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Sopravvivere al dolore. “La luce rubata al giorno” di Emanuele Altissimo

Sopravvivere al dolore. “La luce rubata al giorno” di Emanuele AltissimoLuce rubata al giorno è il romanzo di esordio di Emanuele Altissimo, pubblicato da Bompiani Editore. È una narrazione che viaggia sul filo delle emozioni. Affetti prorompenti, che si rinforzano e si rinsaldano quando la vita mette alla prova due giovani ragazzi. Crescere in fretta, senza l’affetto dei propri genitori, non è un’impresa facile. Accettare la realtà non sempre è possibile. Si crea così, un vortice che investe e percuote. Si innesca una strada parallela alla normalità, dove il vivere diventa meno amaro.

Diego e Olmo vivono con il nonno. Loro tre sono una famiglia e sono quel che resta della loro unione familiare. La vita di Olmo cambia quando il nonno decide di regalargli il modellino dell’Empire State Building.

«Prima guarda in quel sacchetto lì. Indicò una delle buste sul pavimento, la più ingombrante. Dentro c’era una scatola rettangolare, bianca rossa e blu, con l’immagine stilizzata dell’Empire State Building. Oltre quindicimila pezzi a incastro, spiegò mentre la tiravo fuori. Una volta finito, sarà poco più basso di te. Non riuscivo a smettere di guardare la scatola, ero ipnotizzato dai suoi colori e dall’anteprima del modellino. Era più grande di quello che avevo visto al negozio e ci sarebbero volute settimane per montarlo, forse mesi. Pensavi che l’avessi dimenticato, eh? disse con affetto.»

 

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Fare e rifare quel modellino. Diventa un gioco, un passatempo o più semplicemente un’evasione. Per costruirlo bisogna prestare attenzione, bisogna incastrare tassello per tassello, ogni cosa deve andare al posto giusto. Non è ammesso uno sbaglio, non può essere ammesso alcun errore. Se la vita fosse andata diversamente, forse i due non si sarebbero ritrovati a questo punto. C’è stata un’imperfezione che li ha portati a essere lì in quel luogo, dal quale si può andar via.

Sopravvivere al dolore. “La luce rubata al giorno” di Emanuele Altissimo

Partire e dirigersi in un posto dove i ricordi fanno meno male, dove le ferite sono meno sanguinanti. La luce rubata al giorno è un romanzo essenzialmente introspettivo. L’autore è stato capace di catturare il dolore che si cela dietro ogni volto. Uno strazio che potrebbe dividere, ma che finisce per unire ancora di più. La perdita delle persone care è come la guerra, un conflitto personale, che brucia come le ferite che emergono dai racconti sul nazismo. Storie che emergono dalla voce oramai rauca di Moreau, amico del nonno. Tutti provano ad aggiungere cenere a quel fuoco ancora acceso.

«Nel cuore della notte due uomini in uniforme militare mi portarono dentro una segreta con strumenti di tortura. Ogni tanto parlavano tra loro in tedesco. Uno di loro accese una lampada a muro. I topi sparivano negli angoli, i muri gocciolavano. Mi stesero su un letto di ferro per avvolgermi gambe e braccia in pesanti catene. Attaccarono le estremità agli argani nel muro. Tirarono, incuranti delle mie urla.»

Sopravvivere al dolore. “La luce rubata al giorno” di Emanuele Altissimo

Ma la luce rubata al giorno qual è? È una luce sempre presente nella storia, appare quando si aprono le porte all’improvviso oppure nei volti illuminati. Potrebbe essere il bagliore della vita, quel qualcosa in più che vogliamo rimanga in noi. Oppure è la luce di un lampo, che precede il tuono. Quella luminosità che si espande prima di un evento così eccezionale e così improvviso.

La narrazione, nonostante i numerosi flashback, è molto scorrevole. I lettori vengono rapiti dalla storia di due giovani diventati grandi, quando erano ancora troppo bambini. Un avvenimento che, ancora una volta, cambierà per sempre le loro esistenze perché, se abituarsi a una nuova vita è stato possibile, superare un altro ostacolo sembra impensabile.

 

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Emanuele Altissimo è riuscito a catturare quella luce diversa, in ognuno di noi. Il nonno, protagonista del romanzo, è forse il faro della sua vita. Una catena che riesce a tenere uniti i due fratelli e che fa riscoprire loro il senso ultimo del rapporto che li lega. Diego e Olmo diventeranno inseparabili, per sempre, perché ne hanno superate tante, perché l’uno senza l’altro non esisterebbe.

«E adesso a noi due, nonno. Cosa posso fare, per te? Eri lì, nell’ora più buia. Non ti ho mai ringraziato per avermelo chiesto. Tua è la speranza che vive in questo romanzo.»


Per la prima foto, copyright: juan pablo rodriguez su Unsplash.

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