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Un “Cahier” per andare alla scoperta di Michel Houellebecq

Un “Cahier” per andare alla scoperta di Michel HouellebecqPer gli amanti di Michel Houellebecq, La Nave di Teseo pubblica un Cahier (2019, traduzione di Fabrizio Ascari) uscito per la prima volta in Francia due anni fa nella collana Cahiers de l’Herne e curato da Agathe Novak-Lechevalier, docente di letteratura francese contemporanea all’università di Parigi.

Il libro è un imponente collage di pagine molto differenti tra loro: si va dai ricordi scritti da amici d’infanzia o da altre persone che hanno condiviso particolari momenti della vita dello scrittore a testi dello stesso Houellebecq, partendo dalle poesie giovanili e proseguendo con la sua unica opera teatrale, per poi dare spazio a suoi saggi e articoli apparsi un po’ ovunque. Non mancano recensioni dei suoi romanzi, interviste e testimonianze di altri scrittori famosi, da Emmanuel Carrère a Julian Barnes, da Salman Rushdie a Bernard-Henry Levy, senza dimenticare i musicisti con cui Houellebecq ha collaborato in vari modi, scrivendo testi e partecipando a spettacoli anche come cantante.

 

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Lo scrittore francese è infatti un personaggio eclettico, nato come poeta e poi passato alla narrativa, ma anche saggista e con esperienze musicali, fotografiche e cinematografiche che ne fanno un artista difficilmente classificabile: definirlo solo “scrittore” è quantomeno riduttivo.

Cahier si propone dunque, prima di tutto, di cercare di spiegare ai lettori un autore che non è certo di facile e immediata comprensione. Basti pensare alle polemiche suscitate, in Francia ma pure all’estero, dai temi trattati nei suoi romanzi, che per quanto abbiano riscosso parecchio successo hanno sempre ricevuto anche numerose critiche (che si possono leggere in questo volume).

Un “Cahier” per andare alla scoperta di Michel Houellebecq

Houellebecq è, in primo luogo, un critico impietoso della società occidentale a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Pur non essendo un difensore convinto della Francia, si batte contro l’invadenza della cultura anglosassone, sia a livello linguistico, sia come accettazione passiva di tutte le mode importate. Considera il mondo capitalistico contemporaneo destinato a un declino irreversibile, anche se non sembra in grado di suggerire rimedi concreti per arginare questo declino.

Come scrive Antonio Scurati, «nel corso della sua carriera di scrittore Houellebecq ha plasmato un unico personaggio: l’europeo nichilista e decadente della fine del secolo e dell’inizio del millennio».

In Sottomissione, uscito nel 2015, Houellebecq ha immaginato una Francia del 2022 in cui un partito islamico moderato riesce a vincere le elezioni opponendosi al Front National di Marine Le Pen, cosa che porta a una veloce, quanto scarsamente plausibile e comprensibile islamizzazione del paese. Questo libro, uscito per una triste coincidenza il giorno dell’attentato islamico alla sede parigina del giornale satirico «Charlie Hebdo», ha scaraventato l’autore in un vortice di polemiche, nonostante la difesa da parte di molti critici e di altri scrittori, tra cui Salman Rushdie. Nel Cahier troviamo inoltre un’eco di queste polemiche, comprese delle precisazioni dello stesso Houellebecq, che nega, da ateo, qualsiasi propensione a una possibile conversione all’Islam.

Un “Cahier” per andare alla scoperta di Michel Houellebecq

Ma al di là delle polemiche letterarie, forse i capitoli più interessanti di questo volume sono quelli che raccontano gli aspetti di Houellebecq meno noti al grande pubblico, soprattutto al di fuori della Francia: ad esempio, le sue esperienze da regista di cortometraggi, oppure la passione per la fotografia e lo stretto rapporto, da paroliere e persino da cantante, che intrattiene con il mondo della musica.

 

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In conclusione, sostiene la curatrice del volume, «sembra si debba avvicinare la sua opera come se fosse un caleidoscopio, come una disposizione provvisoria, dall’equilibrio fragile, che un semplice sobbalzo basterebbe a riconfigurare completamente»: ed è probabilmente superfluo sottolineare che questo Cahier può interessare solo agli estimatori di Houellebecq, o perlomeno a coloro che hanno letto qualcuna delle sue opere.

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