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“Sostiene Pereira”, il libro per eccellenza di Antonio Tabucchi

“Sostiene Pereira”, il libro per eccellenza di Antonio TabucchiTra la vasta produzione di uno degli autori italiani del Novecento più amati nel nostro Paese, Sostiene Pereira sembra essere il libro per eccellenza di Antonio Tabucchi. L’anno di pubblicazione del romanzo è il 1994. Ed è lo stesso anno in cui il testo riceve uno dei premi letterari più prestigiosi: il Premio Campiello.

Antonio Tabucchi nasce nel 1943 a Pisa, periodo in cui il nostro Paese è sotto il potere del regime fascista. Ma è anche l’anno in cui, pian piano, inizierà a farsi strada la Resistenza. Lo stesso Tabucchi, nel corso della sua esistenza, s’impegnò in diverse battaglie civili e politiche. È stato soprattutto autore di diversi romanzi, racconti e testi teatrali tradotti poi in tutto il mondo. Per diverso tempo ha insegnato Lingua e letteratura portoghese nelle università di Genova e di Siena. Ed è proprio il Portogallo, terra amata da Tabucchi, a dare vita al background del suo romanzo più famoso. Tabucchi, durante gli anni universitari, svolge diversi viaggi, fin quando, a Parigi, s’imbatte in una piccola opera di quello che diverrà per lui l’autore più amato: Fernando Pessoa. Da lì, inizia la sua passione per la lingua e la letteratura del Portogallo, che lo accompagnerà per sempre. Infatti, Tabucchi, per sei mesi all’anno, vivrà con la moglie a Lisbona, città nella quale compone i suoi testi. Le opere della sua vasta pubblicazione sono tutte accumunate da uno stile dolce, pacato ma allo stesso tempo fiabesco, quasi magico. Grazie a diversi espedienti, Tabucchi riesce a far immergere il lettore nella storia che sta raccontando. E ciò avviene soprattutto con Sostiene Pereira, poiché il testo è prima di tutto una testimonianza (come spesso è riportato nella copertina del libro). Il titolo è anche l’espressione più frequente del racconto e che dà l’avvio al romanzo.

«Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava».

 

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Con questo incipit, Antonio Tabucchi trasporta il lettore nell’ambientazione del suo romanzo. Lo sfondo storico e narrativo è la bellissima città di Lisbona. Siamo nell’agosto del 1938. E per il Portogallo non è un periodo facile. Dal 1932, infatti, il Paese ha visto l’instaurarsi di un governo autoritario da parte del dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, con la polizia dello Stato a farla da padrona. La censura, oltre alla persecuzione e uccisione dei ribelli, era uno dei tragici risvolti più evidenti nella città di Lisbona, dove la libertà di espressione era ormai soppressa. In questo clima politico teso e opprimente vive la sua maturità d’uomo il protagonista del romanzo, il dottor Pereira (così chiamato da tutti). È un uomo sulla cinquantina, vedovo, obeso e cardiopatico. Trascorre i suoi giorni, apparentemente tranquilli, nello stanzino della redazione del «Lisboa», quotidiano di cui è direttore per la pagina culturale. Egli, dopo aver lavorato per diversi anni come giornalista di cronaca nera, decide di dedicarsi soltanto alla sua passione più grande: la letteratura, in particolar modo quella francese (e la Francia sarà proprio il Paese che lo ospiterà dopo la costretta fuga dal suo amato Portogallo). L’uomo, dopo la morte dell’amata moglie, sembra non interessarsi più al mondo che lo circonda. Non ha interesse per la politica, anche se, quotidianamente, si informa dal suo cameriere di fiducia al Cafè Orquidea di ciò che sta accadendo in Paese. La censura non lo infastidisce, poiché, per il momento, egli pubblica soltanto traduzioni di racconti letterari francesi.

“Sostiene Pereira”, il libro per eccellenza di Antonio Tabucchi

È un caldo pomeriggio di agosto, e il dottore è intento a pensare alla morte, argomento che riempie le sue giornate in quest’ultimo periodo. Egli non riesce a dire addio alla sua cara moglie, morta di tisi qualche anno prima. Rimasto vedevo, non ha avuto la possibilità di diventare padre.

Immerso nei suoi pensieri, Pereira s’imbatte casualmente in un articolo sulla morte e sulla sopravvivenza delle anime, scritto da un giovane studente di nome Francisco Monteiro Rossi, di origini italiane. Senza pensarci molto, alza la cornetta del telefono e chiama il giovane. Quest’ultimo è uno studente senza molto denaro, e l’uomo, affascinato subito dal suo carattere, e forse per compassione, gli propone di collaborare con lui per il «Lisboa», affidandogli un compito semplice: scrivere necrologi anticipati di gente famosa che probabilmente scomparirà presto. Monteiro, seppur titubante, accetta la proposta, poiché ha molto bisogno di soldi. Ma sin da subito il ragazzo si mostra ribelle alla situazione politica che lo circonda, situazione della quale al protagonista del romanzo non interessa granché. Egli è ormai diventato un uomo apatico e abitudinario, che trascorre le sue giornate facendo sempre le stesse cose: beve decine di limonate, mangia omelette di erbe aromatiche e traduce racconti francesi che pubblica poi sulla sua pagina culturale. Monteiro Rossi è invece un ribelle, contrario in modo assoluto al regime autoritario instauratosi nel suo Paese e deciso a combatterlo, seppur senza mezzi adeguati. Saranno proprio le peripezie di Monteiro, ed i consigli di persone fidate, a smuovere il nostro protagonista dalla sua vita apparentemente tranquilla.

