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Storia di una famiglia americana nell’Alaska selvaggia. “Il grande inverno” di Kristin Hannah

Storia di una famiglia americana nell’Alaska selvaggia. “Il grande inverno” di Kristin HannahIl grande inverno di Kristin Hannah, appena pubblicato da Mondadori nella traduzione di Federica Garlaschelli, è un corposo romanzo di quattrocentocinquanta pagine.

Come nell'Usignolo della stessa autrice, uscito in Italia nel 2016, le protagoniste della storia sono due donne apparentemente fragili, capaci di scoprire dentro di sé, in circostanze eccezionali, una forza eccezionale. L’Usignolo era ispirato a fatti e personaggi della Resistenza francese, Il grande inverno invece è ambientato negli Stati Uniti, negli anni successivi alla guerra del Vietnam, e affronta problemi che sono anche dei nostri tempi: soldati in preda a shock post-traumatico, violenza domestica, disoccupazione, il sogno di una vita autosufficiente in una terra protetta dai nemici in patria, erigendo muri e a colpi di pistola.

 

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Ecco il prologo della storia. La famiglia Allbright non ha fissa dimora. Per sfuggire ai creditori, si sposta di città in città e di stato in stato. Ernt Allbright, reduce del Vietnam, non è in grado di tenersi un lavoro. Tormentato da strazianti ricordi di guerra, sa solo sognare nuove città e nuovi inizi. L’affascinante Coraline è succube del marito, e per seguirlo in giro per l’America ha rotto con la sua facoltosa famiglia di origine, a Seattle. Leni, la figlia tredicenne, sopporta in silenzio spostamenti e mattane dei genitori.

Un giorno, dal passato di Ernt sembra arrivare la salvezza: l’ennesimo trasferimento, che questa volta però potrebbe essere definitivo. Bo Harlan, compagno di prigionia in Vietnam, è morto e ha lasciato a Ernt casa e terreno in eredità. La proprietà si trova a Kaneq, città immaginaria dell’Alaska, su un isolotto bellissimo e inaccessibile.

Storia di una famiglia americana nell’Alaska selvaggia. “Il grande inverno” di Kristin Hannah

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Ancora una volta, Cora e Leni accettano la decisione di Ernt di ricominciare da capo in un posto nuovo, benché la vita in Alaska si prospetti durissima. Difendersi dal gelo, dagli orsi e dai lupi, cacciare, conservare e custodire il cibo lontano dalla portata dei predatori: nelle giornate della famiglia Allbright non c’è tempo per nient’altro. Per fortuna i nuovi arrivati entrano a far parte della piccola e solidale comunità di Kaneq, e Leni trova un amico in Matthew Walker, un compagno di scuola.

Con le sue montagne candide e frastagliate di crepacci, il buio perenne in inverno, le oasi popolate da orsi, l’Alaska cela pericoli dappertutto. La bellezza aspra del paese è quasi una beffa, perché nel suo lungo inverno si rischia ogni giorno di perdere non solo la vita, ma la ragione. Cora e Leni dovranno difendersi dal ghiaccio come da chi è loro più vicino, persino da se stesse. D’altra parte l’Alaska, inevitabilmente, le forgerà. Dopo anni di fatica, sofferenze e avventure impareranno a fare i conti con se stesse, troveranno la loro vera famiglia e il loro posto nel mondo.

 

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Storia di una famiglia americana nell’Alaska selvaggia. “Il grande inverno” di Kristin Hannah

Come già nell’Usignolo, i personaggi assolutamente positivi sono quelli femminili. Pur con i loro difetti, pur se trasportate da passioni fortissime, restano empatiche, ragionevoli, solidali. Gli uomini invece, come Ernt, spesso hanno un lato oscuro che minaccia di continuo di prendere il sopravvento. Nel romanzo si oppongono due coppie, due generazioni, due storie d’amore: da una parte Cora ed Ernt, dall’altra i giovani Leni e Matthew. Le due donne sono decise e appassionate, mentre gli uomini hanno entrambi subito un forte trauma. Se Cora e Ernt non riescono mai a sfuggire a un rapporto velenoso e distruttivo, i più giovani saranno in grado di tenere a bada le passioni negative, trasformando l’amore in forza.

L’ambientazione in un luogo splendido e selvaggio, i personaggi sopra le righe, la suspense costante (pericoli di diversa natura incombono a ogni passo) e i colpi di scena tengono l’attenzione sempre viva, fino alle ultime pagine.

In questa storia d’amore e avventura manca il perfetto lieto fine. O piuttosto, si tratta di un lieto fine alla Jane Eyre, personaggio forse non a caso citato nel romanzo. L’epilogo del Grande inverno di Kristin Hannah sembra volere ricordare che bisogna sempre fare i conti con il dolore e la perdita, avere la forza di accettare tutto e andare avanti, continuando ad amare.


Per la prima foto, copyright: Paxson Woelber.

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