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“Tutto il meglio di Splatter” a cura di Edoardo Rosati

AA. VV., Tutto il meglio di SplatterQualcuno si ostina a chiamarla ancora paraletteratura. In alcuni casi, e l’esempio principe è quello dei fumetti, si attende ancora, nel nostro Paese, una trattazione sistematica a livello storico, critico ed estetico. Per questo motivo sono tanto più graditi volumi come Tutto il meglio di Splatter, curato da Edoardo Rosati e introdotto da Dario Argento, uscito nel 2013 per Rizzoli Lizard.

«Splatter» fu una rivista, in verità dalla breve vita, come vedremo, nella quale confluirono numerose suggestioni, sostanziandosi in storie a fumetti, speciali e dossier dedicati al mondo dell’horror nelle sue varie declinazioni, ma non solo, con un respiro ampio adatto a spaziare dalla cronaca nera alla storia, dall’orrore della quotidianità ai misteri sepolti nei recessi del tempo, fino alla Posta dei lettori. Il primo numero di «Splatter» uscì, per l’editore ACME, nel giugno del 1989, grazie all’intuizione di Francesco Coniglio e Guido “Silver” Silvestri (il creatore di Lupo Alberto), alle storie e alla verve di Paolo Di Orazio e a Roberto Dal Pra’, talent scout d’eccezione. L’allegra brigata, partita senza supporti pubblicitari, senza ufficio stampa e con una struttura pochissimo verticistica, e collocatasi in uno scenario in cui l’unico punto fermo era l’immarcescibile Dylan Dog targato Bonelli, in pochi numeri raggiunse dati di vendita stratosferici e divenne un vero e proprio fenomeno di costume.

Tutto il meglio di Splatter è organizzato come un volume-tributo a questo fenomeno, che certo non giungeva nuovo, con tutto un passato ben consolidato e “istituzionalizzato” di cultura underground nostrana, soprattutto in ambito musicale, eppure riusciva a unire buone narrazioni a disegni pregevolissimi, storie popolari e tematiche attuali, anzi scottanti. Come nota, con arguzia, Dario Argento nella breve introduzione, quella rivista singolare ha saputo «non solo cogliere tutta la provocatoria ironia insita in questo filone, ma ha pure intravisto dove sarebbe andato a parare il futuro dell’horror». Considerazioni di estetica del cinema a parte, leggere le storie a fumetti di «Splatter» è piacevole ancora oggi e, in questo senso, è meritoria l’operazione che ci permette di apprezzare (di nuovo, e per intero) il primo numero della rivista, nonché alcune delle migliori storie uscite nel corso della vita di questa creatura “disgraziata”.

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Paolo Di OrazioNon passò troppo tempo, infatti, perché la congiuntura messa in essere dalla tumultuosa trasformazione culturale e tecnologica della fine degli anni Ottanta, da rigurgiti di pseudo-pedagogia d’accatto e dalla scarsa lungimiranza di qualche discutibile maître à penser portasse a una interrogazione parlamentare, promossa in primo luogo dalla deputata democristiana Silvia Costa, e supportata in maniera trasversale, che condusse, in seguito alla querela di un genitore, alla condanna di Guido Silvestri e del direttore responsabile Ferruccio Giromini a quattro mesi di reclusione; ma condusse anche alla chiusura dei battenti di «Splatter», dopo 23 numeri.

E non si sa se ridere o piangere a rileggere, oggi, gli articoli che uscirono all’epoca sulla carta stampata, alcuni dei quali riprodotti nel volume; da «La notte» che, il 18 ottobre 1990 titola Come uccidere la nonna... al lungo reportage a firma Roberto Cotroneo, intitolato Che horror!, uscito su «L’Espresso» il 26 agosto 1990 (l’unico, fra i contributi riproposti, in cui si prova ad affrontare criticamente la problematica). Comunque la si voglia, e la si possa, vedere, «Splatter» costituisce una pagina importante della cultura nazional-popolare italiana; e Tutto il meglio di Splatter ricostruisce la vicenda, nel modo più opportuno possibile, in casi come questo, cioè facendoci “toccare con mano” il fenomeno.

Pagina chiusa? Non proprio. Nell’ottobre del 2013, infatti, «Splatter» è tornato, grazie alla nuova etichetta ESH, fondata proprio da Paolo Di Orazio e Paolo Altibrandi. Come dire: a volte (per fortuna) ritornano.

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