Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Storia di un uomo perseguitato dalla fortuna. “Benevolenza cosmica” di Fabio Bacà

Storia di un uomo perseguitato dalla fortuna. “Benevolenza cosmica” di Fabio BacàNel recensire Benevolenza cosmica di Fabio Bacà (Adelphi) viene da pensare che si tratti di un'occasione mancata. Bello lo spunto, ma forse troppo difficile da sviluppare. Il tema della nevrosi derivata dalla soverchiante fortuna sembra prevaricare lo svolgimento, la scrittura si dilunga oltre il necessario, al punto di rischiare di andare “fuori tema” per troppa premeditazione e autoreferenzialità. Scrittura virtuosistica. Libro fin troppo abilmente scritto, da perdersi in se stesso e allontanare il lettore da un’intensa partecipazione.

Il dramma sofferto dal protagonista Kurt O’Reilly (padre inglese, madre italiana) consiste nella propria “seriale” fortuna. Tutto gli va bene. Troppo bene da suscitare in lui angoscia. L'uomo fortunato si tormenta della regolarità e del disvalore della propria fortuna. Perseguitato dalla buona sorte. Possibile che tutto gli vada bene? Cosa c'è che non va in lui? Assurdità interessante sulla carta, ma rimasta appunto “carta” e non opportunità narrativa. Un dilemma kafkiano ma senza Kafka. Manca la tensione per un tormento così inconsueto e contraddittorio. Si sente il bisogno della rappresentazione, non solo della descrizione.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Tema inquietante che predispone il lettore a un’insolita curiosità. E invece non succede quanto ci si aspetta, se non una serie di “siparietti” sapientemente scritti ma vuoti d'emozione.

Innesto riuscito da parte dell'autore fare del protagonista un esperto di statistica. Il quadro diagrammatico di quanto la fortuna possa persistere è un buon deterrente per poter imbastire delle dinamiche, ma l'autore preferisce destreggiarsi nel dipingere personaggi e situazioni che non lasciano il segno, se non come pure meteore stilistiche. Bacà continua a scrivere bene. Sia che descriva i tassisti che gli offrono gratuitamente le corse, sia che guadagni in borsa 42 mila sterline in seguito a un investimento fatto al ribasso, sia che l’ufficio dell’Entrate gli restituisca 5 mila sterline, sia che riceva un risarcimento di 65 mila sterline per un colpo che l’ha ferito di striscio sparato da un membro dei corpi speciali in una folle situazione. Certo, in tutto ciò c'è follia, ma non oltre una descrizione che sa tanto di design, se si può usare questo termine quale parametro di stile. Difetto non secondario è l'uso di termini quali “soteriologia”, “anabolismo”, “furore galvanico” e altri. Ammessa la tavola operatoria in corso, un eccessivo sfoggio chirurgico disturba.

Storia di un uomo perseguitato dalla fortuna. “Benevolenza cosmica” di Fabio Bacà

Kurt ha fatto carriera da giovanissimo, è entrato nell’istituto di statistica governativo, nonostante il rapporto con la moglie scrittrice emergente sia formalmente in crisi, l'unione matrimoniale non manca di intesa e profitto, ha un suo ufficio con avvenente e solerte segretaria, da poco è stato nominato capo di un importante settore professionale.

L’unica nota dolente nella sua vita è la morte di un fratello giovane, più o meno della sua età, per un incidente durante un gioco pericoloso tra un aereo e una motocicletta. Sebbene la figura del fratello sia trattata con una certa immediatezza e commozione, l'autore, assorbito nei propri viluppi stilistici, non manca di inserirla nella sua artificiosa programmazione solipsistica.

Il romanzo si impernia intorno al pessimistico tentativo di Kurt di capire il perché della sua inesorabile fortuna, di cui paiono non potere o volere occuparsene psichiatri e psicanalisti. Anche qui l'autore preferisce la scrittura e l'abnormità della descrizione, non lontana da uno snobistico dettato caricaturale.

Una pornostar distesa nuda su un lettino di tatuatore che non si perita di accogliere la visita del protagonista senza apporre alcun pudico cambiamento alla “posizione”, è l'episodio emblematico di quanto lo scrittore miri a ridicolizzare il “genere” umano. Ciò pesa nell'economia del romanzo, compresso com'è in una struttura egocentrica che non lascia molto spazio agli “altri”. Bacà sembra usare il sottogenere umano per i suoi scopi di stilista, senza parere o volere calibrare l'ironia. La cosa produce un'urtante discrasia tra l'abilità della scrittura e l'approssimazione del contenuto.

Storia di un uomo perseguitato dalla fortuna. “Benevolenza cosmica” di Fabio Bacà

Una serie di episodi negativi rappresentativi di un cinismo cosmico che non viene portato ad approfondimento, come ci si aspetterebbe, dipanano la storia in piccoli episodi e grotteschi personaggi. La storia diventa una lunga peregrinazione per Londra attraverso psicanalisti con piscina privata e altri che propugnano il karma, con il telefonino che squilla e una segretaria disperata dall'irreperibilità del principale. E con il karma inizia un’altra ricerca: trovare colui cui Kurt ha rubato la fortuna. Secondo la disciplina orientale se in una persona vige un intenso stato emotivo vuol dire che è stato ispirato da un suo simile cui rimane la parte negativa del tutto. La parte più debole del romanzo è proprio quella in cui si tira in ballo il karma.

Argomento cervellotico “la nevrosi da fortuna”, forse impossibile da rappresentare, riscattato alla fine dalla “semplicità” della esperienza della maternità e paternità. Un ruttino di neonata conclude e rasserena l'odissea del “difficile” mentale.

Proprio in rapporto alla “semplicità” del finale (la nascita di un figlio e la tenerezza dell'appianamento umano che ne consegue) appaiono deboli le motivazioni che lo precedono. Le sequenze troppo artificiose della nevrosi del protagonista fanno apparire troppo manichee le ragioni del “semplice” fluire della vita. Delicato rovesciamento di eventi trattato frettolosamente.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Non appare estraneo in filigrana leggere nel romanzo l'alienazione capitalistica del “troppo”. Il protagonista è un uomo di successo, un privilegiato attore e fruitore dei beni di consumo e delle frequentazioni altolocate. Il “troppo” pesa narrativamente perché troppo elitario.

Fabio Bacà è al suo primo romanzo, è presumibile, visto l'indubbio talento di cui è dotato, aspettarsi da lui una seconda più approfondita prova.


Per la prima foto, copyright: Austin Distel su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.