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Si scrive a un tratto o ad un tratto? Quando si usa la d eufonica?

Si scrive a un tratto o ad un tratto? Quando si usa la d eufonica?Si scrive a un tratto o ad un tratto? Sì, oggi rispolveriamo una questione tra le più spinose, quella relativa all’uso della d eufonica. E vedremo tra poco perché la definiamo spinosa. Anticipiamo solo il fatto che non dipende dalla norma, che c’è ed è chiara, al punto da non lasciare spazio a nessun equivoco.

Per chiarire se si scrive a un tratto o ad un tratto analizzeremo le stesse indicazioni a cui abbiamo fatto riferimento per rispondere a una precedente domanda: si scrive a un o ad un?

 

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Le indicazioni più recenti sull’uso della d eufonica prevedono due situazioni:

  • È preferibile usarla quando si ha un incontro tra due vocali uguali, o meglio si usano “ed” e “ad” quando la parola che segue inizia con la stessa vocale. Pertanto si scriverà: ad Ancona, ad Antonio, ed Eleonora.
  • Non si usa quando la parola che segue inizia con una vocale diversa. Per esempio: e Antonio, a Eleonora.

 

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Ci sono però delle eccezioni relative a formule ormai consolidate dall’uso: tu / lui / lei ed io, ad esempio, ad eccezione, fino ad ora, dare ad intendere.

 

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Perché definiamo la questione spinosa? Perché nonostante le indicazioni che abbiamo riportato siano ampiamente seguite in ambito editoriale, capita sempre più di trovarsi di fronte all’uso della d eufonica anche quando non andrebbe usata. La giustificazione spesso è la seguente: a scuola mi hanno insegnato così. Questo a volte è causa di lunghe quanto fastidiose discussioni.

Comunque nel nostro caso specifico si seguono le indicazioni riportate. Dunque si scrive ad un tratto o a un tratto? La risposta giusta è: a un tratto, come soluzione preferibile.

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