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Tre tipi di lettori secondo Hermann Hesse

Tre tipi di lettori secondo Hermann HesseQuanti sono i tipi di lettore? Stando a Hermann Hesse sarebbero tre.

È in un saggio del 1920, Sul leggere libri, che lo scrittore tedesco produce la sua tassonomia dei tre tipi di lettori, una sorta di categorizzazione dei modi di leggere.

Anticipando chi potrebbe storcere il naso dinanzi a un tentativo di questo genere, così Hesse si giustifica:

 

Abbiamo una tendenza innata a stabilire dei tipi nelle nostre menti e a dividere l’umanità su queste basi. [Ma] per quanto tali categorie possano essere vantaggiose e rivelatrici, non importa se derivano da un’esperienza personale o dal tentativo di stabilire scientificamente delle categorie, a volte può essere un esercizio positivo e fruttuoso incrociare in modo diverso le esperienze e scoprire che ogni persona porta tracce di ogni tipo all’interno di sé e che diversi caratteri e temperamenti possono essere rilevati come caratteristiche che si alternano in un singolo individuo.

 

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Tre tipi di lettori secondo Hermann Hesse

A partire da questo presupposto, Hesse individua tre tipologie di lettori che ora vedremo da vicino.

 

Il lettore ingenuo

Tre tipi di lettori secondo Hermann Hesse

Ognuno di noi legge ingenuamente a volte. Questo lettore consuma un libro come qualcun altro consuma del cibo, mangia e beve a sazietà, è semplicemente un acquirente, che sia un ragazzo con un libro sugli indiani, una domestica con un romanzo su una contessa o uno studente con Schopenhauer. Questo tipo di lettore non entra in relazione con un libro come una persona fa con un’altra persona ma piuttosto come un cavallo con il suo padrone o forse come un cavallo con il suo fantino: il libro conduce, il lettore segue. La sostanza è considerata oggettivamente, accettata come realtà. Ma la sostanza è solo una considerazione! Ci sono lettori con un elevato livello di istruzione, molto raffinati, che leggono persino buona letteratura, ma che appartengono interamente alla classe degli ingenui… L’arte, il linguaggio e l’intelligenza dello scrittore sono per questi lettori colti ciò che il materiale, l’ambientazione e l’azione sono per le anime semplici.

[…]

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Questo tipo di lettore presume senza troppe complicazioni che un libro è lì solo per essere letto fiduciosamente e con attenzione e per essere giudicato secondo il suo contenuto e la sua forma. Proprio come una pagnotta di pane è lì per essere mangiata e un letto per dormirci su.

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Il lettore bambino o immaginativo

Tre tipi di lettori secondo Hermann Hesse

Subito dopo aver analizzato il lettore ingenuo, Hesse introduce il secondo tipo di lettore:

Se si segue la propria natura e non l’istruzione allora si diventa di nuovo un bambino e si comincia a giocare con le cose; il pane diventa una montagna dentro cui scavare dei tunnel, e il letto diventa una grotta, un giardino sarà una pista da sci. Qualcosa di questa fanciullezza, questo genio per il gioco, è esibito dal secondo tipo di lettore. Questo lettore non custodisce gelosamente né la sostanza né la forma di un libro come suo più importante valore. Sa, nel modo in cui sanno i bambini, che ogni oggetto può avere dieci o cento significati per la mente. Può, ad esempio, guardare un poeta e un filosofo che lottano per persuadere se stessi e il lettore della loro interpretazione e valutazione delle cose, e può sorridere perché vede nella scelta apparente e nella libertà del poeta semplicemente compulsione e passività. Questo lettore è già così avanzato che egli sa cose di cui i professori di letteratura e i critici letterari sono ignari: il fatto che non vi è una tale cosa come una libera scelta di materiale o forma.

[…]

 

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Da questo punto di vista, i cosiddetti valori estetici spariscono quasi, e possono essere proprio i contrattempi e le incertezze dello scrittore a fornire questa grandissima bellezza e valore. Per questo il lettore segue il poeta non come un cavallo obbedisce al suo fantino ma come un cacciatore segue la sua preda, e uno sguardo gettato improvvisamente in ciò che sta al di là dell’apparente libertà del poeta, nella costrizione e nella passività del poeta, lo può incantare più di tutta l’eleganza di una buona tecnica e di uno stile coltivato.

