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Un genitore a metà in “Quando un padre” di Mark Williams

Un genitore a metà in “Quando un padre” di Mark WilliamsQuando un padre è un film canadese diretto da Mark Williams e con Gerard Butler e Willem Dafoe, dal titolo originale A family man.

La pellicola narra di un padre di famiglia, che dà quasi priorità assoluta al lavoro. Dane Jensen lavora per una società di collocamento, è un cosiddetto Cacciatore di Teste, lui presenta i suoi candidati alle aziende e in cambio ha la sua percentuale di guadagno. È un lavoratore spietato, senza scrupoli, con un solo desiderio, quello di guadagnare di più, di essere il migliore a fine mese. Dane ha un avversario, la sua collega Lynn, con la quale si batte quotidianamente e con la quale dovrà vedersela per ottenere il posto di Manager, che il suo capo Ed, prossimo alla pensione, lascerà a chi porterà più guadagni alla sua società. Una sfida ad armi pari, una sfida che non ammette esclusioni di colpi, una sfida che porterà a un solo risultato: il successo.

Dane ha una moglie e tre figli, ma come può un uomo che lavora 18 ore al giorno pensare alla propria famiglia? Dane ci pensa, pensa a loro economicamente, non facendo mancare loro mai niente, dando poche attenzioni alla sua donna, vedendo i bambini la sera, prima di andare a dormire. Un nucleo familiare in equilibrio precario, stabilità che si spezzerà, quando il piccolo Ryan si ammalerà di tumore. Saranno giorni strazianti, da dividere tra ospedale e lavoro che metteranno a dura prova Dane.

 

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Un genitore a metà in “Quando un padre” di Mark Williams

Un film che parla di tematiche importanti, in primis il lavoro, che si accompagna spesso, troppo spesso, alla parola dignità. Un uomo ha bisogno di guadagnare per poter offrire ai suoi cari uno stile di vita consono alla modernità. Un padre di famiglia attempato ha difficoltà ad andare avanti quando si ritrova, dall’oggi al domani, senza un’occupazione, senza poter fare nulla, senza offrire a chi ama le cose indispensabili, costretto a vendere la casa, frutto di una vita di sacrifici. Quell’uomo sente di perdere non solo le cose materiali, ma qualcosa di più prezioso, di più importante: la propria rispettabilità. Ci possono essere manager così spietati da giocare su questo? Forse si, perché c’è chi farebbe di tutto pur di aggiungere un altro punto sulla lavagna.

Un genitore a metà in “Quando un padre” di Mark Williams

La malattia, altro elemento chiave della pellicola, che viene affrontata da tutti in maniera differente. Elyse, moglie di Dane e madre di Ryanm vive per i propri figli, ha rinunciato alla sua carriera professionale pur di occuparsi di loro e vederli crescere. Per una mamma è estremamente difficile accettare che il proprio bambino combatta tra la vita e la morte su un letto di ospedale, è complicato pensare che lui non possa più correre, andare a scuola, ammirare i palazzi che gli piacciono tanto. È arduo spiegare ciò alla sorellina più piccola, è faticoso trascorrere le proprie notti e i propri giorni in un letto di ospedale, dove da un momento all’altro tutto può volar via. Per Dane sembra quasi impossibile destreggiarsi tra i suoi impegni e il proprio ragazzo, che sta gareggiando per poter rimanere tra di loro, per poter sentire ancora una volta suo padre rientrare a casa e abbracciarlo.

Un genitore a metà in “Quando un padre” di Mark Williams

L’amore viene analizzato, dal regista, secondo diverse sfaccettature; c’è chi si è innamorata subito dell’uomo con il quale ha formato una famiglia, che non cambierebbe quel sentimento per niente al mondo, perché basta poco a dire “ti amo”, ma ci vuole molto coraggio a ripeterlo a distanza di anni. C’è chi vorrebbe qualcosa di più da un rapporto, vorrebbe che ci fosse maggior complicità, più passione. C’è chi vede i rapporti interpersonali solo ed esclusivamente dal punto di vista sessuale. C’è chi, infine, rimane vicino al proprio compagno, anche dopo trent’anni, tenendolo per mano come se fosse il primo giorno, sostenendolo come un adolescente, cercando la sua felicità come punto di arrivo di una dedizione assoluta.

 

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Quando un padre è un film che parla di uomini, che portano ferite addosso, che si pongono un obiettivo, un punto di arrivo, una destinazione finale, che non si rivela mai come la si era progettata, perché l’ultimo passo si può presentare semplicemente come un nuovo inizio, come una storia da iniziare, come un racconto del quale bisogna ancora scrivere la prima pagina. 

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