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“The Water Diviner”: quando un libro nasce da un film

The Water DivinerPiemme ha da poco pubblicato la versione italiana di The Water Diviner (trad. di Elena Cantoni e Barbara Porteri), che Andrew Anastasios, sceneggiatore dell’omonima pellicola, ha scritto con la moglie Meaghan Wilson Anastasios, trasformando in romanzo il lavoro fatto in precedenza per Russell Crowe, regista e interprete del film. I coniugi Anastasios, australiani, hanno alle spalle anni di lavoro come archeologi nel bacino del Mediterraneo e in Medio Oriente, esperienze di giornalismo e d’insegnamento universitario, ma questa è stata la loro prima esperienza narrativa.

È stata una storia vera, poi ampiamente romanzata sia per il libro che in sede di sceneggiatura, a ispirare gli Anastasios: quella di un padre australiano recatosi in Turchia, alla fine della prima guerra mondiale, alla ricerca dei resti dei figli, caduti a Gallipoli nel corso della disastrosa campagna che costò alle forze anglofrancesi (a cui erano aggregati i volontari australiani) circa 250.000 morti, caduti nel vano tentativo di acquisire il controllo dello stretto dei Dardanelli allo scopo d’indebolire la Turchia, alleata della Germania.

Joshua Connor è un agricoltore che per tutta la vita non ha visto altro che l’arida campagna australiana in cui ha sempre abitato, lavorando la terra e utilizzando le sue insolite doti di rabdomante (in inglese appunto water diviner) per trovare l’acqua, bene scarso e prezioso in quelle terre desolate.

I suoi tre figli maschi, che si sono arruolati insieme per combattere a fianco degli inglesi, sono scomparsi tutti nella carneficina di Gallipoli, togliendo alla madre ogni volontà di continuare a vivere. Joshua, invece, vuole avere la certezza che siano effettivamente morti, e decide di partire alla loro ricerca, sperando di trovarne almeno i resti da riportare a casa.

The Water Diviner

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Il suo viaggio si rivela molto avventuroso, in una Turchia umiliata dalla sconfitta subita in guerra, che sarà il primo passo verso la disgregazione del suo impero plurisecolare, parzialmente occupata dalle truppe vincitrici e costretta a fronteggiare soprattutto le pretese della Grecia, che è decisa ad approfittare della situazione per ottenere alcuni territori che considera storicamente suoi.

Connor fa tappa a Istanbul, in un decadente hotel gestito tra mille difficoltà da una vedova di guerra con un figlio adolescente, che lo aiutano a trovare il modo per raggiungere Gallipoli. La zona è interdetta ai civili e presidiata da militari inglesi e turchi, che lavorano insieme per cercare di dare sepoltura ai resti delle decine di migliaia di caduti rimasti per anni sul vasto territorio dei combattimenti. È il maggiore Hasan, un militare turco, a rivelare a Connor che, forse, uno dei suoi tre figli potrebbe essere ancora vivo, smarrito chissà dove dopo essere stato fatto prigioniero dal nemico.

 

Inizia così per Connor un viaggio ancora più avventuroso all’interno della Turchia, tra villaggi devastati e scorribande dei partigiani greci, nel corso del quale lo spaesato australiano viene a contatto con tutti i possibili orrori di una guerra che è solo formalmente finita.

Russell Crowe in The Water Diviner

The Water Diviner è per prima cosa un magnifico romanzo d’avventura, ma anche storico, perché ci parla di un episodio preciso del passato, che in realtà non trova molto spazio nei nostri libri scolastici. Ogni Paese che abbia partecipato alle due guerre mondiali tende del resto a conservarne una memoria settoriale, dando maggiore importanza al fronte su cui ha visto impegnate le proprie truppe rispetto ad altri. A maggior ragione, quindi, la Grande Guerra, scoppiata in un mondo dominato da una visione eurocentrica, appare di assai difficile comprensione da parte di un australiano, vissuto sempre lontano dai Paesi interessati al conflitto.

Connor è costretto a subire l’odio dei turchi, che lo annoverano tra nemici da cui sono stati sconfitti: tuttavia, è con il maggiore Hasan che Connor sviluppa un rapporto, se non di vera amicizia, almeno di reciproco rispetto e di solidarietà di fronte ai problemi contingenti che sono costretti ad affrontare insieme.

Russell Crowe in The Water Diviner

La Turchia del 1919 ci mostra come le conseguenze di ogni guerra ricadano ben oltre la proclamazione della pace, perché l’odio alimentato dai lunghi anni di combattimenti richiede sempre molto tempo per sedimentare. E non si può non pensare alle inquietudini della Turchia contemporanea leggendo della città di Istanbul così come viene descritta in The Water Diviner, eternamente sospesa tra Europa e Asia, tra eredità greco-bizantina e identità turca.

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