Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Tre energie, tre vite. “L’onda dell’incrociatore” di Pier Antonio Quarantotti Gambini

Tre energie, tre vite. “L’onda dell’incrociatore” di Pier Antonio Quarantotti GambiniTorna in libreria, per Mondadori, L’onda dell’incrociatore, l’energico e vitale romanzo breve con cui Pier Antonio Quarantotti Gambini, nel 1948, vinse il premio Bagutta: ambientato intorno al 1935 nel porto di Trieste, racconta con notevole intensità e uno spietato scandaglio psicologico le vicende, le tensioni e l’evolversi dei rapporti tra tre adolescenti (Ario, Berto e Lidia).

È giorno di festa e il sole “ride” illuminando la scena iniziale. La voce squillante di Ario saluta entusiasta l’arrivo di tre incrociatori e ordina all’amico di «dare al vento la bandiera»: lo spettacolo sublime delle onde sollevate da queste navi emoziona soprattutto Berto, irrequieto e smanioso.

I ragazzini assistono alla furia delle acque spumeggianti, vedono la massa d’acqua innalzarsi fin sopra le loro teste e un’imbarcazione «scendere paurosamente, con tutto il peso della stiva, quasi al disotto dell’acqua che sembrava lì lì per invaderla». Poco dopo, il mare si calma e tutto torna com’era prima.

Sono pagine di grande efficacia visiva, vergate con maestria e costituiscono un preludio all’altrettanto coinvolgente epilogo: Umberto Saba, amico dell’autore, dopo aver letto il libro non ancora dato alle stampe, suggerisce l’attuale titolo per rimarcare la centralità simbolica dell’immagine e la circolarità del romanzo, il quale, iniziato con un’onda, con un’onda terminerà.

Il narratore ci introduce in medias res in un mondo parallelo, estraneo alla nostra quotidianità, in cui tante possono essere le parole a noi sconosciute: eccitazione verbale e precisione lessicale caratterizzano le prime righe, costellate di termini come «mandracchio», «sacchetta», «caicio» e «maona».

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Nonostante lo straniamento iniziale, presto ci si abitua e questi gioielli linguistici diventano la cifra distintiva del luminoso realismo della scrittura di Quarantotti Gambini: da ciò si comprende la sua dote affabulatoria, la perizia nel trasfondere tutto un universo in un nome, in una piega del discorso, in un fotogramma.

Tre energie, tre vite. “L’onda dell’incrociatore” di Pier Antonio Quarantotti Gambini

Ogni pagina è perciò, per sfondo, immagini e movenze del dettato, contigua alla successiva e tutte insieme compongono una solida struttura unitaria sulla quale s’innestano i poli contrapposti, da una parte, del vitalismo solare, «l’empito di felicità, squillante» (sembra di risentire le «trombe d’oro della solarità» de I limoni di Montale) di questi giovani in perenne movimento; dall’altra, la presa di consapevolezza dell’esistenza di un «abisso» di oscurità indecifrabili nei rapporti di «complicità» e «rivalità» che nascono tra i componenti del trio (definizioni desunte da un intervento di Giuseppe Traina intitolato La suggestione semplice e terribile delle cose vere).

Nelle pagine de L’onda dell’incrociatore, energico e vitale esempio della scrittura di Pier Antonio Quarantotti Gambini, questa dicotomia è ravvisabile innanzitutto negli occhi, specchio dell’anima dei protagonisti: vediamo dunque volti che si rabbuiano e «guardano via», lontano; «occhi trasfigurati, vivi di una luce strana», pupille lucenti di rabbia.

Anche il mondo attorno ai tre adolescenti è frequentemente rappresentato in chiaroscuro: alla luce del sole nelle mattine sul pontone e al faro della «Lanterna» s’alternano il buio dello stanzone in cui Ario dorme sonni agitati e l’oscurità delle notti in cui Lidia s’incontra con Eneo, giovane statuario dalla «lucentezza bronzea».

Tre energie, tre vite. “L’onda dell’incrociatore” di Pier Antonio Quarantotti Gambini

L’arrivo di questo ragazzo più grande, campione di regate, sconvolge l’equilibrio della loro amicizia e delle loro vite: Ario, chiuso e sospettoso già per natura, inizia a covare una gelosia a cui non sa ancora dare espressione. Berto alterna momenti di assenza a sproloqui che all’amico paiono menzogne, atteggiamenti di sudditanza nei confronti del padre alcolista e brama di crescere in completa autonomia, anche grazie a espedienti: indicativo è l’episodio in cui, per racimolare un po’ di soldi al fine di andare al circo, si finge zoppo («A un tratto Berto scomparve. Tornò poco dopo, zoppicando. Aveva un ginocchio fasciato: la benda era un fazzoletto con qualche macchia rosso scura, di sangue asciutto»).

Lidia, sua sorella maggiore, è il personaggio più complesso di tutta la narrazione e la causa scatenante delle vicende narrate nell’epilogo: degna di nota è la sapienza con cui l’autore ha acquerellato la luminosa figura di una ragazzina pronta a diventare donna.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Da una parte Quarantotti Gambini sottolinea la sua levità innocente e civettuola nel ravviarsi i capelli, nella leggiadria del «vestitino azzurro» e delle «gambe […] brune».

Dall’altra emergono, potenti ed evocativi, lo slancio nei movimenti, la sua fresca risata, le pulsioni ormonali, l’indifferenza nei confronti delle malelingue sul suo conto e la risolutezza sdegnosa.

Lidia si allontana dal nucleo originario della famiglia e degli amici per correre verso l’ignoto, sia esso rappresentato da un’onda alta e incombente, dalla scoperta della sessualità o dall’avventura di crescere, affrontata con piglio energico e vitale, sempre con indosso – tocco di candore originario – un paio di «scarpette bianche […] di tela».


Per la prima foto, copyright: mostafa meraji su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.