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Thiesi, trobeddos e sonos

 

Fonte di Su Monte e Sa Rughe, ThiesiAppena sbarcati in Sardegna dal “continente” si sente l’odore del mare. Man mano che si procede per strade tortuose verso l’interno, quell’odore si affievolisce, sostituito dall’eco di certi suoni e colori.

Thiesi è un paese umido del Logudoro Mejlogu, nord della Sardegna, di tradizioni buone e cattive. I colori dei corittos sgargianti e i suoni della processione dedicata alla Madonna di Seunis, le sagre di prodotti tipici locali, sporadiche rappresentazioni teatrali in appositi spazi, fanno parte della tradizione buona. Di questi aspetti si parla nei siti ufficiali del paese e nei libri ad esso dedicati. Il progresso civile di un popolo però non si giudica solo da come esso fa rivivere antigos sonos, ma anche e soprattutto da come gestisce le sue risorse e dalla capacità di promuovere cultura al di là di campanilismi e pregiudizi. Osserviamo super partes la realtà. Le monografie dedicate al paese sono interessanti. Patrono Santa Vittoria, Piazza della Madonna di Seunis, l’importante necropoli di Mandra Antine, numerosi nuraghi, sughereti, distese di lecci, ecc.

C’è anche un sito web dedicato alla festa principale del paese. Facendo riferimento allla sezione La storia potrete leggere la storia della chiesa dedicata alla Madonna di Seunis. L’edificio è stato eretto nel 1600 anche se si ipotizza, dato un rilievo planimetrico, l’esistenza di una probabile costruzione precedente risalente al 1500. Ci sono delle piantine che testimoniano l’evoluzione e l’ingrandimento dell’edificio. La narrazione però si arresta bruscamente al 1951, perché, cito testualmente «gli altri interventi sulla piazza sono così recenti che tutti, anche i più piccoli possono ricordarli». I recenti interventi sulla piazza sono stati devastanti, grazie ad un’antiestetica colata di cemento. Inoltre è stata scavata da una parte, vicino al Santuario della Madonna di Seunis, una specie di vasca quadrata con degli scalini a scendere, completamente cementata e di recente ripulita. L’anacronistica buca, perché di questo si tratta, è servita soltanto come ricettacolo di deiezioni umane e animali. Non è mai stata utilizzata per fini sociali, anche se viene denominata pomposamente “anfiteatro”.

A Thiesi non c’è una biblioteca o meglio c’è ma è chiusa da decenni. Qualche anno fa la sottoscritta ha presentato un progetto per la valorizzazione del patrimonio librario di Thiesi e dintorni coi fondi del POR. Tre interlocutori, Comune, Regione Sardegna e Comunità europea. Il Comune presenta un progetto in Regione per accedere ai fondi della Comunità europea. Il progetto in questione coinvolgeva anche i comuni dei paesi vicini, e la biblioteca del Monastero Benedettino di San Pietro di Sorres, nonché le scuole elementari, medie e superiori per la creazione di un polo bibliotecario multimediale. Un’idea avveniristica. Ho cercato dei collaboratori all’interno del paese, ho affisso annunci. Nessuno si è presentato, inizialmente. Dopo un mese, ecco tre persone che però hanno rinunciato subito. Occorreva infatti fare indagini di mercato e andare a Sassari per ottenere preventivi e autorizzazioni presso uffici. Troppo impegnativo. Ho cercato dei soci esterni. Tre soci con diverse lauree e competenze. L’allora sindaco del paese, Raffaele Mannoni, ci ha invogliato a scrivere il progetto. Egli stesso, vantando aderenze in Regione, ci ha accompagnato a Cagliari negli uffici regionali, presentandoci funzionari che avrebbero potuto approvare l’idea. Si era anche scelto un locale ad hoc per allestire il centro multimediale della nuova biblioteca. Mesi di lavoro. Ma al momento di presentare il progetto il sindaco ha fatto dietrofront per motivi di mero campanilismo. Avrebbe presentato l’idea alla Regione soltanto a condizione di escludere i soci “non thiesini”, facendo partecipare alcune persone di Thiesi, ora interessate, a progetto finito. Sono passati 11 anni. La biblioteca è ancora chiusa. In un post pubblico, nella Pagina ufficiale del Comune di Thiesi su Facebook, qualche thiesino ha risposto in merito. Davide Puggioni in data 16 febbraio 2012: «cazzo ce ne frega della biblioteca, alla fine l'importante è bere! Perché come disse il mio amico Porceddu:un omine kenza inu est un omine mostu1...». E di rimando Ciriaco Coccone, stessa data: «grande Davide, hai pienamente ragione, l’unica cosa sensata!». Il giorno prima, 15 febbraio, Cino Elciso: «un giusto utilizzo di fondi pubblici, magari comunitari, Che bella bibliotecaria! Chie est merda inoghe est merda in Franza2».

