con Steno e non se ne fa alcun cruccio e il portiere d’albergo che, come un degno portiere d’albergo di un giallo, saràla fonte principale per tutti.

Un giallo classico con un solido intreccio. “La regola del lupo” di Franco Vanni

Mentre Steno Molteni si destreggia nella sua inchiesta per chiudere il pezzo, il Maresciallo Cinà–all’apparenza un bonaccione con modi paterni che ama la granita di gelsi, i calzini corti e le partite di calcio in televisione –prosegue gli interrogatori avvalendosi di altrettanto tipici e validi collaboratori: il fido sottoposto un po’tonto che avràl’intuizione finale; il vecchio pescatore locale specializzato nel ritrovamento di prove cruciali e il collega di Napoli con la tendenza ad alzare il gomito e all’intuito notevole.

«Forse per qualcuno funziona così, concesse la donna, persuasa della logica del ragionamento. Ma ognuno ha il suo istinto. Pensi all’uccellino giallo, commissario. Sentiti gli spari, si èavvicinato. Probabilmente dipende da quanto uno ha da perdere. Non so. Per me èstato naturale uscire e vedere cosa fosse successo.»

 

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Franco Vanni sa scrivere e con La regola del lupo costruisce un giallo classico che si rifàai capolavori del genere utilizzando gli stratagemmi tipici degli enigmi anglosassoni della camera chiusa – in questo caso una barca – e regalando al lettore un intreccio solido e una serie di incastri perfetti. Chiudendo il libro la sensazione prevalente èdi aver trascorso diverse ore piacevoli in compagnia di una lettura godibilissima e spensierata che peròchiede poco al lettore in termini di intuizione e di sforzo. Tutto scorre piacevolmente, ma non si sa verso dove. Questa èl’unica vera pecca del romanzo –a cui si perdona qualche spiegazione superflua e il volo di quel cardellino che apre e chiude la storia –e cioèche il lettore non venga portato in nessun dove se non alla risoluzione di un giallo. Alla fine non abbiamo scoperto nulla che giànon sapevamo sulle relazioni tra umani, mentre affiora il sospetto che l’autore avesse tutti gli strumenti, vuoi letterari vuoi del mestiere, per farci scoprire qualcosa di piùsu certe vicende politiche del nostro Paese. Come se non ci avesse portato làdove sembrava volere.


Per la prima foto, copyright: AC Almelor su Unsplash.

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