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Tagli drastici, ma l’Opac Sbn non è a rischio chiusura

Ministero Beni Culturali, OPAC SBNSembra ridimensionarsi l’allarme lanciato dal “Personale dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane”, pubblicato interamente nel nostro precedente articolo di lunedì. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali affida a un comunicato stampa la smentita, che a dire il vero raggiunge il solo scopo di mitigare parzialmente le preoccupazioni di chi conosce, utilizza e apprezza l’On line Public Access Catalogue del Servizio Bibliotecario Nazionale. Il comunicato conferma i tagli, parlando di «drastiche misure di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica», ma assicura che «la Direzione generale per le biblioteche è riuscita a limitare i tagli». Così il taglio, che in origine avrebbe dovuto interessare il 31% delle risorse destinate al Servizio bibliotecario nazionale, è stato ridotto di 17 punti percentuali attestandosi ora ad un -14%.

Nel frattempo, l’allarme del Personale era stato confermato anche dalla stessa direttrice dell’Istituto Centrale del Catalogo Unico delle biblioteche, Rosa Caffo. In una nota, successiva alla comunicazione del Personale, Caffo precisava, infatti, che «la cifra assegnata non è sufficiente a garantire la continuità della manutenzione di SBN, essendo state già effettuate all'interno dell'Istituto tutte le economie possibili, si sta andando avanti da un lato riducendo il servizio, dall'altro cercando altre fonti di finanziamenti. Inoltre il personale si è ridotto da 90 unità del 2007 alle attuali 43.  In tale situazione il personale ha ritenuto doveroso rendere noto lo stato di difficoltà e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema. Il "reale" livello di allarme è questo: ulteriori tagli metterebbero a serio rischio la continuità e la qualità del servizio».

Da dire che, dopo le palesate preoccupazioni dell’ICCU, anche l’Aici, Associazione delle Istituzioni di Cultura italiane, aveva ritenuto di esprimere la propria inquietudine con una lettera inviata dal presidente dell’Aici, Valdo Spini, al presidente del Consiglio Enrico Letta, e ai ministri per i Beni culturali Massimo Bray, e dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza. «Questi continui tagli ai gangli vitali della Cultura – scrive Spini – prospettano un inquietante futuro di decrescita nazionale, con contraccolpi in tutti i settori della società. L’inversione di tendenza per la Cultura italiana va decisa ora, per rafforzare nuovamente le fondamenta minate da anni di restrizioni ingiustificabili nelle politiche culturali e nella distribuzione della spesa pubblica».

Il comunicato del Ministero sembra gettare acqua sul fuoco. Almeno per ora l’Opac Sbn è salvo, nonostante questo servizio di eccellenza nazionale abbia visto ridurre il proprio personale dalle 90 unità del 2007 alle attuali 43.

Di seguito il comunicato del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico per le Biblioteche Italiane e le informazioni bibliografiche (ICCU) continuerà a svolgere il proprio fondamentale servizio al pubblico e non è, quindi, a rischio chiusura

L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico per le Biblioteche Italiane e le informazioni bibliografiche (ICCU) continuerà a svolgere il proprio fondamentale servizio al pubblico e  non è, quindi, a rischio chiusura. Nonostante le drastiche misure di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica che investono tutta la pubblica amministrazione e, in particolare, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione generale per le biblioteche è riuscita infatti a limitare i tagli sugli stanziamenti, attraverso un ingente sforzo per il reperimento di risorse integrative. Per il 2013 il finanziamento destinato prevalentemente al servizio bibliotecario nazionale ammonta a 1.875.567,75 Euro, limitando al 14% l’originario taglio del 31%. Tali risorse finanziarie sono tutte destinate al funzionamento dei servizi dell’ICCU e non comprendono i costi delle risorse umane, oggetto anch’esse di riduzione nell’ambito della generale contrazione degli organici pubblici. L’Istituto usufruisce inoltre di cofinanziamenti europei per progetti di studio, ricerca e valorizzazione, e può disporre dei proventi derivanti dalle proprie attività di promozione, pubblicazione, consulenza e collaborazione con soggetti pubblici e privati, italiani, comunitari e internazionali. Al fine di proseguire e implementare la positiva esperienza del servizio bibliotecario nazionale, in un contesto di crisi economica quale quella che interessa il nostro Paese, un gruppo di lavoro del Ministero sta elaborando un piano di razionalizzazione dei poli bibliotecari costituenti il sistema, per ridurre i costi elevati delle strutture hardware e software.

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