Fonte di Domo e Filighe, ThiesiUna biblioteca pubblica dovrebbe funzionare coi fondi pubblici a Thiesi come in Francia. E il problema dell’alcolismo in Sardegna è una grave piaga sociale documentata da molti libri e giornali oltre che dal sito della Regione Sardegna da cui cito, testualmente: «particolarmente radicato il fenomeno dell’alcolismo, un quarto della popolazione ha ammesso di essersi ubriacata già dall’età di quindici anni».

Oltre all’alcol un altro forte deterrente al progresso del paese è la diffusa pratica del trobeddu. Molti paesani, uomini e donne, concentrano energie a attenzioni che potrebbero essere impiegate diversamente, a trobeddare. Il trobeddu, la chiacchiera malevola, è il cancro che devasta il sistema sociale non solo di Thiesi ma anche degli altri paesi sardi. Pina Pischedda, 15 febbraio 2012: «Io so tutto di te, pure quanti peli hai nel culo». E se c’è qualcosa che non funziona bisogna tacere perché, come afferma Tiziana Serra sempre nello stesso giorno: «I panni sporchi si lavano in casa!».

Questo tipo di mentalità frena notevolmente lo sviluppo sociale e culturale dell’Isola. Quindi non si può dire neppure che il patrimonio archeologico e paesaggistico dell’area thiesina, tanto decantato da serie monografie e opuscoli pubblicitari, si trova attualmente in stato di completo abbandono. Giuseppe Asdrubale Puggioni sottolinea in data 17 febbraio 2012: «lo scarso senso civico di tanti nostri concittadini, la sciatteria e il settarismo lobbysta per alcuni aspetti hanno impoverito in senso estetico e morale il nostro Paese sino a un recente passato. Ci sono alcuni aspetti veramente “vergognosi” e per cui difficilmente ci si può mettere sulla difensiva, come quello inerente la conservazione, cura e gestione dei notevolissimi e unici siti del nostro patrimonio archeologico e paesaggistico compromesso e disastrato e che invece, se opportunamente gestito e curato sarebbe stato volano dell’economia locale e complessiva dei thiesini. Il sito più devastato è quello di Monte Mesu».

Fonte di Domo e Filighe, ThiesiA Thiesi ci sono anche cose che funzionano. La PAM (pubblica assistenza Mejlogu) per esempio. Svolge indispensabili attività di pronto soccorso per i Comuni di Thiesi, Banari, Bessude, Cheremule e Siligo. Onore anche a chi si oppone alla chiusura dell’ospedale di Thiesi. Il sindaco attuale, Gianfranco Soletta, si sta impegnando in tal senso.

Sicuramente la nuova amministrazione saprà darsi da fare, rimediando a tanti errori del passato che hanno provocato sprechi e opere incompiute tipo l’asilo nido. L’edificio, mai terminato, giace abbandonato da circa 20 anni. L’impianto di costruzione di biogas poi è costato 18 miliardi di vecchie lire. Non ha mai funzionato. Fin dal 2006 ne hanno parlato Striscia la Notizia e La Nuova Sardegna in un articolo di Sergio Cuccureddu.

Leggetelo, è interessante, soprattutto se si considera che l’asilo è tuttora abbandonato, monumento al degrado e allo spreco di politici che si sono arricchiti alle spalle del paese.

 

 

1 Un uomo senza vino è un uomo morto.

2Chi è merda qui è merda in Francia.

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Commenti

pinna! mi hai rotto i coglioni!

Anonimo: efficace la sua frase e chiedo a Maria Antonietta di tenersi eventualmente sui binari delle risposte civili, come Sul Romanzo vuole e forse merita. Rimane il fatto che senza argomentazioni e senza una firma, la sua frase, caro Anonimo, è pari a zero. Lo scrivo anche in numero, per chiarezza: 0.

Io la trovo parecchio efficace, esprime sinteticamente uno stato d'animo complesso ed é citazione di un celebre sfogo. E lo stesso si potrebbe dire a chi, come Lei, pubblica certe merdate (sì, perché la sign Pinna non ha la minima deontologia professionale, e si permette di citare spezzoni di frasi senza mettere i suoi, di commenti, che hanno più volte superato i limiti della decenza) e poi pretende che il lettore si firmi. Da che pulpito...

