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Storie di negri. “La libertà possibile” di Margaret Wilkerson Sexton

Storie di negri. “La libertà possibile” di Margaret Wilkerson SextonArriva In Italia, per Fazi Editore, l’esordio di Margaret Wilkerson Sexton con il romanzo La libertà possibile, tradotto da Arianna Pelagalli, vincitore del prestigioso premio New York Times Book review.

Il romanzo si muove su un unico scenario, la città di New Orleans, su tre diversi livelli temporali: il 1944, con la giovane Evelyn che s’innamora per la prima volta di un ragazzo, Renard; il 1986, con la crisi personale di Jackie, ragazza madre, e il 2010, con il giovane T.C., sopravvissuto all’uragano Katrina, appena uscito di prigione e in procinto di diventare padre. Questi tre personaggi ci vengono presentati, nelle loro fragilità e paure, uno accanto all’altro, come tre estranei, mentre invece – l’abilità della scrittrice sta nel lasciare che il lettore lo scopra da sé – sono uniti da un legame di sangue: Evelyn è la madre di Jackie che, a sua volta, è la madre di T.C. Questa consapevolezza porta il lettore a volersi immergere sempre di più nel romanzo, armato di ago e filo per ricucire tutti i tasselli che compongono la storia di questa famiglia di “negri” come vengono chiamati con disprezzo, fin dalle origini: Evelyn è infatti la figlia di un «negro grande e grosso» che è riuscito a crearsi una posizione di tutto rispetto come medico. Proprio per questo, vorrebbe che le sue due figlie femmine (Ruby è la sorella maggiore, quella bella e forte, la preferita della madre) non fossero solo delle mogli, ma che riuscissero, nonostante il colore della pelle sia e sarà uno svantaggio, a imporsi come persone, ad avere un ruolo importante in una società che fa di tutto per tenerli al margine. Non approva quindi il fidanzato di Evelyn, Renard, di condizione sociale inferiore: il ragazzo infatti può studiare grazie all’aiuto della famiglia del suo migliore amico e si mantiene con un misero stipendio da commesso, costretto a dare metà della sua paga ai poliziotti perché lo lascino in pace. Una vita difficile che la ragazza stessa, abituata da sempre a ogni agio, non può capire. Ma Renard non ha intenzione di arrendersi: «non è vita, ma l’avrei sopportata se non ti avessi conosciuta». Decide di partire quindi come soldato volontario, nonostante i “negri” (Renard stesso sceglie di chiamarsi così, ma con orgoglio sfrontato) non vengano spesso scelti per il combattimento, il ragazzo ha l’intenzione di mettersi a disposizione del suo Paese per un futuro migliore, credendo di poter mantenersi autonomamente al suo ritorno, per poter diventare «un uomo vero in questa nazione».

 

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Ruby e Evelyn hanno un rapporto forte e complicato, che attraversa tutto il romanzo. Si compensano nelle loro diversità e si rispettano, e l’affetto tra di loro esplode quando Evelyn deve prendere una difficile decisione. Un rapporto simile ma, al tempo stesso, completamente opposto, si ripropone nella seconda generazione: Jackie ha infatti una sorella, Sybil. La loro relazione s’incrina quando la prima, nato il bambino, viene abbandonata da Terry, il marito, suo primo e unico amore, caduto nel labirinto della droga. Sybil diventa, invece, una donna in carriera, ricca e indipendente che disprezza la sorella per le sue debolezze, per aver perdonato più volte il marito e per non saper bastare a se stessa. L’arrivo di Sybil è percepito dalla sorella e dal nipote sempre con ansia: il rumore dei tacchi sul pavimento rimbomba nelle loro orecchie, le sue scarpe costose l’annunciano, simbolo della superiorità economica e sociale. Tra le due sorelle l’affetto non è mai esplicitato, ma rimane latente, nascosto.

Storie di negri. “La libertà possibile” di Margaret Wilkerson Sexton

T.C., cresciuto senza il padre, sembra in qualche modo aver ereditato la sua debolezza, vittima di una società che lo individua sempre come il colpevole, quello da tenere d’occhio, che non si sa mai cosa potrebbe fare. Scene di prevaricazione vengono narrate sullo sfondo, squarci di realtà che la scrittrice riesce a fotografare, alle quali i personaggi reagiscono con paura e sdegno. Come il nonno, il ragazzo ha adottato come nomignolo proprio quell’insulto che stigmatizza la sua pelle: con il suo amico Tiger, infatti, si chiamano l’un l’altro “fratello negro”. T.C. è molto legato alla nonna, la sua “MawMaw”, mentre ha un rapporto strano con la madre, che vive ancora nel rancore per il marito e non è stata in grado di rifarsi una vita e una nuova identità. Sul finire del romanzo fa la sua comparsa la quarta generazione: nasce Malik, figlio di T.C., che così ha la possibilità di riscattarsi e iniziare una nuova vita, finalmente libero dalla predestinazione.

Storie di negri. “La libertà possibile” di Margaret Wilkerson Sexton

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Sexton ha inciso sulle pagine alcuni volti in particolare, scegliendo di lasciarne abbozzati gli altri, così che il lettore possa riempirli da solo, con il filo della propria immaginazione: una tecnica diversa dal solito, basti pensare alla saga dei Cazalet, scritta da Elizabeth Jane Howard, pubblicata in Italia da Fazi: nei romanzi della serie il flusso narrativo rispettava, infatti, l’andamento cronologico, dagli anni della Seconda guerra mondiale agli anni Sessanta, intrecciando alla Storia mondiale gli avvenimenti della famiglia: romanzi corali, nei quali ogni componente, perfino i personaggi secondari, aveva la propria voce.

Un romanzo, quello di Sexton, che lascia molti interrogativi, e forse, proprio per questo, ne sentiremo parlare a lungo.


Per la prima foto, copyright: Chris Benson su Unsplash.

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