Nel suo piccolo ufficio di Lisbona, Pereira conserva i necrologi scritti dal ragazzo in una cartellina blu. Seppur siano impubblicabili, perché Monteiro non segue i consigli del suo datore di lavoro ma fa di testa propria, scrivendo negativamente di personaggi che hanno aderito al fascismo, egli decide di non gettarli, perché ha una strana sensazione riguardo al futuro del giovane. Il ragazzo lo preoccupa, ha un carattere troppo ribelle per il periodo in cui sta vivendo. Ma tra i due riesce a sbocciare una fidata amicizia, che porterà l’uomo a considerare Monteiro Rossi come il figlio che non ha mai avuto. Tant’è che lo aiuta assiduamente con denaro sborsato di tasca proprio. Ma Pereira è anche un uomo malato, cardiopatico e obeso. Per questo motivo decide, sotto consiglio del suo medico, di dirigersi a Parede e soggiornare qualche settimana presso una clinica talassoterapica. In questo luogo, egli incontrerà una delle poche persone che diverrà importante per la sua vita e per le sue scelte future: il dottor Cardoso, un uomo intelligente e appassionato anch’egli di letteratura francese. In questi giorni di vacanza forzata, Pereira avrà l’occasione di dialogare quotidianamente con il dottor Cardoso. E sarà proprio quest’ultimo personaggio a infondere in lui una teoria sostenuta da due intellettuali francesi che condizionerà il resto dei suoi giorni. Il dottor Cardoso, infatti, gli racconta la teoria delle confederazioni delle anime, secondo la quale c’è in ognuno di noi un io egemone che spesso prende il sopravvento sugli altri. E così, nel suo caso, l’io egemone, attaccato al passato e dunque impossibilitato a concentrarsi sul futuro, ha preso il sopravvento sull’io attivo e operoso, amante della vita. Dopo questi dialoghi riflessivi sul senso della vita e sull’importanza dell’operosità, torna nella sua Lisbona con una consapevolezza: non può rimanere inerme di fronte alle atrocità che la polizia sta operando nel suo Paese. Lui, da giornalista, può sicuramente dare un contributo alla resistenza che si sta organizzando in città, ma bisogna che trovi uno stratagemma. Nel frattempo, Monteiro Rossi è in pericolo e ricercato dalla polizia, in quanto sovversivo. Decide quindi di chiedere aiuto al suo ormai fidato amico, nascondendosi per un po' di tempo in casa sua. Pereira, anche se intimorito, acconsente. Ma la polizia trova il giovane e decide di punire entrambi. Il dottore, da quel giorno, si rende finalmente conto del male che sta divorando il suo amato paese. Monteiro Rossi viene ucciso a bastonate, e lui umiliato con calci e pugni. Sarà proprio la morte del suo amico Monteiro, unita ai consigli del dottor Cardoso e di una giovane donna incontrata sul treno per Parede ad accendere finalmente in Pereira la sete di giustizia e una presa di coscienza. Grazie a un espediente, aiutato dal suo ormai amico dottor Cardoso, denuncerà sul suo giornale le atrocità perpetrate dal regime dittatoriale, riuscendo a ingannare la censura e far arrivare alla gente la verità. Un’azione che avrà come conseguenza la sua fuga obbligata verso la Francia, per sfuggire alla persecuzione. Ma sarà soprattutto la scelta che contribuirà ad accendere nel popolo portoghese la coscienza delle brutalità in cui sta vivendo, e a cercare finalmente di ribellarsi.

“Sostiene Pereira”, il libro per eccellenza di Antonio Tabucchi

Il protagonista del romanzo è un personaggio che, nel corso della storia narrata, subisce una profonda trasformazione. Da persona inattiva e abitudinaria, disinteressata alla realtà, diventa, per diverse peripezie e impegni, un uomo che si ribellerà alla censura dilagante nel suo Paese e alle atrocità del regime autoritario di Salazàr. Diversi personaggi contribuiscono al suo cambiamento. Il dottor Cardoso, Monteiro Rossi e la sua fidanzata Marta, il cameriere Manuel, la donna incontrata per caso sul treno. Tutti personaggi che Antonio Tabucchi ci descrive come dei “lupus in fabula”, che arrivano ad aiutarlo quando ormai sembra non interessarsi più alla vita. E soprattutto, personaggi che finalmente gli mostreranno quella che è diventata la vita in uno dei periodi più bui nella storia del Portogallo.

Sostiene Pereiraè un romanzo psicologico che può essere considerato, oltretutto, un bildungsroman, un romanzo di formazione. Il protagonista, difatti, anche se già uomo maturo, subisce, nel corso della storia, una crescita caratteriale tale da condurlo a diventare una persona saggia e coraggiosa, contrapposto all’individuo inietto dell’inizio del romanzo.

 

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Tabucchi, con questo personaggio, rende una testimonianza importante sulla sua amata terra, il Portogallo, martoriato, dagli anni Trenta agli anni Sessanta del Novecento, dalla cruenta dittatura di Salazàr.

Con uno stile impeccabile, con un lessico semplice ma allo stesso tempo evocativo, Tabucchi ci trasporta nel mondo del dottor Pereira e dei suoi problemi, cercando, insieme a lui, di trovare una soluzione alla barbarie della dittatura e alla cattiveria dell’uomo, e accendendo in lui, e in noi, una presa di coscienza che mai dovrebbe mancare nelle nostre piccole vite. Verità, altruismo, testimonianze, coraggio. Sono questi i temi che emergono energicamente dal testo e che fanno maturare il protagonista del libro, e noi insieme a lui.


Per la prima foto, copyright: Vita Marija Murenaite su Unsplash.

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