Professoressa Turrini,Professor Brizzi,Dottor Mannoni........ Querele a go go....... AVANTI UN'ALTRO ..

Professoressa Turrini,Professor Brizzi,Dottor Mannoni........ Querele a go go....... AVANTI UN'ALTRO ..

articolo poco veritiero..."sos trobeddos" esistono in qualunque paese si vada...qui a thiesi si vive benissimo e i thiesini sono conosciuti come grandi lavoratori e come persone ospitali!!! l'opinione di una persona che non ci abita e detesta i popri compaesani poco ci tocca...chi è venuto qui sa benissimo che non siamo come ci ha descritti!!! buon pomeriggio!!! a paraulas maccas orijas surdas... ;))))

bè diciamo pure che dei thiesini si dice anche che sono i migliori nella tirchiaggine e che fanno la loro ricchezza a spalle altrui...in qnt all ospitalita bè dipende ho appurato che quella non e da tutti sono in pochi a metterla in atto...in quanto a edifici mai finiti e al degrado di alcune situazioni bè e anche in questo modo che la popolaz si è arricchita.

Esempio eloquente di disinformazione, un pezzo che abbassa notevolmente il livello culturale di questo blog.

Thiesi non è il paese migliore della Sardegna,non è il posto più bello del mondo ne' il più pulito,ma sappiamo farci i fatti nostri e quando dobbiamo risolvere i problemi lo facciamo......Se alla sig Pinna questo non va bene,se nel suo paese,magari vive nel paese delle meraviglie
in cui tutti sono gentili pacati e civilmente attivi buon per lei,non può che ritenersi fortunata di cio', la deve comuque smettere con questi attacchi gratuti.........O se li deve fare che venga a Thiesi e ci dimostri,con la sua faccia,cosa ha contro Thiesi e i Thiesini.....

Dopo quanto da lei pubblicato sulla Pagina Ufficiale del Comune di Thiesi, su Facebook, la Dott.ssa Pinna ha già capito che ci misureremo in Tribunale. Per ingiurie e per diffamazione aggravata. Vedremo se è lecito dare della "testa di ceppa..... e testa di cazzo..... " ad un ex Sindaco e se è lecito utilizzare fatti realmente accaduti ma artatamente modificati per fini propri. Ai finanziamenti pubblici si accede tramite procedure pubbliche, vedasi bandi della L.R. 37/98. Non è consentito ottenere finanziamenti per privati attraverso una presunta presentazione di progetti o, peggio ancora, attraverso lettere che "informano" il Comune "dell'esistenza di un progetto ..." (Protocollo del Comune di Thiesi del 24 ottobre 2000) con lettera priva di firma! Il Comune di Thiesi ha scelto di privilegiare la Fondazione ALIGI SASSU, utilizzando i locali ex Biblioteca per ospitare la grafica di opere d'arte di rilievo indiscusso. La scelta potrebbe non piacere ma è stata fatta da ben tre Sindaci e ben tre Consiglio Comunali diversi. La "verità" della Dott.ssa Pinna è quella che a lei interessa per seminare odio e rancori personali e paesani. Quella vera la scriverà una sentenza di Tribunale. Cordialmente. Raffaele Mannoni

PS: alla Dott.ssa Pinna, che mi augura un cancro fulminante, assicuro le mie preghiere per la sua salute ed una vita ricca di soddisfazioni.

Che fine ha fatto il "cosiddetto" Museo Aligi Sassu?

In risposta al distinto Raffaele Mannoni:

Vorrei precisare che il mio non era affatto un progetto privato ma un progetto che coinvolgeva enti pubblici, scuole, biblioteche pubbliche dei paesi del circondario e persino un Monastero Benedettino. La fondazione Aligi Sassu non c'entra niente. Non confondiamo le acque. Il fumo negli occhi non serve in questa storia. Il finanziamento sarebbe stato erogato dal POR per la valorizzazione culturale di un'intera area del Mejlogu. Non ho mandato caro ex sindaco una presunta "lettera privata" per accedere a pubblici finanziamenti. Ma che dice! Non ricorda? Sono andata coi soci di allora negli appositi uffici del Comune, abbiamo compilato i moduli del POR, seguendo esattamente le istruzioni, passo passo e allegando preventivi, come richiesto dal modulo ufficiale e dalla legge, non scherziamo. Ma lo sa Dottor Mannoni, che ancora ho il progetto? L'ho conservato in suo onore, perché a volte la memoria fa brutti, bruttissimi scherzi e si rischia di confondere una lettera privata con un documento ufficiale. Male. Un amministratore dovrebbe essere più accorto. Al dottor Mannoni il progetto andava benissimo, compilato secondo le regole, con tutti i crismi, secondo la legge, altro che lettera privata. Infatti, come possono testimoniare i miei soci di allora, l'esimio dottore ci ha accompagnato in Regione a Cagliari addirittura con la sua macchina privata. A progetto finito mi disse senza mezzi termini che dovevo consegnarglielo, che io avrei lavorato ma dovevo escludere gli altri soci per creare una cooperativa assieme a persone di suo gradimento. Mi sono rifiutata di escludere i miei soci che avevano lavorato tanto per il progetto, per mesi. Al che il buon sindaco mi disse che si rifiutava di presentare il progetto in Regione. Se l'egregio sindaco vuole portarmi in tribunale, lo faccia pure, non c'è problema, nell'attesa gli mando davvero tanti distinti saluti sperando che le sue argomentazioni siano più credibili d'ora in poi e soprattutto più serie dal punto di vista della legge che un amministratore dovrebbe conoscere molto bene. Maria Antonietta Pinna