***

Il lettore che non legge più

Tre tipi di lettori secondo Hermann Hesse

E infine il terzo tipo di lettore:

Il terzo è ultimo tipo di lettore… è all’apparenza l’esatto opposto di quello che in genere si definisce un “buon” lettore. Egli è così completamente un individuo, così tanto se stesso, che affronta la materia che legge con completa libertà. Non si augura né di istruirsi né di intrattenersi, usa un libro proprio come qualsiasi altro oggetto nel mondo, per lui è un punto di partenza e uno stimolo. In sostanza quello che legge non fa nessuna differenza per lui. Non ha bisogno di un filosofo per apprendere da lui, per adottare i suoi insegnamenti, o per attaccarlo o criticarlo. Non legge un poeta per accettare la sua interpretazione del mondo, lo interpreta da sé. È del tutto un bambino. Gioca con qualsiasi cosa – e da un certo punto di vista non c’è nulla di più fruttuoso e produttivo del giocare con qualsiasi cosa. Se il lettore trova una bella frase in un libro, una verità, una parola di saggezza, comincia a metterla sottosopra.

[…]

[Questo lettore] ha scoperto da tanto tempo che per ogni verità anche il suo opposto è vero. Ha anche scoperto da tanto che ogni punto di vista intellettuale è un polo per il quale esiste un polo opposto altrettanto valido. È un bambino nella misura in cui dà grande importanza al pensiero associativo, ma conosce pure l’altro tipo.

[…]

Questo lettore è in grado, o piuttosto ognuno di noi è in grado, quando si trova in questa fase, di leggere qualsiasi cosa gli piaccia, un romanzo o una grammatica, un orario ferroviario, una bozza fresca di stampa. Nel momento in cui la nostra immaginazione e la nostra abilità di associare sono al loro massimo livello, noi non leggiamo più quello che è stampato sulla carta ma nuotiamo in un flusso di impulsi e ispirazioni che ci raggiunge da quello che stiamo leggendo. Potrebbero venir fuori dal testo, potrebbero emergere dal carattere tipografico. Una pubblicità in un giornale può diventare una rivelazione; i pensieri più esilaranti, quelli più assertivi possono scaturire da una parola del tutto irrilevante se ci si rimugina su, giocando con le sue lettere come con un puzzle. In questa fase si può leggere la storia di Cappuccetto Rosso così come una cosmogonia o un testo filosofico, o una poesia erotica. O si può leggere l’etichetta “Colorado maduro” su una scatola di sigari, giocare con le parole, le lettere e i suoni e quindi fare un giro tra i moltissimi regni della conoscenza, della memoria e del pensiero.

 

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Il lettore in tale fase non è più un lettore. La persona rimasta qui potrebbe anche non leggere per nulla, perché il disegno su un tappeto o la disposizione delle pietre su un muro sarebbero per lui esattamente di un valore tanto grande quanto quello della pagina più bella piena delle lettere meglio disposte. L’unico libro per lui sarebbe una pagina con le lettere dell’alfabeto.

Così sia: il lettore in quest’ultima fase non è più un lettore, non gli interessa di Goethe, non legge Shakespeare. Il lettore semplicemente non legge più. Perché i libri? Non ha egli il mondo intero dentro di sé?

Chiunque resti in maniera permanente in questa fase non leggerebbe più, ma nessuno vi resta per sempre. Ma chiunque non è consapevole di questa fase è un lettore povero, immaturo. Non sa che tutta la poesia e tutta la filosofia del mondo giacciono dentro di lui, che il più grande poeta non è emerso da nessun’altra fonte che quella che ognuno di noi ha dentro il suo proprio essere. Per una volta sola nella tua vita rimani per un’ora, un giorno in questa terza fase, la fase del non leggere più. D’ora in poi sarai (è così facile scivolare indietro) un lettore molto migliore, un ascoltatore e un interprete molto migliori di qualsiasi cosa scritta. Resta anche solo una volta nella fase in cui la pietra in strada ha lo stesso significato per te di Goethe e Tolstoj, e d’ora in avanti otterrai da Goethe, Tolstoj e tutti i poeti molto più valore, più vigore e miele, più affermazione di vita e di te stesso di quanto sia mai accaduto prima.

La terza fase in cui sei metterà fine alla tua lettura, dissolverà la poesia, dissolverà l’arte, dissolverà la storia del mondo. E ancora a meno che tu intuitivamente non conosca questa fase, tu non leggerai mai alcun libro, che sia di scienze o di arte se non come un alunno legge la sua grammatica.

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E tu a quale tipo di lettore appartieni?

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