Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Umberto Boccioni cent'anni dopo, un uomo del XX secolo

Umberto Boccioni cent'anni dopo, un uomo del XX secoloUmberto Boccioni nacque a Reggio Calabria nel 1882, anche se in realtà di famiglia romagnola: il padre lavorava come prefetto e questo portava la famiglia a spostarsi molto. Da questi spostamenti Boccioni imparò tantissimo. Non solo di pittura. Quando nel 1907 si stabilisce a Milano, la città è in piena trasformazione. Qui conosce Filippo Tommaso Marinetti e i futuristi, che volevano rompere con tutto e far correre e velocizzare ogni cosa.

In Italia c'è voglia di ricominciare: nel 1908 un terremoto distrusse Messina, radendola al suolo. A Milano, Boccioni dipinge un quadro dalle origini angoscianti, La città che sale. Lì un cavallo è già simbolo che travolge gli uomini in una marea altissima tra case in costruzione. È un momento di gradissimo entusiasmo. Boccioni continuava a viaggiare. Chiamava Parigi “il cervello del mondo” e la amava come nessun'altra città, forse al pari di Milano, tumultuosa e scioperaiola. Pensava che chi non fosse diretto a Parigi non dovesse essere nemmeno preso in considerazione. A Roma arrivò a un passo dal suicidio, si vide rovinato. Di quei giorni in Francia noi sappiamo tutto: l'indirizzo, le spese, poche per la verità, le tantissime stazioni telegrafiche, il thè bevuto in grandi quantità. Boccioni lavorava tutto il giorno, alle otto di sera rientrava sfinito.

Umberto Boccioni cent'anni dopo, un uomo del XX secolo

Questo continuo trasferirsi era però deleterio: qualsiasi cosa dipingesse andava perduta, regalata, distrutta o venduta. Un enorme peccato, perché in pochi possedevano la sua percezione della misura. Tutto in Boccioni palpita, freme, ma l'uomo non aveva la stessa tempra di Balla o Marinetti.

 

LEGGI ANCHE – Umberto Boccioni, a 100 anni dalla scomparsa nuove fonti e una mostra

 

Scriveva tantissime lettere per chiedere giudizi segreti, affidandosi completamente all'amico di turno. Era di un'abnegazione estrema, non credendo mai di esserne all'altezza: vorrebbe amare molto la fidanzata Ines, rigida, altera, ma ne vede solo l'inutilità; Alla vigilia di Natale del 1911 scrive a Gino Severini, con cui parlava per giorni interi, parole terribili: vivrà due mesi di silenzio.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Nel 1911 dipinge quanto di più bello c'è nella sua vita artistica, la serie degli Stati d'animo. A Parigi ne sono tutti sbalorditi, è un trionfo assoluto. Boccioni rimase sorpreso, ma mai quanto Apollinaire, Picasso, Carrà, gli americani, i russi, i tedeschi; si sente amatissimo, non gli mancano le risate di scherno e la compassione italiane. Ora Boccioni vive, per la prima volta, di certezze. Sa, per esempio, di non poter più tollerare l'immobilismo italiano.

Boccioni era preoccupatissimo dal denaro; si perdeva tra marchi e franchi. Non sapeva il tedesco: così utilizzava traduzioni improvvisate per far sì che i conti tornassero. Viveva spesso in ristrettezze, ma sapeva accontentarsi.

Umberto Boccioni cent'anni dopo, un uomo del XX secolo

Nelle lunghe ore notturne di Parigi, Boccioni lavora incessantemente, in modo febbrile: dipinge, scolpisce, scrive. Vive senza donne al fianco, per quel che possiamo saperne. La sua è una vita d'ordine rigorosissimo, il suo cervello ha bisogno di calma e lavoro. Conosce D'Annunzio che si dimostra di una «squisita gentilezza» e con lui consuma colazioni raffinatissime; scrive a Sibilla Aleramo che legge, consiglia e, forse, ama.

 

LEGGI ANCHE – Umberto Boccioni voleva distruggere i musei? Un’intervista possibile

 

Qualche anno più tardi, in Europa arriva il primo conflitto mondiale, i due estremi opposti si incontrano: Boccioni e la sua mobilità, il viaggio continuo e la guerra, la terribile realtà statica delle trincee. «Voglio lavorare ma l'ansia che tiene tutti me lo impedisce forse... – scrive – Dovrei ritirarmi in campagna ma... e la guerra?». È lontano da Milano e da Parigi, coi suoi progetti e i pensieri, dorme all'aria aperta per svariati giorni: è una rara gioia, anche se da un momento all'altro si aspettava l'avanzata nemica.

Umberto Boccioni cent'anni dopo, un uomo del XX secolo

A trentaquattro anni, la vita stava per dare tutto a Boccioni. «Da quest'esistenza io uscirò con un disprezzo per tutto ciò che non è arte. Nulla è più terribile dell'arte. Tutto ciò che vedo al presente è un gioco di fronte a una buona pennellata, a un verso armonioso, a un giusto accordo», scriveva ancora nell'agosto 1916, prima che un cavallo lo disarcionasse fatalmente a Sorte, a cinque chilometri da Verona, che non avrebbe mai visto.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.3 (4 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.