p.s. dimenticavo, la tecnica dello sviare l'attenzione di chi legge su presunti insulti privati per confondere chi legge, e fargli dimenticare il nucleo del problema, è vecchia. I politici la usano spesso.
Risponda, signor ex sindaco dottor Raffaele Mannoni
Ricorda che per compilare ilmodulo del POR, distribuito dal Comune secondo la legge, abbiamo impiegato mesi? Ricorda che il modulo richiedeva una ricerca di mercato? Ricorda che richiedeva preventivi? Ricorda che io e i miei soci "non thiesini" (quale grave colpa) abbiamo fatto una ricerca di mercato, che siamo andati in giro per mesi allegando preventivi? Che abbiamo fatto un'indagine sullo stato del patrimonio librario del Mejlogu? Non se lo ricorda dottor Mannoni? Si ricorda una lettera privata senza firma. Ma è sicuro di quello che afferma?
Risponda.
Grazie
Di nuovo distinti saluti

Maria Antonietta Pinna

se tutti i blog venissero utilizzati per scopi personali come questo chissà dove adremo a finire! capisco la pazzia del soggetto che ha scritto ma che venga anche pubblicato, dai quando mai?? io rivedrei la parte sulle citazioni, non si sa mai! "non sono tutti amici tuoi!"

La cosa più raccapricciante è che persone così acculturate hanno creato questo spazio sul web per potersi confrontare e dialogare pacificamente sulla letteratura, un tema così nobile che non merita di lasciare spazio a insulsi racconti pseudo veritieri basati sull'esperienza di una persona che non è in grado di integrarsi all'interno della società.

Che questa società sia poi quella di un paese o di una metropoli, è chiaro che l'autrice del racconto si nasconde dietro le righe delle sue storie per venir meno a questa sua incapacità di comunicare e confrontarsi con il mondo esterno.

La cosa ignobile di tutto questo è che la "scrittrice", se così si può definire, pretende di usare l'arte della letteratura per continuare a offendere le genti di questo paese. Ancora più ignobile è che abbia trovato il suo "nido" in questo spazio pubblico e che le sia stato consentito di scrivere certe cose, per giunta usando nomi e cognomi di persone che sono state vittime della sua rabbia.

Spero che i moderatori riflettano sull'accaduto...

Teniamo alta la bandiera di questo dono che c'è stato fatto: la scrittura.

Sono perfettamente d'accordo.

mmmmacca mmmmacca mmmmacca

Ehi ma cosa c'è qui, il festival degli anonimi? Firmatevi, ordunque, ché Vi è già stato detto che l'anonimo vale meno di zero.
Siccome NON voglio buttarla in vacca, adesso NON racconterò una cosa simpaticiZZima che mi è successa in Codesto paesino.

mario b. e che cosa ti e successo qui, racconta, aio diccelo gazzu.....

Perdonate se chiudo i commenti, ma, indipendentemente dalle legittime ragioni delle parti, e ognuno prenda le decisioni che reputa più opportune, non credo che il confronto possa continuare senza cadere in offese.
Rispetto le ragioni di Maria Antonietta Pinna, nostra collaboratrice, come rispetto le ragioni degli altri che sono qui intervenuti nei commenti.
Come accaduto in diverse occasioni, Sul Romanzo dona spazio a tutte le voci, anche quelle più scomode, ma un blog non è un'aula di tribunale, un blog dovrebbe far dialogare le persone, invece qui siamo andati oltre. Se qualcuno ritiene di procedere in tale senso, in tribunale intendo, ha tutto il diritto di farlo.

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